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Intervista a LORENZO PEDROTTI

pedrotti1Con Paura, ultimo film dei Manetti Bros., fresco di sala con 220 copie in 3D sul territorio nazionale, abbiamo incontrato Lorenzo Pedrotti, il giovane attore protagonista della pellicola…

[Luca Ruocco] Sveliamo subito a tutti, così da non essere attaccabili, che siamo artisticamente uniti, sotto il tetto della Revok Film, in due cortometraggi. Ce ne vuoi parlare?

[Lorenzo Pedrotti]: Sì, sono entrambi diretti da Donatello Della Pepa e scritti da te insieme al regista. Il primo è Versipellis, un cortometraggio horror girato nel 2010 che solo ora si sta per affacciare ad alcuni festival, il secondo è Amalthea 4.c, un fantasy ambientato su un altro pianeta e dove interpreto un alieno, le movenze della mia faccia sono catturate con la tecnica della motion capture e non sarò riconoscibile.

 

pedrotti2[LR]: Quando hai iniziato ad avvicinarti al cinema, e quando, invece, hai capito che sarebbe diventato la tua professione?

[LP]: Il primo film in assoluto che ricordo di aver visto al cinema è Hook di Steven Spielberg e avrò avuto sì e no sei anni. Il fatto che Peter Pan volasse mi sembrava incredibile, tanto che per diverso tempo ho creduto che Robin Williams avesse la capacità di volare. Nel ’93 a Voghera, la mia città natale, in un cinema che purtroppo hanno chiuso da anni, ho visto  Jurassic Park, pellicola che è stata fondamentale per farmi entrare totalmente nel cinema. Lo andai a vedere perché adoravo i dinosauri e ai tempi il mio sogno era quello di diventare paleontologo. Sono rimasto incantato davanti a quelle immagini così reali. Più avanti, però, guardando il backstage del film, ho scoperto che era tutto finto, tutto ricostruito, niente dinosauri veri, com’era possibile? Da lì in poi mi appassionai a guardare il dietro le quinte dei film per cercare di capire come venisse svolto quel lavoro fantastico. La recitazione è arrivata in un secondo momento, mi è sempre piaciuto fare imitazioni, creare personaggi, però potrei dire di aver iniziato durante gli anni di scuola mediai. Da lì è diventato un chiodo fisso. Sono sempre stato un bambino abbastanza timido, ma la possibilità di recitare mi permetteva di evadere da me stesso ed esplorare altre personalità. Paradossalmente ancora oggi mi sento più sicuro nei panni di un personaggio che in quelli di Lorenzo, infatti le interviste mi spaventano molto.

pedrotti3[LR]: Oltre ai cortometraggi già citati, hai un curriculum che, almeno finora, ti vede legato al cinema di Genere: passi da apparizioni più o meno importanti in “Imago mortis” e “Giallo”, a ruoli da protagonista in “Krokodyle” e “Paura”, appena uscito in sala. Qual è il tuo rapporto [da attore e da spettatore] con il cinema di Genere?

[LP]: Mi piacciono quei Generi, ma non sono un vero fan. Se voglio fare l’attore, però, devo comunque lavorare ed essere poco schizzinoso e prendere quello che arriva, specialmente all’inizio. Ed essendo un attore esordiente, con tante cose da imparare, ogni esperienza è buona per crescere.

 

[LR]: Quello nato sul set di “Imago mortis” di Stefano Bessoni è un sodalizio artistico-creativo che ti ha portato in pochi anni a diventare addirittura l’alter ego filmico dello stesso regista. Come è nato il vostro rapporto? E come sono state le due esperienze di set?

[LP]: Avevo conosciuto il regista Stefano Bessoni ad una scuola di cinema a Roma, dove frequentavo un corso di recitazione. A volte mi imbucavo alle sue lezioni di regia ed ero rimasto affascinato dal suo immaginario… e avevo sentito parlare di Imago Mortis. La cosa che mi ha colpito di quel set è che se giravo l’angolo potevo trovarmi faccia a faccia con Geraldine Chaplin, la figlia del grande Charlie, o fare due chiacchiere con sua figlia Oona.

Sono molto affezionato a Krokodyle, è stato il mio primo ruolo da protagonista, la prima vera occasione di esplorare appieno un personaggio, che in questo caso è alter ego di Stefano. Sono un fan di Bessoni, specialmente del mondo su carta che ha inventato in tutti questi anni, essendo lui anche illustratore. Adoro le atmosfere da favola nera dei suoi film e quando mi ha contattato per la parte di Kaspar non ho esitato. È stato bello lavorarci, ho conosciuto tanti professionisti con cui sono amico ancora oggi.

 

pedrotti4[LR]: Tra l’altro “Krokodyle” ha fatto incetta di premi in diversi festival internazionali. Hai partecipato a questi festival? Come pensi che un film come “Krokodyle” venga letto in Italia e all’estero?

[LP]: Il film ha partecipato a molti fetival, vincendo il premio per miglio film in diversi tra questi. Io ho partecipato al Sitges, il festival del cinema fantastico della Catalogna. È stato un sogno che si è avverato, perché i miei zii abitano a mezz’ora di distanza e ogni volta che andavo a trovarli fantasticavo su come sarebbe stato bello parteciparci. Di certo non mi aspettavo di finire in concorso con un film da protagonista e vincere un premio.

 

[LR]: Arriviamo ai Manetti Bros. Quando e in che modo entri a far parte del cast di “Paura”?

[LP]: L’incontro coi Manetti Bros. è stato casuale, mi ero appena trasferito a Roma e mi hanno contattato dopo pochi giorni, avendo visto una mia foto di scena tratta proprio da Versipellis. Gli era piaciuto il look che aveva quel personaggio, così mi hanno messo alla prova facendomi fare diversi provini, non ricordo se 5 o 6, ma ho preso la cosa molto seriamente e ho avuto la parte.

 

[LR]: Di certo “Paura” è uno dei film più importanti che finora hai interpretato. Hai un ruolo da protagonista, e il film avrà una grossa distribuzione in Italia. Come è stato il lavoro sul set?

[LP]: Paura è un altro titolo importante nel mio percorso. E’ il primo film dove sono protagonista ad essere distribuito mainstream. Mi sono impegnato molto, specialmente per certe scene che richiedevano un notevole sforzo fisico e di concentrazione. Ma mi sono anche divertito parecchio, non sembrava di essere sul set di un film horror, c’era un’atmosfere rilassata e di amicizia, i Manetti sono stati bravi a crearla. Lavorare con loro è stato eccezionale, mi sembrava di aver incontrato due vecchi amici che non vedevo da tempo. In più conoscere Peppe Servillo ed avere la fortuna di recitare accanto a lui non è una cosa che capita tutti i giorni.

 

pedrotti5[LR]: Cosa, attorialmente, ti hanno chiesto registi fra loro differenti come Bessoni, Argento e i Manetti? E quanto è differente recitare in un corto indie, come in quelli di Della Pepa, o in un film?

[LP]: Sono tutti registi molto diversi tra loro. Quella di Dario Argento è stata una bella occasione, in Giallo ho una piccolissima parte che recito in americano a tu per tu con Emmanuelle Seigner ed Adrien Brody, ma sono stato solo due giorni sul set e non ricordo molto. Bessoni ha una visione particolare, una cura quasi maniacale per l’immagine e questo per me contava molto perché, inserito in un contesto così accurato, il mio personaggio prendeva vita più facilmente. Con lui ho discusso molto di Kaspar e abbiamo fatto delle prove, subito ho capito che la sue idee erano molto simili alle mie. Mi ha detto di dar vita ad un personaggio reale, quello era il solo modo di renderlo credibile allo spettatore. Stessa cosa mi hanno chiesto i Manetti: discutendo con Marco e Antonio abbiamo voluto che Simone fosse un personaggio reale e non una semplice macchietta. Marco spesso mi faceva vedere come affrontare una scena e mi ha seguito molto, Antonio è più attento alla gestione della macchina da presa, ma alla fine sono un tutt’uno, si completano a vicenda. Con i cortometraggi, la differenza è solo a livello di numeri. Si girano in pochissimo tempo, con troupe ridotte e pochi soldi e non c’è modo di approfondire i personaggi, infatti, raramente un corto ha vita e viene visto dal pubblico. Per me è solo un modo di esplorare, fare allenamento ed imparare.

 

[LR]: Quali sono i tuoi progetti futuri più imminenti?

[LP]: A fine giugno, girerò in Piemonte E Fu Sera e Fu Mattina, un film indipendente del regista esordiente Emanuele Caruso, è una storia molto interessante, scritta bene e ambientata in un paesino isolato nelle Langhe, un’occasione di interpretare un personaggio diverso da quelli precedenti.

 

Luca Ruocco

InGenere Cinema

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