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PAURA di Dario Argento

pauraDarioArgentoTanto si è scritto, e si continuerà a scrivere, del e sul cinema di Dario Argento, regista che, senza ombra di dubbio, riuscì ad elevare il cinema di Genere made in Italy a livelli autoriali quasi mai eguagliati dai colleghi nostrani e che, nel bene e nel male, rimane ancora il nome più leggibile, all’estero, fra i nostri registi impegnati sul fronte dell’horror e del thriller.

Cosa, allora, sarebbe possibile aggiungere alle più o meno attinenti critiche cinematografiche, ai saggi monografici, che già non sia stato detto/letto, e che dia in questo modo senso d’esistere ad una nuova pubblicazione argentiana?

Probabilmente, l’unico modo davvero organico era, ed è, quello che ha portato alla nascita di Paura, l’autobiografia firmata dal maestro del brivido tricolore arrivata in libreria grazie ad Einaudi.

E a rendere speciale la lettura di Paura, che altalena tra storia di vita vera e backstage della lavorazione dei vari cult di Argento, è ovviamente il punto di vista dell’autore-narratore.

Paura, infatti, è una lunga confessione che il regista di Profondo rosso dedica ai suoi fan, raccontato in oltre 350 pagine la sua vita, votate al cinema e alla paura, sin da bambino.

Al cinema, che, inizialmente vissuto in maniera passiva, all’interno dello storico studio fotografico gestito da sua madre, e frequentato dalle più importanti dive dell’epoca, e attraverso i racconti di suo padre, organizzatore cinematografico. Alla paura [e alle ossessioni], che sembra tormentarlo sin da giovanissimo, e che si concretizzava, nell’infanzia, in lunghi e bui corridoi che spesso mettevano alla prova il coraggio del piccolo Dario.

Ma la lettura del volume farà intuire come il demone imprigionato all’interno delle pagine di Paura sia quello dell’amore, che rimbalza Argento tra le sue spire, lo ingabbia nelle sue maglie, ossessionandolo con l’attenzione rivolta al suo lavoro [le cronache delle reclusioni  quasi carcerario per la stesura dei suoi script ne sono esempio], che lo costringono a continui alti e bassi interiori – a causa delle passionali storie con le sue donne, da cui è attratto ma da cui sempre si trova a fuggire – per poi fotografarlo padre a suo modo premuroso, sicuramente chioccia, nei confronti delle sue due figlie che, periodicamente abbandonano il tetto materno per andare a vivere a casa del padre.

Argento si focalizza, come è giusto che sia, su ognuno dei suoi titoli filmici, da L’uccello dalle piume di cristallo a Dracula, passando attraverso i due episodi dei Masters of Horror, raccontandone origine e sviluppo [regala anche qualche spunto sul film ora in preparazione, Sandman], ma non lesina dettagli riguardo angoli della sua vita privata che avrebbe potuto tenere per sempre riservati, e leggendo ci si domanda perché abbia voluto aprirsi in maniera a volte così imbarazzante… la risposta, ovviamente, sta nel fatto che proprio in quei cassetti chiusi a chiave si trova materiale inedito da raccontare, su un regista così tanto conosciuto.

E per chi cerca tra le parole del regista di Suspiria un motto da conservare nel taschino, la frase da segnare su un foglietto sarebbe di certo la più volte ripetuta “Il cinema unisce. Il cinema divide.”.

Per gli appassionati argentiani un dovere. Ma da leggere anche per tutti gli altri.

Luca Ruocco

PAURA

3 Teschi

Autore: Dario Argento

Editore: Einaudi [www.einaudi.it]

Pagine: 351

Illustrazioni: No

Costo: 19,50 euro

InGenere Cinema

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