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RENFIELD di Chris McKay

Se Dracula e il suo servo Renfield fossero esistiti realmente e dal vecchio film del 1931 di Tod Browning si fossero ritrovati nella New Orleans dei nostri giorni, come tenterebbero di integrarsi in una società così differente da quella da cui provengono?

La Skybound Entertainment del Robert Kirkman di The Walking Dead sembra avere la risposta e la fa letteralmente esplodere in sala, senza il timore di imbrattare tutto di sangue e frattaglie. Ideato proprio da Kirkman, scritto da Ryan Ridley e diretto dal Chris McKay, Renfield si ancora direttamente al film con protagonista Bela Lugosi – che qui si trasforma in modo organico in un convincente Nicolas Cage – e in cui è il personaggio di Renfield a viaggiare fino al castello del conte per motivi di affari.

Proprio al Dracula di Browning Renfield si aggancia con una piacevolissima introduzione in cui Cage Hoult si trovano a far rivivere scene, battute e gesti spettati a Lugosi e Dwight Frye. Un’introduzione che in poco tempo trasporta il film un po’ più avanti nel tempo, facendolo deragliare su un territorio narrativo diverso e strampalato, in cui Renfield ha ormai dovuto abbandonare la sua vita ed è diventato il famiglio del conte vampiro. E se Dracula trae forza e immortalità dall’assimilazione del sangue umano, il giovane servo lo fa nutrendosi di insetti e vermi, ma unicamente per poter proteggere e nutrire il suo padrone.

Dopo un grave incidente che riduce il vampiro quasi in fin di “non-vita”, ritroviamo Renfield e Dracula nella New Orleans di oggi. Il giovane segue settimanalmente degli incontri di un gruppo di recupero per persone co-dipendenti e coinvolte in relazioni tossiche. Il suo alibi è quello di procacciare il sangue fresco per il suo padrone proprio scegliendo come vittime i fautori dei soprusi raccontati dai suoi compagni, ma la verità è che lui per primo vive ormai da quasi un centinaio di anni una relazione tossica con un capo che lo ha privato dell’amor proprio, dell’individualità, della voglia di progettare e migliorarsi e della sua stessa umanità.

Ormai l’uomo è e si sente solo un famiglio e Dracula, tronfio e sicuro sul piedistallo della sua vanità narcisistica, non fa che umiliarlo e comandarlo a bacchetta, per incatenarlo per sempre nel suo ruolo di schiavo.

Il tutto va avanti fino a quando Renfield non incontra una giovane poliziotta pronta a mettere a rischio la sua stessa vita pur di sgominare una famiglia criminale che ha ormai allungato i suoi tentacoli anche all’interno delle alte sfere delle forze dell’ordine e che tiene la città sotto scatto. La scintilla di ammirazione e forse un piccolo invaghimento, uniti alla spinta inconscia ricevuta durante gli incontri di gruppo portano il famiglio a riscoprirsi uomo e a iniziare a immaginare una nuova vita lontano da quel rapporto logoro e tossico iniziato quasi per caso.

Amici dell’Horror, sapete che le horror comedy – se fatte come si deve – sono fra i “Generi meticci” che più ci stanno a cuore. Di film che mescolano commedia a vampire movie ne avevamo già visto qualcuno anche in tempi recenti [What We Do in the Shadows, ad esempio], eppure con Renfield ci troviamo di fronte ad un’illuminazione. Il raccontare, innanzitutto, un Dracula dal punto di vista del suo servitore mangia-mosche regala già un punto di vista interessante. Se a questo si aggiunge il fatto di voler coniugare tutto il racconto in commedia e si intercetta l’idea brillante di puntare lo spot sulla tossicità del rapporto tra sfruttatore e sfruttato, tra dominatore e schiavo, allora davvero ci si trova in mano un piccolo tesoro.

E così avviene con Renfield che regala anche il piacere di godere delle performance di un Nicholas Hoult [già avvezzo alle horror comedy, visto che era stato un morto vivente romantico nel Warm Bodies del 2013] che rimbalza tra il depresso imbranato e il ninja iperattivo [quando ingolla qualche insettino nei momenti di pericolo] e di un Nicolas Cage che ci regala un Dracula con da “D” maiuscola. Nonostante sia tutto giocato sulle corde dell’eccesso, viste le tinte del progetto, il suo conte ha davvero poco da invidiare ad colleghi coevi e, nonostante per riportare in vita il non-morto si rifaccia palesemente al Dracula di Lugosi, il suo mostruoso e meschino personaggio ricorda spesso anche quello di Lee, soprattutto nei momenti in cui il nobile aplomb lascia spazio a una ferinità graffiante e sgraziata. Insomma la coppia di protagonisti funziona, fa ridere ed è calata all’interno di situazioni che riescono ad accentuare in positivo le dinamiche dei loro siparietti. La metafora della “non-vita” eterna delle relazioni tossiche è decisamente palesata ma funzionale, e ci sono almeno un paio di dialoghi tra vampiro e famiglio [uno nel nuovo appartamento di Renfield] che ne fanno disanima e parodia.

McKay, Ridley e Kirkman, però, non si accontentano e a commedia e vampire movie accostano una bella fetta di gangster story, che poi andrà ad occupare una buona percentuale dell’ultimo atto del film.

Facile immaginare che quest’aggiunta possa risultare per certi versi un peso, più che un rinforzo. Non perché sia mal raccontata o decontestualizzata, ma perché tutto il mondo vampirico-emotivo costruito prima aveva già trovato un piccolo equilibrio compiuto. Inoltre l’aggiunta di altri cattivi scatena una serie di scontri o veri e propri combattimenti che scatenano l’anima action  del film [visto che vedono sempre presente almeno uno dei personaggi con poteri sovraumani], e che potrebbero risultare un po’ ripetitivi se non fosse per la chiave di volta della commedia che arriva ancora una volta a salvare capre e cavoli, tramutando in questo caso gli scontri in feste di sangue, amputazioni e omicidi coreografati in modo da far sembra tutto un allegro circo di morte.

Tirando le somme: se cercate una buona commedia horror; se avete voglia di ascoltare il Dracula di Stoker riletto in chiave moderna e da un punto di vista differente; se amate i vampiri e lo splatter; se non volete perdervi uno dei migliori interpreti di Dracula degli ultimi decenni, non dovete per nulla al mondo disertare la sala.

Luca Ruocco

RENFIELD

Regia: Chris McKay

Con: Nicholas Hoult, Nicolas Cage, Awkwafina, Ben Schwartz, Adrian Martinez, Shohreh Aghdashloo, Caroline Williams

Uscita in sala in Italia: giovedì 25 maggio 2013

Sceneggiatura: Ryan Ridley

Produzione: Skybound Entertainment

Distribuzione: Universal Pictures

Anno: 2023

Durata: 93’

InGenere Cinema

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