Todd [Shane Jensen] soffre di una malattia polmonare cronica che in un recente passato lo ha portato molto vicino alla morte. Nonostante tutto, dopo essersi ripreso, l’uomo decide di trasferirsi da New York in un piccolo villaggio disperso nel bosco, all’interno della vecchia casa isolata che il nonno defunto gli ha lasciato in eredità. Insieme a lui unicamente il suo amato cane Indy.
Sua sorella Vera, la persona che durante l’ultima crisi respiratoria era riuscito fortuitamente a salvarlo, portandolo in ospedale, diventa una presenza telefonica costante: alla preoccupazione per la sua salute, aggiunge quella derivante dalla convinzione che la vecchia casa del nonno sia infestata da una presenza inquieta che potrebbe aver causato anche la morte dell’anziano. Nonostante l’allarme della ragazza sia apparentemente risibile, qualcosa sembra davvero aggirarsi fra le mura della vecchia abitazione e prendere di mira il nuovo arrivato. Qualcosa che Todd non riesce a percepire, ma che è ben visibile agli occhi spaventati del povero Indy che, dopo poco tempo, inizia anche ad avere incubi ricorrenti e visioni, in cui vede il nonno del suo umano di riferimento e il suo cane Bandit scomparsi in situazioni misteriose, oltre che la presenza inquieta che lo bracca in modo ancor più affannoso che nella realtà.
Il lungometraggio d’esordio di Ben Leonberg ha fatto molto parlare di sé durante la sua circuitazione nei maggiori festival [qui da noi ha avuto un’anteprima ad Alice nella Città], prima di approdare in streaming al Halloween con Midnight Factory. Il motivo principale è quello di essere una ghost story che, per oltre un’ora e dieci, pone al centro della narrazione un cane, Indy [tra l’altro il cane dello stesso regista]. I suoi comprimari sono costantemente fuori fuoco, per motivi differenti: lo spettro perché deve rimanere fino alla fine sfuggente e nebbioso; Todd perché è la sua “spalla” e la porta d’ingresso al mondo dei vivi per lo spirito malefico; Vera è quasi sempre solo una voce. Tra l’altro, non vediamo mai in volto i compagni umani del protagonista a quattro zampe, come fossimo in una versione horror dei cartoon di Tom & Jerry.
Grazie a questa nuova prospettiva Good Boy si è trasformato agevolmente da indie horror a vero e proprio instant cult arrivato, tra le altre cose, a un anno di distanza dal Presence di Steven Soderbergh, in cui il regista ha tentato di smuovere le acque della ghost story provando a raccontare il suo film dal punto di vista, stavolta, dello spettro.
Il film non nasconde una struttura agile e una trama esile, anzi, fa di queste due scelte la propria forza, per arrivare a raccontare un film dell’orrore semplice ma completo. Un film che, ancora prima di parlare di uno spettro ossessionante, o proprio fra le pieghe del lenzuolo di questo spettro, parla di paura e malattia e della trasformazione che un forte stato di dolore e di malessere può portare nella mente e nel mondo emozionale di una persona, traslando in un incubo terrorizzante anche i suoi affetti più vicini.
Menzione d’onore a Indy, vero attore protagonista del film, che grazie al suo reale rapporto di fiducia con il regista e a piccoli trucchi tecnici di quest’ultimo, sembra davvero vivere un’avventura da incubo tra le mura di quella casa infestata. Proprio per raccontare meglio questi ultimi punti Leonberg ha preparato un interessante e breve speciale, “Come addestrare il tuo cane”, che costituisce la sezione Extra insieme al trailer.
Il Blu-Ray in limited edition è presentato da Midnight Factory all’interno della consueta custodia amaray con slipcase cartonata, con un booklet esclusivo.
Luca Ruocco
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GOOD BOY
Voto film:
Voto Blu-Ray:
Regia: Ben Leonberg
Con: Indy, Shane Jensen, Arielle Friedman, Larry Fessenden, Stuart Rudin, Anya Krawcheck
Durata: 73’
Formato: 16:9 [2.00:1]
Audio: Italiano 5.1 DTS-HD Master Audio, Inglese 5.1 DTS-HD Master Audio
Distribuzione: Midnight Factory, Plaion Pictures [www.midnightfactory.it]
Extra: “Come addestrare il tuo cane”: Making of; Trailer
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