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OBSESSION di Curry Barker

Bear [Michael Johnston] è un ragazzo poco realizzato e ancor meno propositivo, forse un po’ depresso, di certo mai sicuro di sé dal punto di vista sentimentale. Vive da solo nella casa che era stata di sua nonna e non l’ha mai personalizzata. Lavora all’interno di un negozio di strumenti musicali insieme a tre cari amici, i più stretti che ha, quelli con cui poi condivide anche le serate fuori a giocare e a bere. Tra questi amici c’è Nikki [Inde Navarette] che è anche il suo amore segreto, che il ragazzo non è mai riuscito a confessare e che ha aumentato la sua frustrazione e il suo senso di inettitudine.

C’è tutto un non detto di relazioni inespresse o nascoste che poi si ramifica all’interno del piccolo gruppo, facendolo di fatto diventare morboso: lui ama lei, lei non ricambia ma forse ha una tresca con l’altro, mentre la quarta componente è invaghita del primo che non ha occhi che per l’altra. Insomma, le tresche consumate e quelle sottaciute mettono davvero in discussione la reale esistenza di vera amicizia tra uomo e donna, ma non è questo il focus dell’horror di Curry Barker. Youtuber del fortunatissimo canale di sketch comedy “That’s a Bad Idea” e con già un mediometraggio alle spalle [Milk & Serial], Barker dimostra di avere in un’idea ben precisa di come utilizzare il Genere per raccontare la sua storia, ma anche di non voler rinunciare ad agire nella piena libertà creativa, che gli viene dai lavori video in rete, osando le armi dell’ibridazione per realizzare il suo indie horror.

Obsession, che nel titolo potrebbe già raccontare del chiodo fisso che il giovane ha per la sua amica d’infanzia a cui non riesce a dichiararsi, in verità nasconde lì già il primo inatteso twist del progetto. L’infelice quotidianità di Bear ci viene introdotta dal suo rientro a casa e dalla shoccante sorpresa [davvero pensante da digerire per chiunque conviva con un felino] della morte della sua gatta a causa dell’ingestione di pillole di ossicodone lasciate a facile portata. Si tratta del primo scalino di una discesa ininterrotta che porterà Bear all’inferno; un tracollo in cui il protagonista trascinerà anche i suoi tre amici, cominciando dalla persona a cui tiene di più. Il tutto, però, accade in un modo se non insensato almeno inatteso. Un modo che porta subito in superficie la vena da commedia non sense del film di Barker: dopo l’ennesima mancata dichiarazione, Bear spezza un bastoncino del desiderio acquistato in un negozio di oggetti esoterici e new age [un One Wish Willow], mentre è in macchina davanti alla casa della sua amata. L’ha appena accompagnata e, ancora una volta, la timidezza gli ha impedito di parlarle chiaramente, facendolo affondare in uno scambio di battute imbarazzate. Chiaro che il desiderio espresso sia quello di avere l’amore di Nikki, meno atteso è che lo stupido bastoncino abbia effetto immediato e, ancor meno, che l’improvviso amore della giovane nei confronti di Bear diventi da subito una vera e propria dipendenza, con effetti del tutto simili a quella da sostanze: dagli improvvisi sbalzi d’umore, alla violenza, alle crisi di astinenza e al difficile controllo del corpo durante quei crolli. Un’ossessione, appunto, che però potrebbe avere anche avere un’ulteriore senso di lettura: quello che viene dal mondo spiritico e demonologico, in cui uno dei gradi della possessione di un corpo è proprio l’ossessione, l’invasione di pensieri continui e angoscianti, arrivati in modo del tutto innaturale.

Il desiderio amoroso, allora, muta in chiave negativa: si fa possesso, controllo, fissazione e incubo, proprio a causa di una maledizione indotta. E la storia d’amore che parte in chiave fantastica, ma con l’angoscia di chi già avuto un anticipo di morte, viene declinata in horror dal giovane autore che, però, ha già chiaro quanto l’orrore possa farsi lente attenta e precisa per raccontare il vero e il sociale. Obsession è un film dal respiro moderno, anche per quanto riguarda la concezione stessa di una storia dell’orrore, che non ricerca un senso di paura universale e, anzi, non si fa scrupoli nel mescolare al suo Genere di riferimento note di humour anche grottesco proprio durante i momenti più inquietanti del film, rischiando di snaturarli ma arrivando, invece, a donargli un’aura molto personale ed eccentrica, anche se strutturalmente elegante e pettinata. Punto decisamente a favore sono le esplosioni di violenza splatter decise e orgogliosamente grafiche.

Il siparietto, ancora una volta in auto, in cui il protagonista parla al telefono con il produttore dei One Whish Willow ne è un esempio, ma in Obsession ce ne sono davvero molti altri.

Il film può contare su un cast scelto [e diretto] in maniera davvero oculata, ma soprattutto su una co-protagonista, la Navarrette, che regala una performance straordinaria, con cambi repentini di comportamento e personalità, movenze stranianti, e un momento estremamente drammatico in cui mostra al pubblico e a Bear la coesistenza di due anime nel solo corpo.

L’horror contemporaneo ha iniziato da tempo a raccontare storie incentrate su relazioni di coppia, affettive o sessuali, e non potrebbe essere altrimenti. Se di maledizione legata all’atto fisico si parlava in It Follows, dell’insana costruzione di una coppia tossica, di possesso e del lato oscuro del concetto di “noi” abbiamo da poco sentito la versione di Oz Perkins con Keeper.

Convincente almeno quanto la versione del regista di The Monkey, anche se raccontata in chiave del tutto differente, Obsession è un’altra precisa dimostrazione di quanto l’orrore possa farsi specchio impietoso e leggibile di quello che siamo davvero.

Luca Ruocco

OBSESSION

Regia: Curry Barker

Con: Michael Johnston, Inde Navarrette, Cooper Tomlinson, Megan Lawless, Andy Richter

Uscita in sala in Italia: giovedì 14 maggio 2026

Sceneggiatura: Curry Barker

Produzione: Capstone Pictures, Tea Shop Productions, Blumhouse Productions

Distribuzione: Universal Pictures

Anno: 2025

Durata: 109’

InGenere Cinema

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