L’“ITALIA SEGRETA” di Paolo Fazzini e DigitMovies

“Pornozilla”, The Mefi [1989]

E’ la prima volta che ospitiamo la casa di distribuzione tutta italiana DigitMovies, tra le pagine della nostra Gazzetta. La DigitMovies ha preso in eredità tutto il catalogo e il lavoro iniziato dalla Home Movies, distribuzione con la quale abbiamo più volte incrociato i nostri interessi, perché aveva toccato registi, titoli e Generi molto cari a noi di InGenereCinema.com.

Home Movies ha da subito avuto l’interesse di far entrare nel suo catalogo buona parte dei nostri registi indipendenti e ha aperto con alcuni di loro delle collaborazioni che hanno portato frutti editoriali immediati, originando delle collane molto interessanti.

Una di queste la presentiamo proprio in questo pezzo: si tratta di Italia Segreta, collana curata dal regista e autore Paolo Fazzini che, come il nome lascia intendere, ha come missione proprio quella di portare a galla titoli introvabili o addirittura sconosciuti della nostra cinematografia, spaziando molto liberamente dal lungometraggio al corto, dall’indipendente più strutturato all’amatoriale.

I primi titoli della collana spiegano molto bene questa linea editoriale libera e anarchica: se il primo titolo della collana è stato, infatti, un interessante e difficilmente reperibile De Generazione, film a episodi di esordio firmato da Antonio Antonelli, Pier Giorgio Bellocchio, Asia Argento, Eleonora Fiorini, Alex Infascelli, Manetti Bros., Andrea Prandstraller, Andrea Maulà, Alberto Taraglio e Alessandro Valori, quelli successivi sono addirittura delle raccolte di cortometraggi realizzati tra gli anni ’80 e ’90 da alcuni giovanissimi e liberissimi aspiranti registi Flavio Moretti, Ivan Zuccon, Alceo Positano, Max della Mora, Roger A. Fratter, Giovanni Polesello, Marzano Bros., e moltissimi altri.

Si tratta di VHS Generation Vol.1 e del recentissimo VHS Generation Vol. 2!

Abbiamo incontrato Paolo Fazzini per conoscere meglio Italia Segreta proprio dalle parole del suo creatore.

[Luca Ruocco]: Ciao, Paolo. Bentornato sulle pagine di InGenereCinema.com. Innanzitutto raccontaci come è nata la tua collaborazione con Home Movies prima e poi con DigitMovies e, ovviamente, come siete arrivati a varare la tua collana.

[Paolo Fazzini]: Ho conosciuto dapprima la Home Movies perché ha distribuito alcuni miei lavori, Mad in Italy e All’assalto, ed è comunque nato un rapporto di reciproci stima e rispetto per l’entusiasmo sui progetti. In maniera molto spontanea è nata questa collaborazione su interessi comuni, soprattutto sul sommerso che le produzioni italiane, sia più affermate che indipendenti, potevano offrire: film, documentari, corti che per qualche ragione non hanno mai visto una vera distribuzione in home video… quindi dopo scambi di pareri e di punti di vista ho tentato di reperire concretamente del materiale. La difficoltà principale è proprio quella… spesso neanche i registi stessi hanno conservato delle versioni utilizzabili dei propri lavori. Quella di affidarmi una collana è stata un’idea del buon Giacomo Ioannisci che dirigeva la Home Movies. Dopo il passaggio del testimone da Giacomo [che comunque continua a collaborare attivamente] alla Digit Movies il mio progetto è rimasto attivo, e quindi ci saranno nuove uscite.

[LR]: VHS Generation Vol.1  e il più recente Vol. 2 sono sicuramente progetti molto curiosi. La tagline sui DVD recita “film dall’Oltrespazio Analogico!” e mi sembra davvero azzeccata. Quello che proponi è da un certo punto di vista un vero e proprio lavoro archivistico che fai nei confronti di cortometraggi che altrimenti sarebbero rimasti nell’oblio di un passato sempre più remoto. Dall’altro, invece, un vero e proprio viaggio nel tempo che proponi agli spettatori. Mi interessa innanzitutto sapere chi sono gli spettatori a cui hai pensato… Ovviamente quelli che, per età e interesse, hanno vissuto quell’epoca “analogica” e magari già visto quei corti, ma c’è anche un pubblico di giovani nativi digitali? Hai avuto qualche feedback a riguardo?

[PF]: Indubbiamente il pubblico prediletto per queste antologie è quello dei nostalgici, anche se non amo questo termine e non amo rinchiudermi nel passato. La mia è una ricerca che mi piacerebbe arrivasse anche agli appassionati più giovani di weird-cinema, se così possiamo chiamarlo… i più giovani che comunque sono un po’ stanchi dei tanti prodotti patinati che oggi vengono proposti possono attingere a tutto questo materiale strano, autoprodotto, grezzo che però può offrire quella libertà, quell’anarchia che spesso i film più attenti al mercato non hanno.

[LR]: Come hai scelto i materiali che hai deciso di includere in questi due volumi? E come hanno risposto i registi che hai contattato?

[PF]: Dapprima mi sono rivolto a quei registi con cui ero in contatto negli anni ’90… e quindi ho attivato un passaparola per cercare di recuperare film che avevo visto tanto tempo fa, o anche di cui avevo sentito parlare e non avevo mai reperito. Spesso quei registi, dopo così tanto tempo, hanno forse cambiato attività, mestiere, o nazione di residenza, quindi si sono detti sorpresi che qualcuno si ricordasse o mostrasse interesse per i loro corti o film. Nella maggior parte dei casi c’è sempre una risposta positiva. La difficoltà, come dicevo prima, è poi reperire le fonti che contengano quei lavori.

[LR]: In VHS Generation Vol. 2 ti sei spinto più vicino al nuovo millennio?

[PF]: No, diciamo che l’attitudine è la stessa del primo. L’ultimo corto inserito è datato 1999. Però in quest’ultimo volume ho adottato una composizione diversa: oltre ai corti ho inserito anche un lungometraggio: il famigerato My Lovely Burnt Brother. Ricordo che intorno al 1990 ne leggevo spesso notizia sulle varie riviste specializzate: Fangoria [edizione italiana], su Splatter, su Mostri… ad un certo punto sembrava che anche la Troma lo dovesse distribuire, poi scomparve e io non riuscii a vederlo. La versione inserita in VHS Generation Vol. 2 è quella data e approvata direttamente dai registi Giovanni Arduino e Andrea Lioy. E poi ci sono tantissimi extra.

[LR]: Il tuo lavoro di riscoperta di lavori analogici, di Genere e weird, indie o amatoriali, è ormai una missione. Avevi qualche anno fa portato negli store il tuo Bizzarro Italiano, che a sua volta raccoglieva alcuni corti direttamente dal passato, anche dal tuo personale passato di giovanissimo autore-sperimentatore. Raccontaci di questa passione per la riscoperta del passato

[PF]: Ho notato sempre più che con il procedere degli anni e quindi con l’evolversi della tecnologia tutti erano presi dal realizzare prodotti audiovisivi sempre più precisi, leggeri ed economici. L’attenzione veniva puntata sul corto realizzato con il cellulare o sul film indipendente realizzato con pochissimi euro ma dall’impatto visivo curatissimo. E così tutto ciò che era stato realizzato nell’epoca digitale, chiamiamola così, veniva relegata in un triste oblio, come se nulla mai fosse successo prima. Per chi ha vissuto gli anni ’80 e ’90, come me, invece ricorda un fermento, soprattutto tra i filmmaker appassionati di cinema di Genere, che non aveva nulla da invidiare a quello di oggi. Tutte quelle produzioni sarebbero state inevitabilmente dimenticate. Io ho iniziato a dare il mio piccolo contributo dimostrando che prima del digitale c’erano segnali di vita intelligente.

[LR]: I cortometraggi che hai raccolto in queste due uscite sono molto variegati, così come variegati sono i film di riferimento che quei ragazzi con il sogno del cinema cercavano di ricreare con mezzi di fortuna e amici costretti ad improvvisarsi attori. Cosa pensi si possa e si debba apprezzare, oggi, di lavori così fiori dagli schemi?

[PF]: Innanzitutto l’assoluta libertà con la quale sono stati realizzati: nessuna ambizione ha messo limiti a quelle produzioni, se non il desiderio di esprimersi. E poi le tante idee che, mescolate indubbiamente tra ingenuità e povertà di mezzi, rendono unici questi prodotti.

[LR]: Con De Generazione? Come è caduta la tua scelta su questo titolo per dare avvio a Italia Segreta?

[PF]: DeGenerazione era una mia vecchia fissazione lo vidi quando uscì in VHS, intorno al 1995, poi scomparve. Per tanti anni mi sono chiesto perché non avesse trovato un’edizione in DVD… Quando mi è stata data la possibilità dalla Home Movies di lavorare su questo progetto sono partito da quel film, e dopo varie ricerche ho ripreso vecchi contatti con i Manetti Bros. e Alessandro Valori. E’ stato proprio Alessandro la chiave di volta del tutto. Lui conservava ancora una copia in 35 mm… sono contento che siamo riusciti a far vedere la luce a quel film prima della prematura e drammatica uscita di scena di Alessandro. Negli extra del DVD c’è una sua lunga intervista che gli ho fatto prima che scomparisse lasciando tutti in un grande dispiacere.

[LR]: Possiamo trovare nella libertà autoriale tendente al weird e al folle, un punto in comune tra gli episodi del lungometraggio che ha fatto da culla alle carriere da registi di Infascelli, Asia Argento, i Manetti e altri, e i corti di VHS Generation? Anche questi autori, in fin dei conti, fanno parte di questa “Generazione VHS”…

[PF]: Sì, esatto… DeGenerazione, per quanto low budget, era comunque un prodotto professionale, girato in 35mm e con attori professionisti. Quando ho iniziato a rintracciare i registi, nessuno di loro si è tirato indietro dicendo che non aveva intenzione di mostrare quei primissimi lavori forse non perfetti, tutti sono stati felicissimi di ridare nuova luce al progetto, tutti si sono stretti nuovamente intorno a quel film con molto affetto. Questo succede quando hai vissuto quegli anni, conosci la fatica che c’era dietro a una produzione indipendente, e da quali passioni giovanili nasceva. Con la mente torni direttamente ai film trasmessi dalle tv private, ai fumetti, alle fanzine, alla spinta che avevi nell’affrontare le difficoltà, agli amici che ti aiutavano a mettere insieme le cose, agli incontri fatti… e tutto questo accadeva anche senza internet, senza i cellulare e i social. I film, i corti indipendenti di quel periodo erano la somma di un vissuto quotidiano che coinvolgeva molti aspetti dell’esistenza.

[LR]: Come si è evoluta e come si evolveranno Italia Segreta e il tuo rapporto di collaborazione con Digit Movies? Puoi anticiparti e raccontarci altri titoli?

[PF]: Molte sono le uscite in programma… dopo VHS Generation Vol. 2 usciranno degli inediti sommersi come i film di Fabio Salerno recuperati direttamente dalle pellicole originali; Toast With the Gods diretto da Latino Pellegrini nel 1995 e girato a New York in 35mm; La Loggia di Armando Armand, così come proseguiranno le uscite dedicate ad Antonio Bido. Stiamo poi lavorando a due titoli di registi molto noti e rimasti inediti per molti anni.

Luca Ruocco

Roma, febbraio 2020