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STORIA DEL CINEMA HORROR ITALIANO VOL.1 di Gordiano Lupi

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Gordiano Lupi ritorna alla genesi del nostro cinema del terrore per firmare il primo volume di un progetto editoriale che mira a ricostruire, all’interno di sei libri con uscite cadenzate due volte all’anno, una Storia del cinema horror italiano.

Si parte dal gotico, in questo volume uno, per spingersi ad affrontare il dittico ArgentoFulci, Joe D’Amato, per poi passare all’horror anni ’70 e ’80, per finire con gli ultimi strascichi di un’industria in crisi e la rinascita del Genere ad opera dei nostri sempre più apprezzati registi indipendenti. L’opera di Lupi sottotitola, infatti, “da Mario Bava a Stefano Simone”; e se sul primo non dovrebbero più servire chiarimenti di sorta, l’altro, autore del lungometraggio Una vita nel mistero [2010], fa parte della fresca generazione di registi indie che decidono, con sempre maggiore cognizione tecnico-artistica, di puntare sul Genere.

Gordiano Lupi si muove, come sempre, in maniera ordinata e puntigliosa all’interno della sua Storia del cinema horror italiano, proponendo una suddivisione per autore lì dove ci si trovi di fronte ad un regista particolarmente impegnato all’interno del Genere trattato [in questo caso il gotico], oppure capitoli più corposi in cui, tramite una suddivisione in paragrafi monografici, si affrontano in maniera più leggera autori che hanno bazzicato in maniera più saltuaria l’habitat perlustrato.

Le analisi critiche, nello stile di Lupi, si dipanano in una presentazione storico-biografica [più o meno articolata] dell’autore preso in considerazione, per poi passare all’analisi del film [un’approfondita sinossi con annesse descrizioni di scene], alla critica dell’autore e all’aggiunta di altri commenti raccolti da fonti autorevoli. In alcuni casi [grazie all’aggiunta di dichiarazioni di addetti ai lavori] si conclude con aneddoti e curiosità non banali e sempre inerenti.

Come già anticipato, l’autore si propone, all’interno del primo volume, di inquadrare il nostro cinema gotico all’interno di circa duecento pagine, affrontando con la dovuta cura autori fondamentali come Mario Bava, Riccardo Freda e Antonio Margheriti, senza però dimenticare autori meno votati al Genere [tra cui Polselli, Mastrocinque, Siciliano, Zurli] che, nel bene o nel male, firmarono col sangue il nero quaderno del nostro cinema di paura degli albori.

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Si parte, dunque, conI vampiri [1957] di Riccardo Freda, puntellando la storiografica nozione di un ectoplasmaticoIl mostro di Frankenstein [Eugenio Testa, 1920], di cui non rimane nulla di concreto, per poi arrivare all’amico e collaboratore Mario Bava, che con il suo La maschera del demonio [1960] dà vita ad un immortale lavoro del nostro cinema di Genere, che ancora gli vale l’appellativo di “padre dell’horror italiano”.  Ma balzando da un film all’altro, da un autore all’altro, c’è il tempo per raccogliere informazioni utili a costruire un ritratto filmico della più grande delle nostre scream-queen, la signora delle tenebre Barbara Steele, protagonista assoluta [molto spesso in ruoli doppi e ambigui] del gotico italiano.

Accanto alla storie di fantasmi, vampiri e presenze riconosciute con più facilità nel target del gotico, Lupi ci accompagna anche in un viaggio [molto spesso oltre tombale] attraverso titoli che legavano la nostra tradizione peplum al nuovo sottogenere: largo dunque ai vari Ercole al centro della Terra [Mario Bava, 1961], Maciste all’inferno [Riccardo Freda, 1962], Ercole contro Moloch [Giorgio Ferroni, 1964], Maciste contro il vampiro [Giacomo Gentilomo, 1961].

La struttura del volume dà spazio ad un’analisi più rapida delle incursioni sui generis di Elo Pannacciò [Il sesso della strega, 1973; Un urlo nelle tenebre, 1975], o a quel raro episodio, considerato da Max Giusti come “uno degli oggetti più strani del cinema italiano”, della carriera di Luciano Ricci e Lorenzo Sabatini che è Il castello dei morti vivi [1964].

Ottima intuizione quella di dedicare un capitolo, Tra Generi e impegno, ai film classificabili come non propriamente horror, pur annoverando al loro interno tematiche ed elementi affini: troviamo al suo interno approfondite schede su film atipici come Il demonio [Brunello Rondi, 1964] e L’ultimo uomo sulla Terra [Ubaldo Ragona, 1964].

A concludere il primo succoso volume una serie di interviste, firmate da Emanuele Mattana del portale www.sognihorror.com, a tre degli sceneggiatori più famosi del nostro cinema di Genere: Antonio Tentori, Dardano Sacchetti [i cui racconti trovano spazio anche nel capitolo dedicato a Bava] e Ernesto Gastaldi.

Luca Ruocco

 

Autore: Gordiano Lupi

Editore: Edizioni Il Foglio [www.ilfoglioletterario.it]

Pagine: 224

Illustrazioni-Foto: /

Costo: 15,00 euro

InGenere Cinema

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