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WORLD WAR Z di Marc Foster

worldwarz1Si incomincia bene, è da ammetterlo. Il film parte subito in quarta e si spinge frizzante fino alla prima sequenza calda che vede Gerry [Brad Pitt] , sua moglie Karen [Mireille Enos] e i due figli imbottigliati in un ingorgo automobilistico proprio nel mezzo di un violenta esplosione virale dell’epidemia che, nonostante la scarsa fuga di notizie, aveva già colpito diverse città del Mondo.

Di lì si arriva rapidi ai vari livelli di asserragliamento dei sopravvissuti e ai tentativi di fuga da quelli che non devono essere propriamente zombi, e che sembrano in effetti solo infetti colpiti dal virus della rabbia, ma poi si rivelano zombi più o meno canonici, o almeno una qualche declinazione del termine da aggiungere al corollario.

Un gran casino, con tanto di azioni commando per tentare di carpire il segreto che si nasconde dietro al feroce dilagare del morbo, per identificare un focolaio da marchiare come “fonte originaria” da studiare per poter sperare di trovare un antidoto; e tanto tanto spazio per gli amorevoli sentimenti, capisaldi della cultura di propaganda made in USA: famiglia più onore più patria, al centro dei quali si agita, ma non più di tanto per non scompigliare la pettinatura laccata, Pitt.

E ritorniamo al principio: se le creature presenti nel film non sono veri e propri zombi, ma in realtà lo sono, World War Z è uno zombie movie.

worldwarz2Perché se non lo fosse, allora quello di Marc Foster sarebbe un esperimento, comunque non proprio riuscito, di ibridare tematiche da survival in un impianto filmico da war movie, ma, siccome siamo convinti che lo sia, allora le carte in tavola cambiano.

Sì, perché il giocattolone World War Z tradisce più di un’aspettativa: innanzitutto relegando la creatura infetta [viva o non-morta che sia] ad un rango inferiore a quello scenografico, utilizzando gli zombi esclusivamente in scene ultra-corali e di massa, se si escludono episodi sparuti e puerili, timidi tentativi di costruzione di personaggi tra gli infetti, come quello che vede protagonista un trapassato che si smascella affamato aspettando, dietro ad una porta a vetri, che Pitt esca fuori da un laboratorio di analisi cliniche. Inoltre l’equazione war movie/horror è del tutto decentrata in favore del primo Genere, arrivando ad azzerare del tutto i parametri di splatter e gore del film.

World War ZNon v’è quasi del tutto traccia ematica per gli interi 116 minuti! In un film di zombi!?! E nell’unico punto in cui ne viene mostrato un timido fiotto, si scivola nell’inspiegabile: Gerry ne inghiotte involontariamente una sorsata ma non s’infetta.

Tratto dal romanzo omonimo di Max Brooks, il film decide di focalizzarsi sulla storia di un solo protagonista, e mentre si assiste alla più classica strutturazione dell’eroe americano senza macchia, non lasciatevi convincere da quello che potrebbe sembrare una sorta di monito: “Madre Natura è una serial killer”. Son tutte chiacchiere e distintivo.

Copia in bella di un film bruttino.

Luca Ruocco

WORLD WAR Z

2.5 Teschi

Regia: Marc Foster

Con: Brad Pitt, Mireille Enos, James Badge Dale, Daniella Kertesz, Pierfrancesco Favino

Uscita in sala in Italia: giovedì 27 giugno 2013

Sceneggiatura: Matthew Michael Carnahan

Produzione: Paramount Pictures, Skydance Production

Distribuzione: Universal Pictures Italia

Anno: 2013

Durata: 116’

 

 

 

 

InGenere Cinema

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