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LA MASCHERA DEL MALE – IL CINEMA DI ROB ZOMBIE di Francesca Lenzi

MASCHERADELMALE1Quando nel 2004 arrivò in Italia, con un anno di ritardo, il primo film di Rob Zombie, leader del gruppo alternative metal White Zombie, nessuno avrebbe potuto immaginare quello che, a solo un anno di distanza, lo stesso autore avrebbe potuto riservare al pubblico.

La casa dei 1000 corpi [2004] era stata di certo una bella sorpresa, all’interno del panorama horror, anche grazie ai film e ai registi di cui era debitore [Non aprite quella porta, 1974, e Tobe Hooper in primis], non dimentichiamo che Zombie si è dimostrato, all’interno del Genere horror, uno fra i registi più “preparati” e “colti”; ma La casa del diavolo [2005] fu un fulmine a ciel sereno. Nonostante i buoni presagi del primo capitolo [i due film sono legati tematicamente e temporalmente], La casa del diavolo rappresenta ancora oggi uno dei capitoli più importanti della nuova cinematografia horror americana.

A dedicare un libro critico al lavoro registico di Rob Zombie ci pensa Francesca Lenzi [autrice anche del libro Zombi!, 2011, che abbiamo recensito qui], per il gruppo di Edizioni Il Foglio.

maMASCHERADELMALE2La maschera del male – Il cinema di Rob Zombieanalizza la carriera filmica del regista da La casa dei 1000 corpi al primo dei suoi Halloween [Halloween – The beginning, 2007; lo abbiamo recensito qui]. Come d’uopo nel suo viaggio critico attraverso la filmografia dei registi con cui si rapporta, Francesca Lenzi seziona i film in diverse parti, dalla scheda tecnica alla sinossi, per approfondire il tiro sui personaggi, gli spazi, le tematiche dominanti.

Lenzi mette a fuoco in maniera immediata il punto essenziale della filmografia di Zombie, lo schermo sporco, sporco della violenza compiuta impunemente dalla famiglia Firefly, semplice amplificazione di uno sporco più comune ma pericoloso e dilagante; sporco dal linguaggio corrosivamente crudo usato dai protagonisti, in alcuni momenti ancor più tagliente delle immagini proposte; per arrivare allo sporco che si posa sui personaggi, che si trasforma nei folti capelli e nelle barbe incolte, in quelle che trasformano il personaggio di Otis [Bill Moseley], nell’arco della notte che divide La casa dei 1000 corpi da La casa del diavolo, o che tramutano il Michael Myers di John Carpenter in una sorta di enorme e pericoloso accattone e la sua maschera neutra in una deturpata icona quasi in decomposizione.

Il lavoro di Zombie è proprio quello di riportare a galla, sullo schermo, tutto questo sporco.

Altro tema seminale, infatti, è proprio quello inquadrato nel titolo: la maschera, che non copre solo Myers, Ma tutti i personaggi creati da Zombie, a partire dal Capitan Spaulding [Sid Haig], sempre coperto dal trucco, alle maschere meno “visibili” di Baby [Sheri Moon] e Mother [Karen Black].

Il lavoro di Lenzi si estende sino alle più rapide schede del fake trailer Werewolf woman of the SS, che Zombie gira per il Grindhouse di Tarantino e Rodriguez, e all’esperimento di cinema d’animazione The haunted world of El Superbeasto.

A completare il volume, i disegni, ispirati ai film, della stessa Francesca Lenzi.

Luca Ruocco

 

Autore: Francesca Lenzi

Editore: Edizioni Il Foglio [www.ilfoglioletterario.it]

Pagine: 181

Illustrazioni – Foto:

Costo: 15,00

InGenere Cinema

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