Se gli oggetti potessero parlare, racconterebbero la loro storia. Eppure, solo osservandoli, riescono a rivelare molte cose di sé, come l’età, lo stato di conservazione, la presenza di un marchio che potrebbe determinarne il loro valore economico, e molto altro.
Il signor Pi non è soltanto il proprietario di un negozio di oggetti usati di varia tipologia o natura, ma un vero e proprio “rianimatore”. Riesce infatti a dare una seconda vita agli oggetti presenti nella sua bottega, ma prima ancora scava a fondo per conoscerne l’identità, la storia e scoprire a chi sono appartenuti.
È certamente originale l’ultima fatica di Matteo Bussola, che seguiamo da tanti anni e di cui ricordiamo il debutto nel settore della narrativa con il bellissimo Notti in bianco, baci a colazione [2016].
Edito da Einaudi, Il sole nelle pozzanghere è un inno alla cura, in questo caso cura verso oggetti inanimati come per la propria anima. Il signor Pi ripara le cose, certo, ma tramite esse interviene per cercare di comprenderne la personalità di chi le ha possedute e di potrebbe venirne in possesso, acquistandole. Proprio come un animale, cucciolo o grande che sia, viene adottato da una persona di cui prima si verifica l’affidabilità, così il protagonista si sente in dovere di affidare l’articolo messo in vendita a chi pensa sia più adatto ad utilizzarlo e soprattutto a prendersene cura.
Dietro ogni oggetto ci sono più vite, alcune piene di disperazione, altre ancora in fase di formazione, alcune più fortunate, altre meno. Bussola descrive attentamente le abitudini del signor Pi, che scandiscono la sua quotidianità, tra bottega, il rientro a casa attraverso vicoli stretti, la sosta al parco, entrando nelle sue riflessioni spesso legate agli incontri con le persone conosciute nella sua bottega, non per forza acquirenti. A volte alcuni di essi sono “recidivi”, come il ragazzo interessato solo all’unica chitarra in vendita, che si reca molto di frequente presso l’attività del signor Pi per provarla e poi rinviarne l’acquisto; altri invece ci vanno per chiedere il valore di un oggetto che vorrebbero vendere, che magari li lega ad una relazione tossica, o per riacquistare un oggetto regalato a qualcuno che se ne è poi disfatto, anche nella speranza di salvare o recuperare una relazione.
Bussola è molto abile nel descrivere le relazioni tra il signor Pi e le persone che incontra, anche solo fugacemente, entrando quasi furtivamente nelle loro vite, con la delicatezza e sensibilità che gli è consona.
Non bisogna per forza restaurare un oggetto, rimetterlo in sesto senza una vera motivazione. Un difetto non è, e non deve essere, un gap, ma un segno di riconoscimento che rende quell’oggetto, o quella persona, unico e insostituibile.
È densa di memoria la bottega di Pi, di sentimenti contrastanti che legano storia, situazioni che hanno attraversato generazioni, superato o non superato traumi.
Come i ricordi, felici o dolorosi che siano, così gli oggetti sono incancellabili nella mente di chi li ha maneggiati, o anche solo osservati, nel bene e nel male, rappresentando il corso della vita di ogni essere umano.
Gilda Signoretti
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IL SOLE NELLE POZZANGHERE
Autore: Matteo Bussola
Editore: Einaudi [www.einaudi.it]
Pagine: 164
Illustrazioni/Foto: No
Costo: 17,50 euro
InGenereCinema.com Gazzetta del Cinema e della Cultura Horror, del Fantastico, del Bizzarro e dello Straordinario

