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AGORA di Alejandro Amenábar

Agora [2009], di Alejandro Amenábar [regista dei pluripremiati The Others, 2001 e Mare dentro, 2004] prima ancora di uscire, lo scorso 23 aprile 2010, in Italia, già reduce dai trionfi ottenuti nel resto del mondo, era stato acconto dalle accuse, dagli sdegni e delle indignazioni di una buona fetta del mondo cattolico [il Vaticano in primis].

Perfino la tv, che ci ha abituati alle volgarità e alle perversioni di ogni tipo, aveva pubblicizzato in molti talk show l’arrivo di questo film con le mancate considerazioni di sorta da parte dei poveri conduttori e dei critici cinematografici ospiti, impauriti da ogni possibile battuta o valutazione sul film che avesse potuto bandirli come trasgressori e giudicarli irrispettosi verso la religione cristiana.

Agora, a dispetto di tutto, è invece un film super partes, che, come solo in pochi sanno fare, tratta la storia senza pregiudizi, senza alzare bandiere. Il merito del regista sta proprio nell’aver fatto luce su uno dei tanti temi storici nascosti in cantina perché scottanti e imbarazzanti.

Alessandria d’Egitto, nella seconda metà del IV secolo d. C., era uno dei più attraenti centri culturali, peraltro all’avanguardia, in quanto al suo interno convivevano varie popolazioni, però mai integrate tra di loro, e per questo sempre in lotta tra di loro.

La causa principale di queste ritorsioni è da ricercare nella presenza simultanea in città [e non solo in Alessandria] di diverse culture religiose [principalmente il paganesimo, il cristianesimo, l’ellenismo e l’ebraismo]. Il centro della città di Alessandria [l’agorà, appunto] era il luogo nel quale si concentrava l’attività democratica [poiché i cittadini si riunivano in assemblea per discutere circa le problematiche della città], il credo religioso [perché vi erano situati i più antichi luoghi di culto], l’attività economica [perché sede di scambi commerciali].

Proprio nella piazza centrale era situato il Serapeo, il santuario consacrato alla divinità ellenistica Serapide [all’interno del quale erano celebrati i culti di Iside e di altre divinità egizie], il Cesareo e il tempio di Dioniso. All’interno del Serapeo vi era un’importante biblioteca èsopravvissuta in passato alle angherie dell’imperatore Teodosio, che ne ordinò la distruzione, riuscendoci solo in parte], il cui direttore era Teone, insegnante, presso la scuola neoplatonica, di matematica, filosofia e astronomia, e infine geometra.

Seguirà presto le orme del padre, la figlia Ipazia [nata nel IV secolo], dotata di una mente brillante, che le permetterà di entrare nella scuola neoplatonica prima come alunna, poi come insegnante [ovviamente avrà come alunni solo giovani uomini, in  quanto alle donne non era permesso studiare], e infine di essere riconosciuta da tutti come un’illustre scienziata, matematica e astronoma [inventò l’astrolabio, il planisfero, l’idroscopio, fino a scoprire la forma ellittica delle orbite].

La sua condizione di donna, però, non le permetterà di ricevere larghi consensi né sostegno al di fuori dei pagani stessi, e perciò sarà costretta a lottare per tutta la vita per la disintegrazione di molti pregiudizi. Ipazia è una donna inconsueta, emancipata, indipendente. Ciò è dimostrato dalla sua libertà, autorevolezza, ma anche da alcune scelte, come quella di concedere a Davo, suo schiavo, di assistere alle sue lezioni, di mettere in discussione i principi del sistema tolemaico, anticipando perciò le teorie di Copernico, poi di Galileo e Keplero.

La già precaria situazione sociale di Alessandria divampa a causa dell’invasione cristiana, nelle cui fila rientrano anche la setta dei Parabolani, i più barbari e violenti. La città è nella confusione più totale. I cristiani stanno aumentando, e a unirsi a loro ci sono molti pagani [tra cui Oreste e Davo, allievi e contendenti di Ipazia], plagiati dagli abili discorsi dei monaci. Sotto la guida del perfido vescovo Cirillo, i cristiani procedono all’eliminazione fisica degli eretici, e Ipazia finisce per rientrare in questa categoria. La scienziata tuttavia non demorde, e a parole sfida i cristiani [“Come posso credere a ciò che voi ritenete indiscutibile, quando la cosa per cui io credo, la metto in discussione ogni giorno”], pur costatando il loro predominio assoluto sulle altre religioni.

Perché il cristianesimo non abbia rivali, non basta uccidere i nemici, ma distruggere per sempre i simboli pagani, compresi i templi. Il dramma raggiunge il suo momento più alto quando i cristiani decidono di raggiungere l’agorà, e di abbattere per primo il tempio di Serapide, col compito precipuo di far sparire ogni traccia del materiale bibliotecario, soprattutto se riconosciuto lesivo della religione cristiana. Ipazia e i suoi allievi si affannano per raccogliere almeno i migliori testi di scienze a filosofia, ma il tempo è scaduto, e i cristiani hanno appena fatto il loro ingresso nel tempio di Serapide [una volta distrutto, al suo posto sarà edificata la chiesa dedicata a San Giovanni Battista, e la stessa sorte toccherà ai templi e alle chiese pagane].

Giorni dopo Oreste, che nel frattempo è nominato prefetto, e che è ancora innamorato di Ipazia, prova ad indurla a convertirsi al cristianesimo, battezzandosi in pubblico. Ipazia, però, non si lascia piegare.

La scienziata sarà condannata a morte dal vescovo Cirillo [scandalizzato dalla tolleranza con la quale è stata messa in condizione, in quanto donna, di insegnare]. Sarà lapidata. Davo [che in passato aveva tentato un violento approccio sessuale proprio con la sua ex-padrona], che assiste inerme alla sua cattura, per risparmiarle questo supplizio, l’aiuta a morire, ma di una dolce più dolce: toglierle il respiro [nella realtà Ipazia fu realmente lapidata, e poi fatta a pezzi].

Amenábar, pur perdendosi in questa ed altre licenze narrative [ad esempio la figura di Sinesio, discepolo di Ipazia, filosofo neoplatonico prima, vescovo cristiano di Tolemaide poi, è presente nel film fino alla sua conclusione, ovvero fino all’assassinio della scienziata, avvenuto nel 415, ma la sua morte avviene nel 413, quindi ben due anni prima della morte di Ipazia] è scrupoloso nelle sue ricostruzioni storiche.

Agora è un film denso, compatto, completo, e ciò è dovuto non solo alla encomiabile sceneggiatura [scritta dallo stesso Amenábar con  Mateo Gil], ma anche alle bellissime carrellate [e ai movimenti di macchina] che piovono dall’alto al basso e viceversa, quasi come se vedessimo una città in miniatura, e improvvisamente avessimo la possibilità di piombarci dentro.

La scenografia, poi, cha ha richiesto cifre ingenti [e come non supporlo, data la ricchezza degli allestimenti che il film richiede], sfoggia una bellezza d’insieme che cattura l’attenzione, aiutando lo spettatore ad entrare meglio nell’atmosfera di quel tempo. L’elemento visivo, infatti, è uno dei primi elementi distintivi del film. Il rovescio della medaglia sta nel fatto che per la prima volta è raccontata al cinema la persecuzione dei pagani e degli ebrei per opera dei cristiani.

I costi di produzione di Agora si aggirano intorno ai 50 milioni di euro di budget [inizialmente il regista aveva chiesto 80 mila euro].

Ipazia, interpretata magistralmente da Rachel Weisz, è l’emblema della ragione e del senno, contro ogni teoria basata solo su ipotesi non verificabili. Ipazia è la provocazione in persona, è l’istigazione all’intelligenza, allo stimolo del sapere.

Agora è un film degno di lode per la scelta di trattare un argomento così scabroso, come le persecuzioni cristiane contro i pagani, con una maestria degna di pochi, bilanciando le dosi, e con una certa leggerezza, farcendo il tutto con tecnica brillante mostrataci.

Agora è distribuito in dvd da Dolmen home video e Mikado, in una edizione comprendente numerosi contenuti extra di approfondimento storico [Incontro-dibattito a Milano: “Ipazia, una donna per la libertà, la scienza contro ogni fondamentalismo”, Le origini di Agorà, Ricostruire Alessandria, Il cast di Agorà, Le riprese di Agorà, Trailer, Spot].

Gilda Signoretti

Regia: Alejandro Amenábar

Con:Rachel Weisz, Max Minghella, Oscar Isaac

Durata: 122’

Formato: 16:9 2:35.1

Distribuzione: Dolmen Home Video, Mikado [www.mikado.it]

Extra: Incontro-dibattito a Milano: “Ipazia, una donna per la libertà, la scienza contro ogni fondamentalismo”; Le origini di Agorà; Ricostruire Alessandria; Il cast di Agorà; Le riprese di Agorà; Trailer; Spot

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