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LA PROGENIE DEL DIAVOLO di Giuliano Giacomelli, Lorenzo Giovenga

Giuliano Giacomelli Lorenzo Giovenga firmano il lungometraggio La progenie del diavolo [2010], per entrambi si tratta del primo lungometraggio, decisamente no-budget, ma che pur basandosi solamente solo sulla passione e l’impegno dei due giovani registi e del loro staff, manifesta una sana voglia di mettersi in gioco in tutto e per tutto, nonostante i limiti imposti dalla situazione.

Un piccolo paese marchigiano sembra essere avvolto, da anni, da un mistero, di cui nessuno più parla. Decide di riaccendere i riflettori sulla cosa Emiliano Saudato [Emiliano De Magistris], un giovane scrittore, nonché studioso di tradizioni popolari.

Una volta giunto sul posto, Saudato si dovrà scontrare con la durissima omertà degli abitanti che, non abituati alla presenza di turisti, cominciano da subito a guardare lo scrittore con diffidenza. Le ricerche sembrano non portare da nessuna parte, e nessuno degli intervistati pare ricordare nulla riguardo ad un famigerato “seme di Dio”, che avrebbe, in passato, salvato la comunità da una tremenda carestia.

Sarà proprio la mancanza di chiarezza da parte degli abitanti del paesino che spingerà Saudato a chiedere l’aiuto di membri della Chiesa, che di certo avranno avuto a che fare in un passato prossimo, con il seme di Dio e con un famigerato don Ruffini, deceduto in odore di santità.

La voglia di approfondire la vicenda proprio attraverso la figura del prete porterà Saudato a scoprire una realtà oscura e pericolosa, che non ha mai del tutto abbandonato la piccola comunità e che, oltretutto, sembra ancora essere decisiva per il vissuto quotidiano dei paesani.

La progenie del diavolo pur portandosi dietro un bagaglio di difetti innegabili [tutti dovuti all’eccessiva ristrettezza di budget e alla giovane età dei due registi autori] è di certo un felice esempio di come i due giovani registi indipendenti sappiano mettere a frutto la loro creatività, realizzando un’opera prima molto personale, fruibile e che non scade mai nel ridicolo e nell’amatoriale.

Il senso di claustrofobia che si avverte nella scena finale raggiunge pienamente l’obiettivo di spaventare lo spettatore e di catapultarlo in una dimensione oscura, dove tutte le credenze su cui lo scrittore ha investigato, prendono fisicità, e si mostrano per quello che realmente sono.

I due autori continuano a lavorare nell’ambito del genere horror [dopo il corto Il pianto rosso, 2009], operando, stavolta, sull’ibridazione con le tradizioni popolari e circoscrivendo l’azione in un piccolo centro urbano. E’ chiaro il loro intento di omaggiare i primi horror padani firmati da Pupi Avati.

Luca Ruocco

 

Regia: Giuliano Giacomelli, Lorenzo Giovenga
Con: Emiliano De Magistris, Pietro Seghetti

Sceneggiatura Giuliano Giacomelli, Lorenzo Giovenga
Produzione: AccabauFilm, MataloFilms

Distribuzione: /
Anno: 2010
Durata: 80′

Trailer:

InGenere Cinema

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