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I TRE MOSCHETTIERI di Paul W. S. Anderson

moschettieri1La tendenza a riproporre in versione moderna vecchi capisaldi letterari già passati attraverso il cinema, è ancora attuale, e si muove dinamicamente, grazie anche alle aggiornate tecniche digitali e al ritorno in voga del 3D, che permettono di viziare anche l’occhio che, come dice un vecchio proverbio, vuole la sua parte.

Stavolta tocca a Paul W. S. Anderson dirigere il remake de I tre moschettieri [2011], ricorrendo solo di striscio al popolare romanzo dello scrittore francese Alexandre Dumas, per favorire l’impianto più propriamente azionistico e spettacolare, acquisendo le informazioni base del film solo per strutturare la caratterizzazione dei personaggi in modo alquanto superficiale.

Il regista avrà indubbiamente rischiato, considerando le molte libertà prese rispetto al romanzo, ma la preferenza di personalizzare il film non è stata una cattiva idea. Certamente I tre moschettieri [3D] manca di spessore, se vogliamo scandagliare l’attenzione posta nei confronti dei tre moschettieri e di D’Artagnan, ma il risultato è positivo, perché il film di Anderson diverte, coinvolge, e intrattiene.

Stanchi del mancato clamore che ormai non suscitano più da tempo, perché annoiati dalle solite sfide e certamente sottotono, o forse anche perché appannati dalle doti tante lodate dei soldati del cardinale Richelieu [Christoph Waltz], Porthos [Ray Stevenson], Athos [Matthew MacFayden] e Aramis [Luke Evans] pensano di essere al termine della loro carriera di moschettieri. L’incontro con D’Artagnan [Logan Lerman], un giovane ragazzo figlio di un moschettiere in pensione, che dalla Guascogna giunge a Parigi, con l’intenzione di cambiar vita e mostrare la sua abilità, riporterà nei tre moschettieri la fiducia in sé stessi, nonché una buona dose di energia. Insieme, i quattro uomini dovranno svelare le congiure condotte contro l’ingenuo re Luigi [Freddie Fox], che, abbindolato da Richelieu, che crede amico, non si accorge di quanti nemici vogliano la sua fine. A dare man forte a queste macchinazioni ci pensa Milady De Winter [Milla Jovovich], una spia molto richiesta dai cospiratori, che a suon di denaro le affibbiano imprese complicate, che con facilità porta a termine. Tra i suoi superiori c’è il duca di Buckingham [Orlando Bloom], spietato stratega, interessato ad entrare in possesso della pergamena nella quale Leonardo da Vinci aveva indicato le istruzioni per la costruzione della macchina da guerra, arma che il duca di Buckingham vorrebbe usare contro la monarchia francese, per sabotare il trono.

moschettieri2Il furto poi della preziosa collana di diamanti appartenente alla regina Anne [Juno Temple], per opera del diabolico cardinale Richelieu e di Milady De Winter, sarà un altro grattacapo per i tre moschettieri, che si serviranno del supporto di D’Artagnan [che nel frattempo si è innamorato della dama Costanza, interpretata da Gabriella Wilde] per venire a capo della situazione, e permettere che la regina possa indossarlo al ballo di corte.

La scelta di un cast di grande livello, riflette la volontà del regista di ricorrere ad attori già affermati, sia per ragioni pubblicitarie, sia perché la presenza di scene d’azione alquanto difficili, come il galoppo, il combattimento con la spada, i lanci dall’alto, richiedevano la presenza di artisti con una certa esperienza. Sorprende l’interpretazione di Logan Lerman, che, seppur appena ventenne, e con all’attivo già molti film, fa davvero un’ottima figura, e non sminuisce di fronte agli altri interpreti.

Le scene di combattimento, in particolare quella finale tra i soldati del cardinale Richelieu, capeggiati da Rochefort [Mads Mikkelsen], sulla nave da guerra appena costruita, e i tre moschettieri con D’Artagnan, anch’essi su un’altra nave da guerra, sono la base su cui è costruito il film. Tra duelli roventi, venti forti che impediscono la resistenza fisica, cannoni, lanciafiamme e mitragliatrici, c’è poco da annoiarsi, anche se nulla di cui meravigliarsi. Sta di fatto che l’uso del 3D è molto curato e mai inutile. L’uso del rallenty nelle scene clou del film è curioso, soprattutto quando ricorre nei duelli di spada.

Alla sceneggiatura, scritta da Alex Litvak e Andrew Davies, che risponde ai criteri della semplicità, e che ben si adatta al vigore tipico di cui si veste il film, si aggiunge un’incantevole scenografia, di Paul Denham Austerberry, merito certo degli ambienti che caratterizzano la Germania, costituita da una architettura più vicina alle ambientazioni del 17 secolo rispetto alla Francia, più vicina a contesti tardo ottocenteschi.

Gilda Signoretti

 

Regia: Paul W. S. Anderson

Con: Logan Lerman, Milla Jovovich, Matthew MacFadyen, Ray Stevenson, Luke Evans, Christoph Waltz

Uscita in sala in Italia: venerdì 14 ottobre 2011

Sceneggiatura: Alex Litvak, Andrew Davies

Produzione: Constantin Film, Impact Pictures

Distribuzione: 01 Distribution

Anno: 2011

Durata: 102′

InGenere Cinema

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