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SMART WORKING di Svevo Moltrasio

Smart Working conferma una delle caratteristiche più evidenti del cinema di Svevo Moltrasio: la straordinaria capacità di trovare idee migliori dei film che poi costruisce attorno a esse.

Dopo l’esperienza da youtuber e l’esordio cinematografico de Gli ospiti, nato dal basso grazie a una fortunata campagna di crowdfunding, Moltrasio continua a muoversi in un territorio molto personale, a metà strada tra il surreale e l’osservazione delle nevrosi contemporanee. Un territorio che conosce bene e nel quale dimostra una notevole sensibilità nel cogliere il potenziale comico nascosto dentro le piccole aberrazioni della vita quotidiana.

Smart Working segue la storia di Giuliano che da quando l’azienda per cui lavora ha adottato lo smart working, sembra aver scoperto il paradiso: meno lavoro ma più redditività, più famiglia e tempo per le sue passioni. Sua moglie Laura, aspirante scrittrice, è incinta del secondo figlio e i due sono in cerca di una casa più grande. Intanto però l’azienda minaccia di riportare tutti in ufficio perché i suoi colleghi, invece, lavorano ma rendono pochissimo!

Deciso a motivare e spronare i colleghi per non perdere il lavoro da casa, Giuliano riallaccia così i rapporti con alcuni di questi tra cui lo sbadato Stefano, romano fuorisede, e Gianni, un office manager ultrasettantenne in pensione da anni. Uno dopo l’altro, tutti i colleghi si trasferiscono in smart working a casa di Giuliano, tanto da coinvolgerlo, insieme a Laura e al piccolo Luca, in una serie di assurde disavventure, progetti strampalati e disastri continui.

Anche Smart Working, dunque, nasce da una premessa felice. Di quelle che si spiegano in poche parole e che, proprio per questo, tradiscono una certa eleganza concettuale. Un’idea semplice, assurda quanto basta, e soprattutto capace di intercettare un fenomeno profondamente contemporaneo senza scadere nella satira d’attualità più prevedibile.

Il problema, però, è che Moltrasio sembra considerare l’idea di partenza un punto d’arrivo anziché l’abbrivio di questa vicenda.

La sceneggiatura si concentra quasi esclusivamente sull’esposizione del meccanismo narrativo, trovando spesso intuizioni divertenti e momenti riusciti, ma senza mai compiere quel passo ulteriore che dovrebbe trasformare una situazione in una storia. Il film procede per accumulo, non per evoluzione. A ogni scena il concetto viene ribadito, declinato, leggermente variato, ma raramente approfondito o messo realmente in crisi.

Si ha così l’impressione che Smart Working resti intrappolato dentro il proprio primo atto. Un primo atto lungo, dilatato, a tratti persino piacevole, che però non sembra avere alcuna fretta di diventare altro. I conflitti non si complicano davvero, le relazioni non si trasformano, le conseguenze delle premesse non vengono mai spinte fino alle loro estreme conseguenze.

È una dinamica, questa, che accomuna entrambe le pellicole firmate da Moltrasio. I suoi due film assomigliano a esperimenti mentali molto promettenti, sviluppati però fino al momento in cui sarebbe necessario prendere una decisione narrativa forte. A quel punto, invece di accelerare, sterzano dolcemente verso una nuova variazione dello stesso concetto.

Ed è un peccato, perché il talento nel concepire situazioni originali è fuori discussione. In un panorama cinematografico dove spesso le idee sembrano arrivare già usurate dal primo minuto, Moltrasio continua a dimostrare una rara capacità di osservare la realtà da prospettive eccentriche e imprevedibili.

Manca però la stessa radicalità nel momento di svilupparle. Come se il regista fosse più interessato alla domanda che alla risposta, più affascinato dalla premessa che dalle sue conseguenze.

Smart Working resta così un film gradevole, intelligente e a tratti molto divertente, ma che finisce per lasciare una sensazione curiosa: quella di aver assistito a novanta minuti circa di preparativi per qualcosa che non accade mai davvero.

E considerando la qualità dello spunto iniziale, è probabilmente il più grande complimento e la più grande critica che si possano rivolgere al cinema di Svevo Moltrasio.

Paolo Gaudio

SMART WORKING

Regia: Svevo Moltrasio

Con: Maccio Capatonda, Sara Lazzaro, Alessandro Tiberi, Giulia Bolatti, Svevo Moltrasio, Maurizio Nichetti

Uscita sala in Italia: giovedì 4 giugno 2026

Sceneggiatura: Svevo Moltrasio

Produzione: Ideacinema, Italian International Film e Vision Distribution, in collaborazione con Rai Cinema e in collaborazione con SKY

Distribuzione: Vision Distribution

Anno: 2026

Durata: 100′

InGenere Cinema

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