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ROBIN HOOD – IL PREZZO DEL SANGUE di Michael Sarnoski

Anche le leggende sono tormentate dai rimorsi del passato. Lo sa bene Robin Hood che, ormai vecchio e dolorante, è consapevole di essere vicino alla fine dei suoi giorni, e non risparmia autocritiche, volte a contestare i racconti eroici che lo riguardano, enfatizzati, e che talvolta lo vedono imbrigliato in situazioni false e con soggetti che non ha mai conosciuto.

Parte da qui Robin Hood – Il prezzo del sangue, ultima fatica di Michael Sarnoski [Pig, 2021; A Quiet Place: Giorno 1, 2024], che offre una lettura dark dell’eroe popolare, facendogli perdere il volto tradizionale di bandito dal cuore tenero, che ruba ai vecchi per dare ai poveri, e facendogli assumere invece i panni di un uomo dannato, un fuorilegge spietato dedito della violenza e della crudeltà, un assassino senza morale.

A interpretare Robin Hood, Hugh Jackman, che si cala anima e corpo nel personaggio, barbuto e segnato da rughe profonde, dallo sguardo triste e vuoto. Robin è anaffettivo, privo di emotività, agisce per vendetta, compie crimini con frequenza costante, è sicuro e apparentemente privo di paura, eppure critico nei confronti di sé stesso. Ora che gli anni lo hanno portato alla vecchiaia, guarda al suo passato criminale nel quale ha aumentato considerevolmente il numero di nemici, constatando quanto sia odiato e emarginato, vivendo i suoi ultimi giorno da eremita, per scelta.

L’incontro con l’amico Little John [Bill Skarsgard], che ora si fa chiamare Edward, sarà per lui un ritorno al passato: dovrà infatti tornare a macchiarsi di sangue per spalleggiare il suo ex socio che, ricostruitosi una vita assumendo l’identità di un agricoltore deceduto, deve vendicare il suo nome e restituire un grave torto subìto. Dopo aver ucciso di nuovo, Robin Hood si ritroverà, in pessime condizioni, all’interno di un monastero, sottoposto alla cura di Suor Brigid [Jodie Comer], in una località isolata abitata da poche persone.

Questo nuovo tempo del nostro protagonista gli permetterà di riflettere sulla sua figura di fuorilegge, così diversa dalle gloriose gesta di cui tanto è ricca la tradizione orale nei suoi confronti, devastato da tanti interrogativi sulle azioni criminose e sulla sua coscienza, ma mai veramente diretto verso la via della redenzione. Conscio della debolezza fisica e della stanchezza mentale che ormai lo pervadono, avverte però ancora il senso del pericolo e sente che non è ancora arrivato il tempo di scaricare completamente la tensione, perché il luogo dove ora si trova può essere raggiunto dai suoi nemici, e, come ultima forma di riscatto sociale, sente il dovere morale di proteggere una bambina che in qualche modo gli è stata affidata…

Dopo una prima parte molto frenetica, dove è l’azione a fare da padrona, quasi a imbellettare e esaltare la leggenda di Robin Hood mostrandocelo sempre in azione [in scene action molto riuscite e oscure, incorniciate da paesaggi molto funerei e minacciosi], si trascorre ad una seconda parte narrativamente più accattivante, perché dedita ad attenzionare il profilo del personaggio, che inizia non solo a interrogarsi su cosa gli rappresenti ancora oggi e su quanto abbia impegnato il suo passato esclusivamente ad uccidere, ma anche a mettere in piedi un’opera di discernimento tra bene e male, il cui confine non riuscirà mai a definire pienamente, e manifestando ancora una volta l’ossessione per il controllo, anche nella comunità in cui si trova, perché il pericolo è dietro l’angolo e la sua forza fisica è irrimediabilmente compromessa.

Purtroppo, però, se quest’ultima parte è certamente la più interessante, non conquista del tutto, peccando di staticità, perdendosi nelle insoddisfazioni di Robin e nulla di più, insistendo nel fine di smitizzarlo, finendo quasi per porre totalmente l’attenzione su Suor Brigid, personaggio femminile che, insieme alla bambina e a un misterioso lebbroso, diventeranno forse il primo archetipo di famiglia che il fuorilegge abbia mai conosciuto.

Peccato per il ritmo troppo dissonante e in calata, perché visivamente il film convince e le prove attoriali sono molto buone.

Gilda Signoretti

ROBIN HOOD – IL PREZZO DEL SANGUE

Regia: Michael Sarnoski

Con: Hugh Jackman, Jodie Comer, Bill Skarsgard, Faith Delaney, Noah Jupe, Katie Breen

Uscita in sala in Italia: mercoledì 12 agosto 2026

Sceneggiatura: Michael Sarnoski

Produzione: Lyrical Media, Ryder Picture Company

Distribuzione: I Wonder Pictures

Anno: 2026

Durata: 123’

InGenere Cinema

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