InGenere Cinema

SORRY WE MISSED YOU di Ken Loach

Cosa rende un film attuale? Oppure, ancora più difficile da definire: cosa rende un film necessario? La risposta è il più gigantesco, deludente e sincero ‘non lo so’. Tuttavia, ogni volta che il vostro devoto e umilissimo redattore assiste alla proiezione di un film di Ken Loach, la tentazione di rispondere a questi quesiti elencando la sua filmografia è fortissima.

Perché vedete, l’eccezionalità di questo regista sta nell’essere connesso autenticamente alla società che c’è fuori dalla finestra. Un legame talmente indissolubile da poterne raccontare davvero i limiti e le storture. La dolcezza e le paure. I sogni e gli incubi. Ken Loach sembra essere l’unico a osservare ciò che sta accadendo per la strada e a riconoscerlo per quello che davvero è: un miserabile sovvertimento della scala dei valori. Questo cineasta sembra indossare gli occhiali da sole di Essi vivono e di guardare ogni giorno per diciotto ore la realtà così com’è! Urla a tutti ciò che vede da decenni, ma incredibilmente, nessuno lo ascolta. Ciononostante, non demorde e film dopo film, mostra quella terribile verità che somiglia drammaticamente alla nostra vita. Ken Loach è di nuovo in sala con Sorry We Missed You, una pellicola attuale e necessaria. Ecco, l’ho detto!

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“La Tempesta”, regia di Roberto Andò, dal 10 al 19 gennaio 2020 Teatro Vascello

La tempesta, ultimo capolavoro di William Shakespeare e suo definitivo congedo dalle scene, è un congegno teatrale prodigioso, in cui s’incrociano alcuni temi che prefigurano l’orizzonte della modernità: lo sguardo occidentale a confronto con quello dell’altro, la realtà e l’illusione, l’incantesimo della mente e il potere come complotto e usurpazione, il mistero della giovinezza e l’incombere della fine.
Roberto Andò – regista abituato a muoversi agilmente tra cinema e teatro – rilegge La tempesta attraverso il fluire, grandioso e imprevedibile, della mente di Prospero, assecondando l’incedere minuzioso e incalzante del suo piano per congedarsi dal mondo e iniziare la figlia Miranda al mistero dell’esistenza. Protagonista è Renato Carpentieri, un attore giunto alla sua piena maturità, qui affiancato da un cast di eccellenti interpreti.
Scrive Andò nelle sue note: “penso che La tempesta sia un geniale omaggio al teatro, e una delle commedie più profonde che siano state dedicate al senso della vita. È l’opera della rigenerazione, dove il naufrago, il disperso, l’usurpato ritrovano il filo interrotto delle loro esistenze. Se c’è una ragione per cui ancora oggi questa commedia ci parla, è nell’idea, per nulla semplice o banale, che l’essere umano sia destinato a convivere con la tempesta, e che dopo ogni tempesta debba fare chiarezza dentro di sé.

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I DUE PAPI: La Conferenza Stampa

Roma, mercoledì 11 dicembre 2019 – Conferenza stampa del film I due papi, con l’attore Jonathan Pryce, il regista Fernando Meirelles e i produttori Dan Lin e Tracey Seaward.

 

Qual è stato il rapporto con lo Stato Vaticano durante la realizzazione del film?

[Tracey Seaward]: I rapporti con il Vaticano sono stati molto stretti e di enorme collaborazione. Ci hanno dato grandissimo sostegno e pieno accesso agli archivi della televisione vaticana. Credo che sia successo per la prima volta, perché in passato ne avevano consentito l’accesso solo per documentari, mai per il cinema.

[Dan Lin]: Abbiamo avuto un enorme rispetto per la Chiesa e i due Papi sono stati trattati con estremo equilibrio nel rapporto tra di loro.

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TOP TEN INDIE OF THE DECADE 2010/2019

Si chiude il secondo decennio del secondo millennio. Un decennio che ha segnato anche la nascita e il primo importante anniversario per la nostra Gazzetta.

InGenereCinema.com compie i suoi primi 10 anni e ha già iniziato i suoi festeggiamenti cambiando veste grazie al nuovo logo creato da Stefano Tabellini e mettendo in cantiere la sua prima produzione video, la docu-serie Il Giro dell’Horror.

Il 2020 sarà un anno ricco di novità e di nuovi spunti, ma ci è sembrato importante chiudere il 2019 con una riflessione sull’horror e sul fantastico, argomenti di particolare rilievo per la nostra ricerca all’interno del mondo del cinema.

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TOLO TOLO di Luca Medici

Tolo Tolo, quinto film del noto comico Checco Zalone prodotto da Pietro Valsecchi, si preannuncia sin dall’inizio come una sfida. Dopo quattro anni di assenza dalle sale l’attore pugliese [che per la prima volta veste anche i panni di regista] ha l’obbligo di bissare il campione d’incassi 2016 Quo Vado. Cerca di farlo questa volta con una commedia ricca di spunti di attualità, dai toni tenui, che a volte strappa più il sorriso che il riso.

Checco, neoimprenditore grondante di sogni per la sua Spinazzola, investe tutti i suoi risparmi [o meglio quelli dei malcapitati parenti] in un sushi bar che avrà vita breve, come gli aveva suggerito la lungimirante mamma, interpretata da una forzatamente invecchiata Antonella Attili [già nota per Nuovo Cinema Paradiso e tanto teatro]. Costretto a scappare dall’Alta Murgia per i debiti abissali contratti con le ex mogli, il commercialista e quasi tutto il paese, ma sempre preda dei suoi sogni al limite della fantascienza, scappa in Kenia a fare il cameriere in un resort che ha tutta l’aria di somigliare al Billionaire di Briatore.

E’ qui che fa la sua prima conoscenza africana che avrà un ruolo importante durante il suo viaggio: Oumar [interpretato da Sylla Souleymane, attore senegalese con molteplici esperienze da regista], suo collega di lavoro appassionato di cinema neorealista italiano.

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NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS: I film italiani in sala a Natale 2019 [Parte 2]

L’attesa è terminata, Amici di InGenereCinema.com, finalmente possiamo continuare con il nostro focus sui film natalizi made in Italy. Archiviamo il Crime da universo espanso e la commedia populista e dedichiamoci al mondo fiabesco di Carlo Collodi e ai drammi commoventi e sovraccarichi di una coppia giunta all’autunno della propria relazione.

Non perdiamo altro tempo, dunque, e immergiamoci nella seconda e ultima parte del nostro annuale, amato, criticato e discusso: Nightmare Before Christmas.

Sigla!

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“La Gazzetta dello Sport”: Bollettino uscite n.132

Appuntamento con le uscite editoriali distribuite da La Gazzetta dello Sport.

Questa settimana:

  • Albo 22 della collana Dylan Dog – Viaggio nell’incubo, “Vita artificiale”;
  • Albo 143 della collana Marvel Super Eroi Classic, stavolta dedicata a Hulk Abominio nello Spazio!;
  • Albo 28 di X-Men – Le storie incredibili “Casa”;
  • Albo 38 della collana Alan Ford a colori, “Le grandi vacanze”;
  • Albo 104 di Tex – 70 anni di un mito “Nelle mani dei Fox!.

Sergio Bonelli Editore con La Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera presentano: Dylan Dog – Viaggio nell’Incubo, la collana di fumetti dedicata all’antieroe nato dalla fantasia di Tiziano Sclavi. Un lungo viaggio tra le angosce, gli orrori, i mostri, le creature spaventose di oltre trent’anni di racconti a fumetti dylaniati.

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I GOONIES – L’imperdibile Collector’s Edition in Blu-Ray

Nato dell’immaginazione di Steven Spielberg, I Goonies è uno dei film d’avventura per eccellenza per la generazione di appassionati di cinema nata e cresciuta durante gli anni ’80.  I giovani protagonisti sono un gruppo di piccoli strampalati eroi che, seguendo una misteriosa mappa del tesoro si troveranno a inoltrarsi all’interno di uno straordinario regno sotterraneo e a vivere un’avventura piena di prove da superare, trappole e vecchi galeoni pirata carichi di dobloni d’oro! Ma anche di una famiglia di cattivi soggetti da cui riuscire a fuggire anche grazie all’aiuto insperato di un mostro grande e deforme, ma dal cuore d’oro: il mitico Sloth!

Arrivato in sala nel 1985, questo piccolo grande film generazionale, carico di azione mozzafiato, suspense e spettacolari effetti speciali che è I Goonies [scritto da Chris Columbus e diretto da Richard Donner] proprio a dicembre è tornato al cinema in versione rimasterizzata in 4K e, in occasione delle feste natalizie, Warner Home Video riporta il film di Donner anche negli store in un’edizione Blu-Ray Collector’s Edition!

L’irresistibile film “alla Indiana Jones” pensato e realizzato per intrattenere anche i più piccoli si presenta con un’edizione a disco singolo contenuto in custodia amaray, inserita in uno slip case cartonato che contiene al suo interno anche un secondo piccolo box con dieci esclusive cartoline con alcune illustrazioni tratte dagli storyboard del film.

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NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS: I film italiani in sala a Natale 2019 [Parte 1]

Amici di InGenereCinema.com, anche quest’anno si rinnova la nostra tradizione consona al periodo della Feste. Ebbene sì, come è nostra abitudine, abbiamo visto e recensito per voi tutte le pellicole nostrane che si stanno contendendo il botteghino natalizio. Bisogna ammettere, tuttavia, che questo 2019 verrà ricordato come il primo anno in cui gli alfieri del Cinepanettone hanno preferito restare in panchina. Come certamente saprete, nessuno di coloro che ha contribuito a creare questo fenomeno è in sala con un film. Niente Boldi e De Sica, niente Vanzina, né Pieraccioni o Aldo, Giovanni e Giacomo. Zalone uscirà solo dopo Capodanno, quindi il vessillo della comicità tricolore è stato affidato ai pretenziosissimi Ficarra e Picone. Per il resto, la proposta italiana per questo Natale cinematografico è decisamente variegata. Storie criminali che si propongono di allargare universi televisivi, favole eterne e magnifiche e drammi famigliari complessi e molto attuali.

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LO SQUARTATORE DI NEW YORK di Lucio Fulci

Dopo aver segnato la storia del cinema horror italiano [e non solo] con il mitico Zombi 2 e la cosiddetta trilogia della morte [Paura nella città dei morti viventi/L’Aldilà/Quella villa accanto al cimitero], Lucio Fulci torna al giallo confermando la sua meritata nomea di maestro del gore e geniale artigiano della Settima Arte.

In un periodo [siamo nell’82] in cui il glorioso cinema di Genere nostrano si stava avviando al crepuscolo, il cineasta romano firma un prodotto che da un lato non rinuncia ad una deriva macabra e cruenta, caratteristica dei suoi horror puri, ma dall’altro abbandona in toto la componente più visionaria e quasi onirica che aveva finito per rappresentare il suo marchio di fabbrica nell’ambito del fantastico.

Il plot vede un serial killer che massacra giovani donne a colpi di rasoio, per poi dilettarsi a provocare la polizia imitando al telefono la voce di Paperino [autocitazione al cultissimo Non si sevizia un paperino?]. Un caparbio tenente si mette sulle sue tracce, aiutato da uno psicologo e da una vittima dell’assassino sopravvissuta, che fornisce una traccia rilevante: al maniaco mancano due dita della mano destra. E intanto gli omicidi continuano…

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