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ANACONDA di Tom Gormican

Di un remake di Anaconda [1997], l’eco-vengeance di Luis Llosa con Jennifer Lopez e Ice Cube, se ne parlava già dal 2020. Quello che arriva in sala in questo inizio 2026, però, è di certo la cosa più lontana dalle aspettative che qualsiasi fan del film originale avrebbe potuto mai avere. Nel bene e nel male.

Affidato al regista Tom Gormican [Il talento di Mr. C, 2022], che lo scrive insieme al fidato Kevin Etten, il nuovo Anaconda diventa una commedia meta-cinematografica che scherza in modo goliardico sul film originale, sulle produzioni indipendenti e sul concetto stesso di remake, senza lasciare scampo nemmeno alla major che detiene i diritti del film del ’97  [la Sony] e che produce questo nuovo. C’è dell’altro?

Per fortuna sì, perché subito dopo un prologo che sembra voler reimpostare un serio eco-horror sul serpentone assassino, Anaconda di Gormican diventa un gioco meta-cinematografico con protagonisti Jack Black e Paul Rudd che si rivolge a tutti gli adulti che, crescendo, hanno dovuto accantonare il più grande sogno della propria infanzia per tentare di barcamenarsi fra le onde della vita reale.

Un argomento tanto universale che riesce a parlare a ogni spettatore [a proposito, l’identificazione del pubblico di riferimento di un film così merita poi una breve analisi ad hoc]. Il sogno dei due protagonisti è lo stesso che ci porta in sala a vedere Anaconda: il cinema. Il primo, infatti, è un aspirante regista di film horror che per mancanza di coraggio ripiega sulla sicurezza di un agenzia di servizi video per matrimoni. L’altro, un attore poco dotato ma forse più audace, che si trasferisce a Los Angeles ma non riesce a cavalcare l’onda del successo. Durante una festa a sorpresa per il compleanno di Doug [Black], Ronald [Rudd] riporta alla luce la VHS di un vecchio horror amatoriale girato in gioventù con la complicità degli amici Claire [Thandiwe Newton] e Kenny [Steve Zahn]. La loro vecchia comune passione sembra catapultarli indietro negli anni e donare loro nuovamente la grinta un po’ spuntata da fatiche e sfortune quotidiane, tanto che, quando l’attore fallito annuncia agli altri di essere entrato in possesso dei diritti di Anaconda e di voler girare un remake del film insieme a loro, i tre sono [quasi] subito pronti a partire per l’Amazzonia.

La prima parte del film di Gormican funziona a dovere: è ben scritta, i personaggi sono costruiti a dovere e presentati in modo giusto. Ci sono rimandi e citazioni visive proprio per noi Amici dell’Horror: dal poster di Inferno di Dario Argento a quello di Blob – Il fluido che uccide. Ma a essere davvero divertente è proprio l’ironia amara sul cinema stesso, su Hollywood, che traghetta il film nel suo secondo atto, traslando la storia nella giungla, dove sarà messa in scena la parte pratica del film nel film.

In questo secondo momento Anaconda si dimostra come un prodotto ancora più bislacco: l’ironia sul grande cinema continua [si parla di come gli script di Hollywood vengano ultimati a riprese già iniziate; di come infilare all’interno di un film su un serpente assassino delle finte tematiche sociali, senza dimenticarsi di dedicare qualche battuta ai protagonisti del primo film…], ma bisogna anche dare il via alle riprese della scalcagnata troupe e, ancor di più, mostrare l’anaconda che da il titolo a film originale e remake.

Questa messa in atto del progetto meta-cinematografico diventa dopo un po’ meno interessante: un po’ perché si costruisce di frammenti di scene slegate e un po’ troppo simili l’una all’altra; un po’ per la CGI con cui l’anaconda è stata realizzata, che dona all’animale un tono sempre troppo poco realistico.

In questo secondo momento i personaggi si adagiano su quanto già costruito e, se pur calati in situazioni al limite, per un po’ troppo tempo ripropongono un po’ monotonamente un solo lato di sé stessi.

Ma torniamo al pubblico: rimane da domandarsi quale sia, nei piani della Sony, quello di riferimento per un progetto del genere. I fan del film del 1997, nel migliore dei casi, si saranno di certo disinteressati a questo nuovo titolo dall’inizio. Gli amanti di commedia e di Black e Rudd forse potranno trovare qualche fetta di pane per i loro denti, tra un discorso nostalgico sul valore dell’amicizia, l’esaltazione del sogno dei sogni di fare del cinema con il solo desiderio di raccontare una storia e un rimando nerd alla Be Kind Rewind – Gli acchiappafilm [Michel Gondry, 2008]. Ma allora, perché una major come la Sony ha deciso di rimettere in mezzo un suo piccolo cult anni ’90 per raccontare un’altra storia e, nella pratica, non girarne un remake? La bizzarria di un progetto di questo tipo merita comunque un po’ di attenzione e forse mezzo Skeletor più del dovuto.

Tirando le somme, un punto positivo di questo nuovo Anaconda è la sua prima parte, che mette in atto nel migliore dei modi il discorso meta-cinematografico alla base del progetto e lo lega alla vita dei suoi protagonisti con sentimento e partecipazione.

Un punto negativo, purtroppo, è la messa in pratica dello stesso gioco. Le finte riprese delle scene sconclusionate che non evolvono, finché non arriva l’anaconda vera, che pure ha dimensioni preistoriche e qualche morto qui e lì lo regala!

Rimane un punto di domanda… o forse due: c’era davvero bisogno di un remake di Anaconda? E perché produrne uno per non fare un remake di Anaconda? Anche la chiusa all’interno del festival cittadino, a parlare del film come se fosse stato girato in modo del tutto anarchico e piratesco senza i diritti per farlo, fa simpatia.

Luca Ruocco

ANACONDA

Regia: Tom Gormican

Con: Jack Black, Paul Rudd, Steve Zahn, Thandiwe Newton, Daniela Melchior, Selton Mello, Ice Cube, Ione Skye

Uscita in sala in Italia: venerdì 5 febbraio 2026

Sceneggiatura: Kevin Etten, Tom Gormican

Produzione: Columbia Pictures, Fully Formed Entertainment

Distribuzione: Eagle Pictures

Anno: 2025

Durata: 99’

InGenere Cinema

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