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LA QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO di Pupi Avati

La quattordicesima domenica del tempo ordinario è il quarantatreesimo film di Pupi Avati ed è un vero rebus per chi scrive. Esatto, cari amici di InGenereCinema.com, un vero e proprio enigma fatto di domande ossessive alle quali si fa fatica a trovare risposte esaustive. Un film così sentito e voluto dal suo autore [che per inciso è uno dei Maestri del nostro cinema e noi tutti amici dell’horror gli vogliamo molto bene per ovvi motivi] eppure così povero, dimesso e con dei limiti tecnici e di mestiere che lasciano davvero interdetti.

Sembra che Avati abbia girato due film in uno: il primo, quello immaginato, scritto e raccontato alla stampa, fatto di malinconie, ricordi, musica, tempo che passa, grande atmosfera e il desiderio irrefrenabile di raccontare l’insoddisfazione che la realtà produce nei cuori dei sognatori. Poi ce n’è un secondo, ovvero il film che Avati ha realizzato per davvero, nel quale ha certamente provato a inserire tutte quelle cose di cui sopra, ma senza avere il sostegno tecnico e cinematografico di cui avrebbe necessitato. Il risultato è un enorme punto interrogativo: perché un cineasta in attività, così navigato e di spessore, si accontenta di un production value così risibile? E poi, perché esporre una storia così intima e personale a una rischio del genere? Ma soprattutto, com’è possibile che Avati non abbia coscienza di questi limiti e che il film che ha fatto non sia quello che ha desiderato, scritto e diretto?

La quattordicesima domenica del tempo ordinario racconta la storia di Samuele Nascetti e Marzio Barreca, due quindicenni che nella Bologna degli anni ’70, mentre sono seduti al tavolino di un chiosco di gelati, prendono una decisione: saranno amici per sempre, per tutta la vita. I due sono accomunati dalla passione per la musica e formano un duo, i Leggenda, con il quale iniziano a esibirsi per i vari teatri parrocchiali.
Un giorno, però, Marzio conosce una sua coetanea bellissima di nome Sandra, di cui di innamora perdutamente. Il giovane decide di corteggiarla, determinato a farla innamorare di lui, riuscendo inaspettatamente nell’impresa. Nel frattempo i Leggenda migliorano le loro capacità musicali e riscuotono i primi successi, grazie anche alla partecipazione al Festival delle Voci di Castrocaro, nel quale si classificano quarti. Il loro nome inizia a girare e una loro canzone finisce anche in radio. Marzio e Sandra si sposano e nella vita dei tre tutto sembra filare liscio, fino a quando non si abbatte su di loro un vento ostile e contrario, che spazza tutto via.

Pupi Avati è un uomo di ottantaquattro anni, ma come spesso accade nel mondo del cinema l’età anagrafica poco conta se hai ancora cose da dire, e Pupi sembra averne ancora tante. Solo negli ultimi anni ha sorpreso con un gradito ritorno all’horror con Il signor Diavolo, ma anche con l’adattamento dolce e riuscito di Lei mi parla ancora, per poi coronare il sogno inseguito da molto tempo di un film su Dante.

Dunque, un regista in attività che si cimenta con costanza con questo mezzo di espressione, che ha un suo pubblico e un proprio mercato. È rispettato dai cinefili e dalla critica, quindi avrebbe tutto per poter realizzare un film personale sulla propria giovinezza, le proprie passioni e perfino sul proprio matrimonio nel modo più cinematografico e con tutte le risorse di cui ha bisogno.

Proprio per questo, La quattordicesima domenica del tempo ordinario appare come un’operazione difficile da capire e da accettare in termini formali. Limiti tecnici che colpiscono tutti i reparti e impoveriscono la necessità di racconto personale del suo regista. Al termine della proiezione si resta con un senso di perplessità che difficilmente vi abbandona. Resta con voi ossessionandovi con continui “perché” che non verranno mai evasi. Infatti, se vi capiterà di ascoltare Avati parlare di questo film dopo averlo visto, con il suo modo accattivante e sincero di raccontarlo, altri dubbi vi assaliranno.

Nanni Moretti di recente ha raccontato come non sia così inusuale che un regista non si renda conto del film che sta facendo o che ha fatto. Certamente, non è questo il caso, eppure continuiamo a domandarcelo…

Paolo Gaudio

LA QUATTORDICESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Regia: Pupi Avati

Con: Camilla Ciraolo, Lodo Guenzi, Nick Russo, Edwige Fenech, Gabriele Lavia, Cesare Bocci, Massimo Lopez

Uscita sala in Italia: giovedì 4 maggio 2023

Sceneggiatura: Pupi Avati

Produzione: Duea Film, Minerva Pictures con Vision Distribution in collaborazione con Sky

Distribuzione: Vision Distribution

Anno: 2023

Durata: 98′

InGenere Cinema

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