Home / Recensioni / In sala / THE ICEMAN di Ariel Vromen

THE ICEMAN di Ariel Vromen

theiceman1Tratto da una storia vera, The Iceman di Ariel Vromen, racconta la vita del sicario mafioso di origini polacche Richard Kuklinski, serial killer freddo e impassibile, condannato nel 1986 per gli omicidi di oltre cento persone, commissionati da vari organizzazioni criminali.

La scintilla di interesse del regista nei confronti della storia di Kuklinski si accende dopo la visione di una serie di interviste al killer, raccolte da HBO nel 1992 [The Iceman: Confessions of a Mafia Hitman], e la conseguente ricerca dell’attore che avrebbe potuto interpretare la parte del sicario professionista cade be presto su Michael Shannon.

The Iceman, film del 2012 arrivato ora nelle nostre sale, racconta proprio l’intera “carriera” criminale di Kuklinski, dal suo ingresso nel clan del boss Roy Demeo [Ray Liotta], che gli offre una vita nuova e più agiata, dopo la chiusura del piccolo laboratorio in cui il giovane lavorava alla duplicazione di pellicole pornografiche; fino alla cattura.

Ma la cosa più interessante da sottolineare è che il film di Vromen non si limita a percorrere l’ascesa criminale dell’omicida dal cuore di ghiaccio, ma si focalizza soprattutto sulla sua dualità.

theiceman3Quello che, infatti, colpisce particolarmente il regista della vita di Kuklinski è proprio l’abilità dimostrata dall’assassino a separare perfettamente [fino al momento subito precedente al suo epilogo] la sua “professione” dalla sua vita familiare.

La sua duplice immagine rifletteva, infatti, davanti alla terribile figura di assassino seriale, quella di marito e padre modello, adorato da una moglie innamorata e da due figlie che, fino alla fine, avrebbero giurato, un po’ ingenuamente, che il capofamiglia fosse un furbesco e rampante uomo d’affari.

the-iceman-01_THE-ICEMAN_Courtesy-of-Mille.JPGThe Iceman guarda di certo ai classici del mafia movie americano, e ne ricalca i ritmi compassati e narrativamente rilassati, e questo è probabilmente il punto che gioca maggiormente a suo sfavore.

Un punto che da una parte riesce a dare al film un’aria da “cult”, ma allo stesso tempo lo rende innaturale e non contemporaneo.

AMF_3574 (140 of 194).NEFSe la storia del killer, infatti, ancor più se raccontata a questo livello autoriale, dimostra di avere di per sé un appeal naturale molto alto, la lentezza eccessiva nel dispiegare la materia narrativa, e un’attenzione troppo accurata nell’accumulo di vicende personali [di mafia e di vita] del protagonista, fino all’arrivo di un antagonista-socio [il Mr. Freezy interpretato da Chris Evans, che sempre di omicidi in freddezza si intende, ma da un punto di vista prettamente tecnico], risulta essere un’arma a doppio aglio, aumentando il valore del lavoro di ricerca, guardando il film esclusivamente come un’operazione biografica, ma creando talvolta disagevoli condizioni di fruizione.

Su tutto, comunque, si ergono l’interpretazione eccellente dello Shannon del Bugs di Friedkin e del My Son, My Son What Have Ye Done di Herzong, e una Winona Ryder sempre in grande forma.

Luca Ruocco

THE ICEMAN

3 Teschi

Regia: Ariel Vromen

Con: Michael Shannon, Winona Ryder, Ray Liotta, Chris Evans

Uscita in sala in Italia: giovedì 5 febbraio 2015

Sceneggiatura: Morgan Land, Ariel Vromen

Produzione:  Millennium Films, Bleiberg Entertainment, Untitled Entertainment

Distribuzione: Barter Multimedia

Anno: 2012

Durata: 106’

InGenere Cinema

x

Check Also

Sergio Bonelli Editore presenta DYLAN DOG – MATER MORBI – Nuova Edizione

Dal 26 aprile torna in libreria e fumetteria uno dei titoli più ...