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WEAPONS di Zach Cregger

Estate davvero ghiotta non solo per gli appassionati di cinecomics, ma anche per gli amici dell’horror che, dopo le bellissime sorprese di 28 anni dopo e Bring Her Back, potranno godere anche di un titolo sorprendente, ricco di momenti di tensione e di un senso del grottesco assai marcato come Weapons di Zach Cregger.

Il regista di Barbarian ci ha abituati ai suoi improvvisi twist, a film dall’anima ribelle, quando non proprio doppia, che si ribellano alla loro stessa natura per diventare improvvisamente altro davanti agli occhi increduli degli spettatori.

Anche Weapons non si tira indietro e, anzi, non manca di stravolgere le carte in tavola capovolgendo completamente il tono del suo racconto nel passaggio dal secondo al terzo atto. Anche il percorso per arrivare a fruire di questo salto di Genere, però, è scritto e realizzato in modo ragionato, riproponendo il raggiungimento di un importante pit stop della trama dal punto di vista di un protagoniste ogni volta diverso.

Weapons ha dalla sua anche il suo prendere il via da una situazione misteriosa e oscura, ambientata nella cittadina di Maybrook da cui una notte, alle 2:17 in punto, un gruppo di bambini appartenenti alla stessa classe esce dalle proprie case e inizia a correre nel buio con le braccia allargante a simulare un volto, per poi scomparire nel nulla. Le indagini della polizia e le ricerche delle famiglie non portano a nulla e, a distanza di qualche settimana, ai genitori non restano che i video registrati dalle telecamere di sicurezza delle proprie abitazioni a testimonianza dell’inspiegabile vicenda. Un solo bambino è sfuggito all’inspiegabile sparizione, e si ritrova catturato all’interno del turbinio di indagini, incontri con detective e psicologi e la gestione di una situazione scolastica che sta diventando davvero spinosa, visto che il gruppo di sfortunati genitori è convinto che nella scomparsa dei piccoli possa essere implicata la loro giovane insegnante [Julia Garner].

Quello di Weapons è inizialmente un gioco nero, sospeso, una detective story condotta da personaggi che si intercambiano [una professoressa depressa, un poliziotto ex alcolista, un padre ossessionato dalla scomparsa del figlio] mescolata in modo sapiente con un bizzarro mistery alla Twin Peaks, che per alcuni versi potrebbe far guardare anche in direzione della nostrana serie a fumetti Il Confine, creata da Mauro Uzzeo e Giovanni Masi per Sergio Bonelli Editore. C’è nell’aria anche molto del lavoro letterario di Stephen King, sia per il focus narrativo sull’età scolare, sia per l’ambientazione nella cittadina extra-urbana tutt’altro che ridente e che nasconde macabri segreti.

Subito dopo il riuscito incipit che mostra, coadiuvato dalla voce off di una bambina che accompagnerà lo spettatore per tutto il film, i piccoli di Maybrook prendere il volo e allontanarsi dai propri nidi, i capitoli si susseguono l’uno all’altro con un titolo che è anche il nome del protagonista del segmento, e un respiro molto personale. Si accumulano di volta in volta elementi che sommati conducono alla scoperta finale e al passaggio dal thriller all’horror puro, ma quello è anche il momento in cui esplode la vena del grottesco più scatenato, che arriva a innaffiare scene feroci e anche sanguignamente scioccanti con un’ironia che potrà far storcere qualche naso, ma è un qualcosa di più che azzeccato per chi scrive.

Perché quella di Cregger è una bella fiaba nera, che non deve legarsi alla verosimiglianza quanto affilare le sue armi segrete che possono permettergli di ferire testa e cuore [e in qualche caso occhi] dello spettare, mentre lo conduce anche senza il suo consenso al di fuori dei binari del possibile e del prevedibile.

Weapons è un horror intelligente, di quelli calati nella società attuale, che ritrae su grande schermo nelle sue storture; ma è anche un film dell’orrore concettualmente contemporaneo e questo significa che non cerca di essere esplicativo o didascalico, anzi, lascia più di qualcosa in sospeso e non giustifica l’extra-ordinario. Il suo intento sociale, inoltre, non è facilmente leggibile, ma va ricercato nel racconto di rapporti disfunzionali, di famiglie spezzate, di animi fragili e ritratti di persone mai davvero complete. Aleggia, inoltre, lo spettro delle cronache delle tante stragi scolastiche, riconoscibile per la drammatica aria respirata fra aule e corridoi dell’istituto sotto shock, o per un’assurda allucinazione di un grande fucile mitragliatore che si materializza in cielo negli incubi del triste padre interpretato da Josh Brolin.

Ma il film poi rivolge lo sguardo verso qualcosa di completamente differente, perché quando sarà il momento di tirare le somme di congetture e indagini, si arriverà a una scoperta sinistra e luciferina, che scardinerà completamente qualsiasi tentativo di rimanere nel territorio del possibile. Raggiunta la piena coscienza della realtà dei fatti, si riuscirà a rimettere in ordine presenze inquietanti e visioni da jumpscare che rimbalzavano di capitolo in capitolo.

Ed è proprio quando dramma reale e paure irrazionali, folkloriche, si uniscono che Weapons da il meglio di sé, esplodendo in una serie di trasformazioni, aggressioni, omicidi, morti e inseguimenti tutti sopra le righe, molto grafici, insoliti e forse poco accettabili, ma volontariamente divertenti.

Un horror dalla forte personalità, che non ha paura di osare o di scontentare le aspettative di parte del suo potenziale pubblico. Per noi una sorpresa più che gradita.

Luca Ruocco

WEAPONS

Regia: Zach Cregger

Con: Josh Brolin, Julia Garner, Cary Christopher, Alden Ehrenreich, Austin Abrams, Benedict Wong, Amy Madigan

Uscita in sala in Italia: mercoledì 6 agosto 2025

Sceneggiatura: Zach Cregger

Produzione: New Line Cinema, Subconscious, Vertigo Entertainment, BoulderLight Pictures

Distribuzione: Warner Bros. Pictures Italia

Anno: 2025

Durata: 128’

InGenere Cinema

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