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12 ANNI SCHIAVO di Steve McQueen

12annischiavo1Solomon Northup [Chiwetel Ejiofor] è un artista, suona il violino, ed è un uomo sensibile, istruito, che sa apprezzare le cose belle della vita, che gli ha donato tutto: un lavoro bello e onesto, una moglie che ama e due splendidi figli ma, soprattutto, la tranquillità e una vita dignitosa che dovrebbe spettare di diritto ad ogni uomo sulla Terra.

Solomon Northup è nato a New York agli inizi dell’ottocento ed è un nero nato libero. Questa frase suona strana all’orecchio dell’uomo moderno ma in quell’epoca era la triste, dura realtà: solo in alcuni stati gli uomini di colore venivano considerati alla stregua di quelli dalla pelle bianca.

Due gentili signori, un giorno, offrono a Solomon un lavoro ben retribuito che lo porterà per un po’ di tempo lontano dalla sua famiglia.

Il lavoro dell’artista è strano e molto spesso le persone come lui sono costrette a rimanere molto tempo lontano dalle persone che amano, ma mai egli avrebbe pensato di rimanere lontano dai suoi cari per 12 lunghi anni.

12annischiavo2Il lavoro offertogli, infatti, altro non era che un espediente per rapire Solomon e venderlo al migliore offerente, sicché di quell’uomo libero non rimanesse nulla, neanche il nome.

Solomon non c’è più, ora c’è Platt ed è uno schiavo nero che non deve saper né leggere, né scrivere, non deve ricordare nulla del suo passato ma deve semplicemente lavorare fino a spaccarsi la schiena.

Alcune persone sono chiamate ad una missione, vale a dire essere i testimoni di una crudeltà e raccontarla così come l’hanno vissuta, nuda e cruda, in modo tale da essere d’esempio per le nuove generazioni e far si che quelle crudeltà non si possano più ripetere.

12annischiavo3Quello che colpisce della vita di Solomon è la sua integrità morale, la sua infinita sensibilità e il suo essere rimasto uomo libero nonostante le sferzate, le sevizie e le cattiverie subite. Nessun padrone, nemmeno il più aguzzino come Edwin Epps, magistralmente interpretato da Michael Fassbender, è riuscito a togliergli dagli occhi quella luce che solo gli uomini liberi hanno.

L’unica ancora di salvezza in quella situazione tragica era la musica. Il suo violino non l’ha mai abbandonato come il ricordo della sua famiglia e l’amore che solo uomini puri come lui possono provare. Un paragone che forse potrebbe sembrare azzardato è quello con Primo Levi, anch’egli testimone di un’altra grave sciagura come l’olocausto.

12annischiavo4Solomon dopo essere stato liberato grazie all’intervento di un abolizionista bianco del Canada, Samuel Bass [Brad Pitt], ha trascorso tutta la sua vita andando in giro per gli Stati Uniti a sensibilizzare gli uomini su quella che è stata realmente la schiavitù, avendola toccata con mano e sembra quasi che Steve McQueen voglia continuare ancora oggi quell’opera di sensibilizzazione dove ci sono ancora troppi emarginati sociali. Candidato a nove premi Oscar, 12 anni schiavo è uno di quei film che scopo non ha se non quello di tenere accesa e viva la memoria, di fronte al quale non si può far altro che chiudersi in una profonda riflessione sul significato della parola “uomo”.

Paolo Corridore

12 ANNI SCHIAVO

4 Teschi

Regia: Steve McQueen

Con: Chiwetel Ejiofor, Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Giamatti, Brad Pitt

Uscita in sala in Italia: lunedì 20 febbraio 2014

Sceneggiatura: John Ridley

Produzione: River Road, Plan B, New Regency in associazione con Film4

Distribuzione: BIM distribuzione

Anno: 2014

Durata: 133′

InGenere Cinema

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