Home / Recensioni / In sala / IL GIORNO SBAGLIATO di Derrick Borte

IL GIORNO SBAGLIATO di Derrick Borte

Cosa ci ha insegnato il cinema negli ultimi cinquant’anni? Che gli autori sono prima di tutto cinefili e hanno i loro punti riferimento che non esitano ad omaggiare, o semplicemente citare. Ma cosa rende, allora, buono un film? Rendere personale il materiale che si sta rubando.

Questo è il tentativo del regista Derrick Borte e dello sceneggiatore Carl Ellsworth con Il giorno sbagliato, thriller incalzante, al limite delle palpitazioni, con Russell Crowe e Caren Pistorius.

Rachel [Caren Pistorius] è una giovane mamma che sta affrontando il divorzio, ha un lavoro che le crea diverse preoccupazioni e che le permette appena di arrivare a fine mese. È in macchina e rischia di portare nuovamente in ritardo il proprio figlio a scuola quando incappa in un automobilista distratto; la donna, con tutte le preoccupazioni che le gravano sulle spalle a stressarla, reagisce in maniera poco cortese, non sapendo che l’uomo nell’altra auto [Russell Crowe] è uno psicopatico pronto ad esplodere e a renderle la vita un inferno.

Queste premesse collocano Il giorno sbagliato all’incrocio tra Un giorno di ordinaria follia e Duel, non rinunciando, come anticipato, al tentativo di rendere più personale la sceneggiatura. Lo si capisce già dai titoli di testa, frammenti di telegiornali che raccontano di un’America sempre più violenta e pericolosa a causa dello stress psicologico che la società subisce ogni giorno sempre di più.

Ciò che Ellsworth e Borte ci forniscono, senza perdere tempo in inutili spiegazioni che romperebbero il ritmo del film, è il contesto sociale in cui i rispettivi personaggi si muovono, che non appartiene a nessuno dei due film citati. Sotto questo profilo è più probabile che i due autori abbiano guardato più al cinema socialmente impegnato della Nuova Hollywood, anche se attualizzando tutto il materiale preso in considerazione. Ma come in Un giorno di ordinaria follia l’inizio della fine avviene proprio in mezzo al traffico, una tra le primissime fonti di stress per l’uomo.

Quella che abbiamo, tuttavia, è una totale inversione di ruoli; mentre nel lavoro di Schumacher siamo quasi per tutto il film nella testa di Michael Douglas, sapendo tutto di lui e di cosa abbia innescato quel turbinio di violenza incontrollata, qui siamo totalmente dalla parte di Rachel e quel poco che sappiamo di Tom, l’uomo che la perseguita, sono pochissime e superficiali informazioni raccolte attraverso le parole stesse dell’automobilista e l’onnipresente telegiornale che fa da sottofondo a molte delle sequenze del film.

Non ci è dato sapere nel dettaglio quali siano i suoi problemi, un po’ come a ricordarci che il male è male, a prescindere da quali siano le motivazioni che possono spingere un uomo. A rievocare Duel, invece, è l’ossatura stessa della sceneggiatura; nell’incidente scatenante che mette i protagonisti dei rispettivi film contro l’antagonista, in tutte le sequenze in auto in cui Tom sperona ripetutamente Rachel, nel terrore provato da lei quando capisce di essere perseguitata dal questo pazzo guidatore – molto simile alla sequenza della tavola calda nel film di Spielberg – c’è un richiamo piuttosto evidente a Duel. Anche esteticamente il paragone è evidente; da un lato abbiamo una qualsiasi utilitaria – per altro rossa in entrambi i casi, anche se in tonalità diverse – dall’altra un mostro fuori misura capace di distruggere tutto ciò che incontra. È fuori dal circuito stradale, quasi assente in quest’ultimo, che Tom de Il giorno sbagliato si avvicina alla furia psicolabile che ha caratterizzato William del capolavoro di Joel Schumacher. In Duel, infatti, fino alla fine non ci è concesso conoscere l’identità del camionista, mentre nel lavoro di Borte, si scende spesso dall’auto e si affronta a volto scoperto un autentico squilibrato.

Un ibrido insolito ma perfettamente funzionante, se si considera, come anticipato, che Ellsworth attualizza queste fonti per parlare di una società violenta, sull’orlo di una crisi psicotica, in cui ognuno può diventare malvagio per una cattiva giornata – come continua a ripetere Tom nel film.

In quest’ottimo rimpasto, tuttavia, c’è un piccolo difetto; le sequenze d’inseguimento in auto hanno un ritmo incalzante – come d’altronde lo erano quelle del lavoro spielberghiano – e sono senza visivamente suggestive, però a tratti si eccede ed è proprio questo a renderle stancanti per lo spettatore. Nel tentativo di tenere sempre alta la tensione, alcune scene si rendono esagerate e grottesche. Siamo in un’America in cui guidare è diventato pericoloso – viene rimarcato più e più volte – ma ogni incidente crea un effetto domino di disastri a tratti sproporzionati e questo tipo di scene ad altissima tensione, soprattutto visiva, rischiano di sfinire lo spettatore proprio nel tentativo di togliergli il respiro ad ogni battito di ciglia.

Nonostante questo, però, Il giorno sbagliato resta un ottimo thriller in cui tutta la bravura dei due autori è nei dettagli, nei continui set&pay off – tanto attraverso le inquadrature quanto le parole stesse dei personaggi – che offrono allo spettatore per comporre un quadro coerente.

In questo quadro che, facendo un bilancio, propende verso un voto positivo, sono ovviamente importanti anche i due volti che ci accompagnano nella narrazione. Caren Pistorius, purtroppo, porta avanti il suo lavoro senza lode e senza infamia, mostrandosi in una performance assolutamente nella media, se non a tratti scialba. A colpire invece è Russell Crowe che, nonostante la sua fisicità appesantita inizi a ricordare un po’ quella di John Goodman, entra perfettamente nel ruolo regalandoci una prova attoriale diversa dal solito e di indiscusso spessore.

Il giorno sbagliato non è privo di difetti, soprattutto nell’approccio che ha nei confronti dello spettatore; ma in un momento fragile come questo, un film che può arrivare ad un’ampia fetta di pubblico senza troppe pretese resta un lavoro che vale la pena supportare.

Soprattutto perché, anche se non innovativo, ci offre una storia valida, una regia attenta al dettaglio, e almeno un’ottima performance attoriale.

Claudia Anania

IL GIORNO SBAGLIATO

Regia: Derrick Borte

Con: Caren Pistorius, Russell Crowe, Gabriel Bateman

Uscita in sala in Italia: giovedì 24 settembre 2020

Sceneggiatura: Carl Ellsworth

Produzione: Solstice Studios

Distribuzione: 01 Distribution

Anno: 2020

Durata: 93’

InGenere Cinema

x

Check Also

Claudio Lattanzi omaggia “…e tu vivrai nel terrore! L’Aldilà” di Lucio Fulci con “Beyond the Beyond”

Claudio Lattanzi, regista di Killing birds – Raptors, Everybloody’s End e Aquarius ...