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L’ESTRANEA di Paolo Strippoli

“Chiudi gli occhi, non guardare il male. Respira piano, lascialo passare. Il buio è fuori, non ti può toccare.”

Un aereo vibra in volo a causa di una forte perturbazione, il rumore assordante dei motori ci avvolge mentre Anna [Jasmine Trinca], la madre, guarda preoccupata fuori dal finestrino recitando questa filastrocca sottovoce, come un mantra.

Sotto un diluvio, senza preavviso, arriva in taxi a casa di sua figlia Alice e le dice che deve raccontarle la verità sulla famiglia, finora tenuta nascosta. Da qui il racconto si alterna al presente e comincia ventisette anni prima, in una bianca villa con giardino vicino a Bari, in un pomeriggio assolato, per poi proseguire con ombre sempre più accese e inquietanti.

Tutto parte da quel maledetto pomeriggio di ferragosto del 1999, al white party per la “casa nuova”, in cui si ostentava a tutti gli amici che la famiglia finalmente ce l’aveva fatta, grazie alla florida attività di Walter [Adriano Giannini], marito di Anna. La famiglia Colonna [nomen omen?] sembra perfetta, non manca nulla, [c’è perfino un cane dal simpatico nome: Zuppa], è proprio da cartolina, come apparirebbe nella locandina del film se non fosse stata metaforicamente strappata.

Ma improvvisamente un incidente funesta questa sin lì allegra festa e, da quel momento, cambiano letteralmente i colori dal chiaro allo scuro, l’ambiente dal caldo luminoso al freddo claustrofobico, e la musica, dall’allegro tormentone iniziale, si fa decisamente più cupa.

Costretti a interrompere i festeggiamenti per correre al Pronto Soccorso, Anna incontra nella cappella dell’ospedale una figura misteriosa [Valeria Bruni Tedeschi], l’estranea del titolo italiano, alla quale, pur senza conoscerla, racconta tutto della sua famiglia. È lei che le propone un patto.

Anna è bella, ha un marito di successo, due figli bellissimi per cui nutre un amore smisurato: vuole per loro il meglio, tutto ciò che desiderava e non è riuscita ad avere. Per farlo accetta di alterare il corso del fato. Ma l’incapacità di accettare che il destino dei figli non sia governabile, trasforma il suo amore materno in bisogno di controllo.

Il film è diviso in capitoli, ognuno dedicato a un familiare, secondo una costruzione che si avvita su sé stessa: mano a mano che la storia avanza, i capitoli si accorciano e il ritmo si fa febbrile, mentre Anna, ogni volta, si ritrova sempre daccapo, incapace di spezzare il cerchio. Più aumenta l’esasperazione di Anna, meno riesce a dominare le vite di Alice [Romana Maggiora Vergano la figlia adulta; a 7 anni Gabriella Telegrafo e a 13 Mariandrea Cesari] e Tobia [Andrea Genovese/Andrea Rossini a 17 anni e Alessandro Carbonara a 13].

Il racconto vira verso l’horror soprannaturale: l’accordo con l’estranea assomiglia sempre più al patto mefistofelico del dottor Faust. Il regista ha dichiarato alla Biennale: “Mi sono interrogato a lungo su quale fosse il genere di questo film: è una saga familiare e un thriller psicologico. Ma è soprattutto una tragedia, nella sua definizione aristotelica: un racconto che suscita pietà e terrore per condurre lo spettatore alla catarsi. Pietà e terrore, violenza e tenerezza: per me, l’esperienza di questo film nasce esattamente dal loro incontro.”

Paolo Strippoli, 33 anni, dopo A Classic Horror Story [2021, co-regia con Roberto De Feo], Piove [2022] e La valle dei sorrisi [2025, Nastro d’Argento al soggetto, presentato l’anno scorso a Venezia fuori concorso], arriva meritatamente in concorso alla 83ª Mostra del Cinema con un film di Genere che mostra una discreta personalità autoriale, a volte letteralmente esondante nell’ingenuità. Strippoli ha dimostrato di saperlo trattare al punto da permettersi punte di humor decisamente originali e spiazzanti, in special modo nel personaggio dell’estranea.

Il titolo per l’estero è The Spiral, perché i personaggi finiscono in un vortice dal quale non riescono ad uscire e per ben due volte nel film viene inquadrata proprio una spirale.

Viene da chiedersi: quanto ciò che consideriamo amore è una forma di egoismo? Quanto prevale l’affermazione di noi stessi facendoci credere di essere qualcos’altro? Strippoli ha dichiarato che la domanda che lo ha guidato è “Quanto male possiamo compiere, scambiandolo per amore?”

Paolo Maneschi

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L’ESTRANEA

Regia: Paolo Strippoli

Con: Jasmine Trinca, Valeria Bruni Tedeschi, Adriano Giannini, Romana Maggiora Vergano, Andrea Genovese

Uscita in sala in Italia: giovedì 8 ottobre 2026

Sceneggiatura: Paolo Strippoli, Salvatore De Chirico

Produzione: Propaganda Italia, Rai Cinema, Dinamo Film, Kazak Productions, Tarantula

Distribuzione: 01 Distribution

Anno: 2026

Durata: 115′

InGenere Cinema

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