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IL DIACONO di Andrea G. Colombo

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Per l’orecchio del grande appassionato di cultura horror, Il diacono e il suo autore Andrea G. Colombo non possono che suonare familiari. Se il secondo non ha bisogno di presentazioni, essendo fondatore e direttore artistico del primo portale italiano dedicato al genere horror [www.horror.it], scrittore di narrativa sempre a tema [ricordiamo, a poca distanza di tempo il racconto breve La forcella del diavolo, raccolto nel 2009 nel volume Bad prisma, a cura di Danilo Arona], e fondatore e direttore editoriale della defunta rivista Horror Mania, che dal 2004 e per 42 numeri mensili, portò nelle nostre edicole un po’ del terrore che Colombo e i suoi avevano iniziato a spargere già anni prima nelle pagine internettari di IT, prima e di Horror.it, poi.

La rete ti insegna che il rapporto con i tuoi lettori può, e dovrebbe, essere interattivo, scambievole. Forse per questo motivo, Colombo continuò a tentare, anche sulle pagine cartacee, di tenere solido e attivo questo ponte di comunicazione tra chi scrive e chi legge: Il diacono nacque proprio da una di queste “avances” editoriali. Colombo proponeva al suo pubblico di costruire insieme una sorta di romanzo collettivo, da strutturare mese per mese; difficili vicende editoriali portarono, però, Il diacono e Horror Mania a capitolare, dopo una proposta che avrebbe snaturato del tutto il magazine, che Andrea G. Colombo non si sentì di assecondare.

Il diacono, però si nascose, paziente, nella mente dell’autore, iniziando ad espandersi, ad occupare sempre più spazio, materializzandosi a poco a poco, fino nei minimi particolari, per rinascere a nuova vita, in un romanzo [che nulla ha a che vedere con la precedente vita a puntate del monaco esorcista] lungo quasi 500 pagine, pubblicato da qualche mese da Gargoyle Books.

Che Andrea G. Colombo sia un grande conoscitore e, soprattutto, un appassionato di cinema horror, è una certezza che filtra dalle pagine del romanzo, dalla costruzione stessa della storia, dall’architettura grafica delle pagine, suddivise in scene brevi, alternate ad altre ben più lunghe e strutturate, che rendono il ritmo sempre vivo, e l’attenzione sensibile.

Dimenticate L’esorcista [film o libro] e tutti i suoi derivati [ma al tempo stesso teneteli tutti ben presenti, perché proprio nel filone esorcistico vi si invita ad inoltrarvi], ne Il diacono non vi sarà presentato un singolo caso di possessione demoniaca, bensì una vera e propria rivolta degli inferi.

Le porte dell’inferno si sono spalancate e i demoni sono talmente forti e numerosi da immaginarsi finalmente padroni della terra e dell’umanità, dopo aver violentemente estirpato la piaga dei sacerdoti esorcisti, che hanno finora combattuto battaglie singole con gli esseri delle tenebre, riuscendo quasi sempre a ricacciarli nell’oscurità che gli appartiene.

Ma come ci ricorda lo stesso autore: “Siamo porte. Ciascuno di noi, ovunque nel pianeta. Varchi spalancati attraverso cui il male può irrompere e infestare la nostra realtà […]”.

Nel mondo presentatoci da Colombo qualcosa ha trovato il modo di forzare tutte le porte, anche le più blindate, e a contrastare l’avanzare della demoniaca orda [che si rifà al mito biblico di Legione, gruppo di demoni che abitava il corpo di un uomo, che venne esorcizzato da Gesù Cristo, nel romanzo rappresentata come una miriade di inarrestabili granchi neri], un gruppo di misteriosi monaci, i celati, lontani dai fasti di santa madre chiesa, e neanche ufficialmente riconosciuti. I celati sono, però, i più potenti sacerdoti esorcisti mai esistiti, una setta che tramanda credo e tradizioni dalla notte dei tempi, chiusa a trentatré membri. Ora, tra questi, si trova un uomo senza memoria, adottato dai monaci, che ha dimostrato più di una volta un potere inaudito nell’allontanare i demoni e che, secondo uno strano graffito preistorico, sembrerebbe strettamente collegato con l’orda infernale che sta distruggendo l’umanità.

Il diacono si appoggia su argomentazioni di sicura presa [il diavolo, i posseduti e l’esorcismo], ma riesce a distaccarsi dai cliché del sottogenere, proponendo una visione personale e affascinante della legione demoniaca [i granchi neri già citati], dei posseduti [con i continui riferimenti agli occhi gialli, da felino, che scrutano le nuove prede], e della Dea che sarebbe a capo dell’orda [una figura a metà strada tra Eva, simbolo della donna perfetta e della tentazione, e la Madonna].

Pur spostandosi nei vari angoli del pianeta, il male sembra voler mettere radici proprio nella città di Pietro, dove si potrà leggere del santo padre che lotta per non abbandonare il suo stanco corpo nelle braccia dell’avvenente Dea.

Ossessionante, ancor più di quella del demonio, la ritmica presenza dei battiti cardiaci [di ogni personaggio], tirata continuamente in ballo da Colombo, come per mettere il lettore sulla giusta frequenza emotiva e adrenalinica.

Luca Ruocco

 

Autore: Andrea G. Colombo

Editore: Gargoyle Books [www.gargoylebooks.it]

Pagine: 488

Illustrazioni-Foto: No

Costo: 15 euro

BookTrailer:

InGenere Cinema

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