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L’AGENTE SEGRETO di Kleber Mendonça Filho 

Dopo il validissimo Bacurau di Kleber Mendonça Filho e Juliano Dornelles, [di cui vi abbiamo parlato qui], CG Entertainment distribuisce in una edizione 4K Ultra HD e Blu-Ray l’ultima fatica di Filho: Lˈagente segreto [2025].

Le paure, per essere superate, vanno affrontate. Lo scoprirà Fernando [Felipe Rodrigues], bambino di otto anni, figlio di Armando [Wagner Moura], che soffre di continui incubi notturni, aumentati dopo aver osservato attentamente la locandina de Lo squalo [1975]. Sarà solo l’insistenza del nonno, proiezionista cinematografico, convinto che la visione del film possa sbloccare le paure del nipote, ad abbattere le titubanze del piccolo a superare una volta per tutte le sue angosce notturne.

Armando, ricercatore universitario, conosce bene la paura. Fuggito dalla persecuzione del regime militare in Brasile e rientrato nel 1977 a Recife con il falso nome di Marcelo, con il desiderio di ricongiungersi al figlio affidato ai nonni, sa che ogni momento della sua vita potrebbe essere l’ultimo. Il sostegno dei membri della resistenza clandestina, e in particolare di donna Sebastiana [Tânia Maria], che gestisce un palazzo dove sono rifugiati anche altri ribelli, sono fondamentali per aiutarlo a vivere una quotidianità apparentemente normale, portando avanti il suo lavoro di dipendente presso un istituto di identificazione. Il suo nome è nella lista della polizia federale, come quello di tutti i disertori, mentre i sicari, chiamati a ucciderlo su commissione, si stanno avvicinando sempre più a lui…

Ne Lˈagente segreto, Mendonça Filho torna nel suo Brasile per una spy story storica e politica certamente originale, come tutta la sua filmografia.

Il film, che ha ottenuto tanti riconoscimenti [tra cui i premi come miglior regista e miglior attore al Festival di Cannes, e due Golden Globes come migliore film in lingua straniera e migliore attore], pone una lunga riflessione sul tema della resistenza politica, presente anche in Bacurau, e sulle contraddizioni di una società dominata dalla corruzione e dove l’identità di ogni persona è messa in serio dubbio. Siamo di fronte ad un film complesso, in cui vengono aperti tanti sotto-temi [probabilmente troppi] che servono a fare da cornice alla storia. In mezzo alla delicata e tesa situazione politica, si muove una società che attraversa le strade per andare a lavorare, per recarsi al cinema, ma soprattutto per partecipare al Carnevale. Recife accoglie Armando con l’ilarità di questa festa, con tante persone travestite che ballano in strada e indossano grandi maschere, una delle quali ferma il maggiolino giallo su cui lui sta viaggiando, semplicemente per fissarlo negli occhi, quasi a minacciarlo. Poco prima Armando, in una stazione di servizio, aveva notato una buca con un cadavere malamente inserito e coperto da un cartone, che cani randagi e famelici desiderano divorare, tra le urla del benzinaio in canottiera, che mostra una certa sicurezza all’arrivo della polizia.

Diviso in tre parti [L’incubo del bambino, Istituti di identificazione e Trasfusione di sangue], il film segue la storia di Armando parallelamente al sistema di corruzione e omertà diffusa a Recife, dove le minacce e gli inganni sono costanti, e dove i fatti di cronaca sono seguiti con grande trasporto, come la morte di una bambina travolta da un furgone o le indagini sul ritrovamento di un esemplare di squalo con una gamba umana nelle fauci, che gli scienziati del dipartimento di oceanografia stanno analizzando. Non si conosce l’identità dello sventurato, ma il mondo della comunicazione approfitta della notizia per ricamare storie fantastiche in cui la gamba è protagonista, mietendo vittime nei parchi pubblici, o concentrando l’attenzione sulla strage del Carnevale, con novantuno vittime.

Ampio spazio è dato al cinema. Vediamo le sale gremite di spettatori desiderosi di assistere alla proiezione de Lo squalo, cabine di proiezione con proiezionisti sudati e affaccendati, persone in attesa di pagare il biglietto d’ingresso. Il cinema come dimensione altra rispetto a una vita ordinaria.

Molto interessante la figura di donna Sebastiana, interpretata magnificamente da Tânia Mari, che ha vissuto diversi anni in Italia, dove ha studiato musica, prima comunista e poi anarchica, amante degli animali e proprietaria di un gatto a due teste. Molto bella la sequenza in cui i ribelli si confrontano tra loro e raccontano le loro vite. Anche se marginale, è certamente importante ricordare la figura di Hans, nei panni di Udo Kier, qui nella sua ultima interpretazione, vittima delle torture naziste durante la seconda guerra mondiale, che mostra con rabbia le cicatrici e le ustioni alle gambe e al ventre.

Va detto che qui la narrazione risulta un po’ confusionaria, forse a causa dei salti temporali che ad un certo punto si fanno pressanti, soprattutto nella terza parte, e che spostano l’attenzione verso la giovane ricercatrice universitaria Flavia [Laura Lufési], impegnata a studiare tutta la documentazione relativa al protagonista, ascoltando diverse intercettazioni che porteranno a scoprire la verità sulla sua storia e sulla sua fine. Siamo davanti ad un film corale, dove la suspense fa su e giù e si fa vera e propria tensione nel momento in cui  Armando capisce di essere stato scoperto.

Imperdibile la visione di Retratos fantasmas, presente negli extra con il trailer del film. Si tratta di un documentario di Mendonça Filho, che è un atto d’amore verso il cinema di un tempo, quando recarsi in sala era un’abitudine fissa ma straordinaria; quando le strade adiacenti ai cinema erano piene di persone in fila speranzose di riuscire a non perdersi la prima de Il padrino, ad esempio, mentre oggi – a Recife ma non solo – le sale cinematografiche sono ormai quasi scomparse, sostituite da chiese evangeliche, templi o sale pubbliche.

Il regista ripercorre gli anni della sua infanzia nella casa acquistata dalla madre, la storica Joseline Jucá, che aveva trasformato una camera di servizio della loro casa proprio in una sala cinematografica. Quella casa, dove ancora vive il regista, che ancora oggi è sede di set cinematografici ai quali prendono parte i vicini e le persone del quartiere. Il documentario si pregia di mostrare documenti pubblici cinematografici, fotografie panoramiche di Recife, video amatoriali dedicati a eventi cinematografici di grande spessore, un’appassionante intervista all’ex proiezionista Alexandre Moura, riflessioni sulla censura cinematografica e sulla propaganda cinematografica in Brasile, sulle modifiche morfologiche, sociali ed economiche subìte da Recife nel corso degli anni, fotografie in bianco e nero di cinema che hanno rappresentato la storia culturale della città, come Art Palacio o il cinema Trianon.

Come non pensare alla sequenza finale, in cui Mendonça Filho viaggia su un taxi e intesse una conversazione vivace, sul cinema, con il tassista, che afferma di avere un dono: saper diventare invisibile. Ed ecco che qui l’elemento magico entra in scena, con un taxi in movimento guidato da un tassista che non possiamo più vedere.

Gilda Signoretti

LˈAGENTE SEGRETO

Voto film:

Voto Blu-Ray:

Regia: Kleber Mendonça Filho

Con: Wagner Moura, Maria Fernanda Cândido, Gabriel Leone, Carlos Francisco, Alice Carvalho

Anno: 2025

Durata: 161’

Formato: 4K UHD FILM: 2160p Ultra high definition (2.39:1); BLU-RAY FILM: 2160p Ultra high definition (2.39:1)

Audio: 4K UHD FILM: Italiano DTS HD MA 5.1 Dolby Digital 2.0, Originale DTS HD MA 5.1 Dolby Digital 2.0; BLU-RAY FILM: Italiano DTS HD MA 5.1 Dolby Digital 2.0, Originale DTS HD MA 5.1 Dolby Digital 2.0

Distribuzione: CG Entertainment [www.cgtv.it]

Extra: Retratos fantasmas, Trailer

InGenere Cinema

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