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NIGHTMARE di Samuel Bayer

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Questo primo decennio del secondo millennio dopocristo è stato di certo segnato cinematograficamente parlando, in ambito horror, da un’ansiosa e affannata corsa al remake. Tutte le più importanti icone, protagoniste degli slasher che segnarono il cinema di paura degli anni ’70 e ’80 in USA, sono stati tirati fuori da vecchi bauli abbandonati in cantine piene di polvere, e rimessi a nuovo per provare ad riutilizzare vecchi incubi per le nuove generazioni. Dopo Non aprite quella porta [originale a cura di Tobe Hooper, 1974; remake di Marcus Nispel, 2003] e Venerdì 13 [Sean Cunningham, 1980; Marcus Nispel, 2009], e dopo aver assistito alla rielaborazione più riuscita, quella del Michael Myers dell’Halloween di John Carpenter [1978], firmata nel 2007 da Rob Zombie, era chiaro che sarebbe toccata anche al Freddy Krueger della serie Nightmare.

Dagli altri egregi “colleghi”, però, Krueger si era sempre differenziato soprattutto per un essenziale particolare: Myers, Leatherface e Jason Voorhees sono tutti celati da una maschera ed è proprio questa loro impersonalità a renderli macchine della morte, fredde e precise, ma più facilmente replicabili.

Freddy Krueger, invece, era stato fortemente caratterizzato dal suo interprete [l’unico e solo per tutto l’arco della serie]: Robert Englund. Il suo viso spigoloso e lo sguardo vispo sono ormai diventati la maschera stessa del boogeyman, particolari estremamente riconoscibili, pur sotto le profonde piaghe delle ustioni.

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Altro particolare non di poco conto, a differenziare l’uomo degli incubi dagli altri killer seriali da slasher, era di certo la sua caratterizzazione da istrione. Contrariamente dalle altre macchine di morte, Freddy ha il dono della parola, ma non basta, ha sempre dimostrato un fervido senso dell’umorismo [ovviamente macabro], e di avere una naturale propensione per la scurrilità.

Un forte carattere e uno stile molto riconoscibile: operandone un remake, quindi, gli autori avrebbero dovuto subito mettersi a riflettere, innanzitutto, sulla decisione di quanto, e in cosa, il nuovo personaggio avrebbe dovuto allontanarsi dal predecessore, e in quali punti, invece, sarebbe stato meglio rimanere fedeli alla creatura ideata da Wes Craven.

 

Affidato alla regia di Samuel Bayer, questo reboot della serie Nightmare [2010] si presenta, innanzitutto, in una veste più dark ed emotiva, nonostante aleggi un’atmosfera più teen. Il taglio registico si 

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dimostra comunque all’altezza, Bayer è al suo primo film ma ha esperienza da vendere nel campo dei clip, e assembla un capitolo all’altezza, affidandosi a una buona fotografia [di Jeff Cutter] e, forse un po’ troppo, all’effettistica digitale.

Ritornando al discorso Krueger, regista e produzione decidono di affidarsi al Jackie Earle Haley di Watchman [Zack Snyder, 2009], per ricostruire il personaggio che, innanzitutto, rimane con la stessa divisa: cappello a falde larghe, maglione a striscie rosse e nere e guanto artigliato con lame di coltello.

L’idea di provare a rimodernare Freddy consiste nel puntare maggiormente sull’oscena deturpazione del viso, causata dalle fiamme del rogo che ne decretò la morte. La completa cancellazione dei tratti somatici, quindi, per contrastare la pesante caratterizzazione dei tratti di Englund. La scelta è di quelle coraggiose e, pur non riuscendo a farci disaffezionare dal volto originale, di certo si potrebbe rivelare una via buona per ridare vita al boogeyman, associato al suo nuovo umore, molto più cupo.

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Quello che risulta troppo stucchevole e retorico è il voler calare forzatamente il personaggio, e le sue vittime, in un attualissimo scandalo a sfondo pedofilo, fattore sottilmente sotteso, magari, in alcuni momenti della saga originale, ma che qui si mostra profondamente radicato nel plot e nel personaggio.

Punto a favore, invece, il fatto di amalgamare spunti chiaramente pescati dal primo capitolo della saga originale, e di affiancarlo ad altri ispirati ai film successivi e ad un originale momento da prequel.

Il film, insomma, non riesce ad essere forte da segnare un vero e proprio ritorno, rimane sottotono, come se non avesse grandi piani per il futuro. Nonostante non sia da buttare, grazie anche a piccole innovazioni come i “micro sogni” a occhi aperti, le sveglie dei cellulari sempre pronte a trillare e lievi ma incisive incursioni sul web, che riescono, con eleganza, a modernizzare il tutto, l’esperimento non potrebbe reggere un secondo episodio, senza un decisivo e potente balzo in avanti dal punto di vista autoriale.

Il titolo è distribuito da Warner Bros. in un’edizione DVD davvero impeccabile, sia per video che per audio, con un video di backstage con interviste al cast e alla crew, tra i contenuti extra.

Luca Ruocco

 

Regia: Samuel Bayer

Con: Katie Cassidy, Jackie Earle Haley, Kyle Gallner, Rooney Mara

Durata: 95’

Formato: 16:9 – 2.40:1

Audio: Italiano Dolby Digital 5.1 – Inglese Dolby Digital 5.1

Distribuzione: Warner Bros. [www.warnerhomevideo.it]

Extra: Di nuovo Freddy Krueger

InGenere Cinema

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