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NATI MORTI di Alex Visani

Il regista Alex Visani e i due protagonisti Lorenzo Lepori e Ingrid Monacelli, nelle interviste contenute all’interno degli extra, ne parlano come di un piccolo miracolo. E Nati morti, per quanto macabro e malato, un piccolo fenomeno extra-ordinario lo è per davvero: innanzitutto perché il gruppo di creativi è riuscito a chiudere le riprese del film [di 80’ circa] nel giro di poco più una settimana, ma ancor di più perché il film è stato realizzato proprio durante la pandemia, all’interno di una piccola “bolla felice” creata fra le mura di quella casa/location.

Ancora una volta Visani, con la sua Empire Video, collabora con DigitMovies che co-produce e distribuisce in home video il film. E ancora una volta torna a collaborare con Lepori [altro nome noto della nostra cinematografia indie-horror più estrema e lowbudget], dopo Flesh Contagium che Visani aveva co-sceneggiato e co-prodotto.

Un gruppo creativo già forte e testato, di cui fa parte anche un altro tassello fondamentale: Ingrid Monacelli, che aveva interpretato il personaggio femminile principale anche nel precedente film di Visani, Stomach [2020], ma che qui è il cuore pulsante dell’intero progetto.

Questa volta, infatti, la Monacelli interpretata Luna, una giovane molto chiusa e schiva, con alla spalle degli studi di medicina e una passione non del tutto sana per la tassidermia e l’imbalsamazione. La conosciamo proprio attraverso questo suo hobby solitario e mortifero; veniamo rapidamente a sapere che l’unico tramite scelto per comunicare con il mondo che continua a esistere senza di lei, fuori dalla casa che era appartenuta a suo padre, è un corriere che quotidianamente porta e preleva pacchetti, quasi sempre relativi ai preparati del suo laboratorio tassidermico.

La quotidianità di Luna è, però, immediatamente cancellata dal casuale ritrovamento, nei boschi vicino casa, del cadavere di una donna e dell’uomo che l’aveva uccisa, rimasto accidentalmente ferito e privo di sensi. Luna, senza nemmeno sapere esattamente perché, decide di caricare entrambi i corpi in auto e di trasportarli nel suo studio, iniziando a intessere con l’omicida uno strano rapporto vittima-rapitore, che ha fin dall’inizio un equilibro davvero precario. Almeno quanto la psiche della tassidermista che grazie a questo inaspettato  scopre che il suo interesse per i corpi morti può spingersi ben oltre l’arte d’imbalsamazione.

Nati morti è un film cupo, drammatico ma allo stesso tempo estremo, sovrabbondante; pur col suo budget ridotto non lesina in sangue, omicidi e scene splatter e rivoltanti, realizzate in modo onesto ed efficace.

Il senso di morboso che esplode passo dopo passo all’interno della villetta e dello studio d’imbalsamazione, diventa orpello decorativo del rapporto malato che si instaura tra i due protagonisti: Luna e Tony [Lepori]. Entrambi “nati morti” perché estranei alla società che li giudica reietti e, ancor più, perché sia l’uno che l’altra condividono un macabro rapporto con la morte [un’imbalsamatrice e un assassino].

I due emarginati inizialmente si sfidano, si aggrediscono ferinamente, ma sono destinati a fare branco, a capitolare cedendo all’attrazione che fin dall’inizio li vuole insieme.

Dopo la solitudine, l’omicidio, il rapimento e l’ossessione, Visani e i suoi finalmente arrivano al cuore del loro film: una storia d’amore malata, perversa, che sembra guardare a D’Amato e al suo Buio Omega e a Jörg Buttgereit di Nekromantik.

L’alchimia tra i due protagonisti funziona bene: Lepori più scattoso e feroce, Ingrid Monacelli che parte più misurata, ma riesce a trasformarsi, marcando anche fisicamente il suo viaggio di sola andata nella follia.

La guida di Visani è più sicura e essenziale di quanto non fosse in Stomach, pur rimanendo aggrappata a quel tipo di horror anni ’80 e ‘90, underground e viscerale, fatto di sangue, membra cadenti e fluidi corporei.

Nati morti non è scevro di pecche autoriali: lo script, ad esempio, inizia ad un certo punto ad intrecciarsi su sé stesso, per provare a dare spiegazioni psicologiche e drammatiche sempre più profonde e non sempre utili, soprattutto nella parte finale e con l’aggiunta di nuovi personaggi. Inoltre racconta un tipo di orrore non adatto a tutte le bocche, ma di certo disturbante, quindi da andare a ricercare con consapevolezza. Probabilmente le parti orchestrate [tecnicamente e registicamente] non nel modo più felice sono proprio quelle della messa in atto degli omicidi, dove viene fuori un po’ di più un senso di cinema “casalingo”.

Tra gli extra del DVD distribuito da DigitMovies: interessanti interviste al regista e al cast, il trailer e uno speciale dedicato all’arte dell’imbalsamazione.

Luca Ruocco

NATI MORTI

Voto film:

Voto DVD: 

Regia: Alex Visani

Con: Lorenzo Lepori, Ingrid Monacelli. Ester Andriani, Claudio Massimo Paternò, Corinna Coroneo

Formato: 16:9 – 2.35:1

Extra: Trailer; Interviste; Galleria fotografica di Mirko Vegliò; Galleria fotografica di Roberto Arcangeli; “L’arte della tassidermia”

Distribuzione: DigitMovies [www.digitstore.com]

InGenere Cinema

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