Quali regole bisogna seguire per realizzare un remake? Quanto deve essere fedele all’originale e quanto ci si può permettere di poter cambiare? Chi si prende questa responsabilità deve riuscire a non tradire troppo l’opera di base, accontentare gli estimatori e cercare di dare il proprio tocco personale, un cambiamento, che sia giustificato ed efficace. Un compito non da poco.
Nella storia del cinema abbiamo tanti esempi memorabili, su vari generi: dallo Scarface di Brian De Palma al Cape Fear – Il promontorio della paura di Martin Scorsese. Operazioni che prendono le pellicole ispiratrici per adattarle ad un contesto più audace e moderno. Ma come dimenticare l’esempio di Psycho di Gus Van Sant che, con lo scenario aggiornato agli anni ‘90, è stato realizzato riproponendo per filo e per segno la sceneggiatura, le musiche e le inquadrature del capolavoro di Alfred Hitchcock? È da questa particolare operazione che sembra quasi prendere spunto – paradossalmente – il remake in live-action di Oceania. È stato l’unico caso alla Disney? Certamente no, se ripensiamo al campione d’incassi Il re leone di Jon Favreau. Una gloriosa vittoria dell’estate del 2019, preceduta da quella di Aladdin di Guy Ritchie: da una parte abbiamo un rifacimento estremamente ricalcato, quasi riproposto scena per scena; dall’altra un adattamento che si prende delle grosse libertà sui nuovi contenuti. Traguardi che hanno portato nelle casse della major oltre un miliardo di dollari ciascuna, nonostante le recensioni contrastanti. Quindi qual è il metodo vincente? Cosa spinge il pubblico ad affollare le sale? Nell’arco di 5-6 anni gli spettatori si sono dimostrati più esigenti e inflessibili, specialmente se il film genera controversie di vario tipo e il fallimentare Biancaneve di Marc Webb è un esempio che rimarrà negli annali.
Per questa nuova trasposizione di Oceania, giunta sul grande schermo a ben di dieci anni di distanza da quella originale, Disney sceglie quindi la strada del remake shot-for-shot, con Dwayne Johnson di nuovo a bordo non solo come interprete in carne ed ossa di Maui, suo fiore all’occhiello, ma anche come produttore dell’opera. Il suo corpo scolpito sostituisce quello paffuto del suo alter ego animato, ma rimangono invariati il gonnellino fatto di foglie, i tatuaggi – incluso il design di Mini Maui – e la sua folta chioma bruna. Johnson sembra proprio divertirsi fra le esibizioni canore e le coreografie, ma con chi condivide la scena?
Il compito di incarnare la principessa Vaiana è toccato all’esordiente Catherine Laga’aia, figlia d’arte [il padre è Jay Laga’aia, il Cap. Typho della saga di Star Wars]. La giovane conferisce alla protagonista uno splendore incomparabile, risultando ottimamente in parte e una notevole scoperta. Presente anche Rena Owen nel toccante ruolo di Nonna Tala, attrice protagonista del neozelandese Once Were Warriors – Una volta erano guerrieri del compianto Lee Tamahori, dove era affiancata da Temuera Morrison, che nel classico animato doppiava il Capo Tui. Al posto di Morrison, forse per ragioni anagrafiche, nel live-action troviamo un Tui di nome e di fatto: John Tui, collega di Dwayne Johnson in Fast & Furious – Hobbs & Shaw. Un altro veterano dal film animato è – in originale – Jemaine Clement come voce del granchio Tamatoa.
Un cast di prim’ordine che sicuramente è il punto di forza e l’unica ragione per dare una chance a questa pellicola poco originale, che non lascia spazio all’esordiente Thomas Kail di apporre una firma distinta. E il contributo della sceneggiatrice Dana Ledoux Miller? Dialoghi minimi che forse non giustificano il suo credito. L’intera operazione sembra una costosissima rappresentazione teatrale, comunque degna dei più famosi palchi di Broadway. Le coreografie, le canzoni di Lin-Manuel Miranda e i dialoghi sono pressoché identici, ma a confronto con Il re leone di Favreau, si ha appunto il vantaggio di contare su attori in carne ed ossa, capaci di un’espressività logica e di una recitazione incisiva.
Luca Pernisco
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OCEANIA
Regia: Thomas Kail
Con: Dwayne Johnson, Catherine Laga’aia, Rena Owen, John Tui, Frankie Adams
Uscita sala in Italia: mercoledì 19 agosto 2026
Sceneggiatura: Jared Bush, Dana Ledoux Miller
Produzione: Walt Disney Pictures, Seven Bucks Productions, Flynn Pictures Co., 5000 Broadway Productions
Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures
Anno: 2026
Durata: 115’
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