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DISCLOSURE DAY di Steven Spielberg

Tra i tanti meriti che si possono attribuire a Steven Spielberg c’è anche quello di aver profondamente influenzato l’immaginario collettivo sugli extraterrestri. Spielberg, probabilmente più di ogni altro regista è colui che ha insegnato al pubblico che non bisogna temerli, il contrario di quanto amava fare il cinema di fantascienza della golden age [seppur con qualche lodevole eccezione]. Appare quasi superfluo citare i suoi due capisaldi Incontri ravvicinati del terzo tipo [1977] ed E.T. L’extra-terrestre [1982], che hanno segnato un’intera generazione. Certo, non tutti gli extraterrestri di Spielberg avevano intenzioni benevole, basti pensare ad esempio al remake della Guerra dei mondi [2005], ma è evidente che l’alieno buono occupa un posto speciale nel suo cuore.

Con Disclosure Day Spielberg dunque torna su queste tematiche, ma sceglie di affrontarle da un altro punto di vista, onestamente ancora poco esplorato nel mondo del cinema: partendo dall’assunto che gli alieni esistono e che sono tra noi, almeno a partire dal famoso incidente di incidente di Roswell del 1947, è giusto che la popolazione mondiale ne sia messa al corrente? Dietro questa domanda si nascondono decenni di teorie e speculazioni sui presunti rapporti tra il governo [in genere americano, ma a volte anche tedesco o altri ancora] e gli alieni, teorie dalle quali la fantascienza ha attinto a piene mani, da X-Files fino a Men in Black.

In Disclosure Day viene affrontato questo dilemma morale, anche nelle sue implicazioni religiose: l’esistenza di esseri provenienti da altri pianeti sarebbe conciliabile con una visione cristiana dell’universo? Il dibattito in verità rimane affrontato solo marginalmente. La risposta giusta appare evidente: sì, la popolazione mondiale deve sapere la verità [che è là fuori]. La sfida principale dei protagonisti dunque è proprio quella di svelare al mondo l’esistenza degli alieni, il Disclosure Day appunto, operazione non affatto semplice e chiaramente ostacolata da oscure forze governative.

Tra le tante teorie fantasiose che ciclicamente tornano su questi temi, non mancano quelle che vedono degli stretti legami tra Hollywood e i servizi segreti del governo: ricordate la gustosa scena di Paul, della coppia Simon Pegg / Nick Frost, nella quale l’irriverente alieno dà consigli proprio a Spielberg su quali poteri dovesse avere E.T.? , Discolusre Day sembra dunque arrivare in un momento storico perfetto, proprio pochi mesi dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato la de-secretazione delle informazioni in possesso del governo americano sugli oggetti volanti non identificati. Che ci sia un qualche legame nascosto? Una regia occulta? Ci sentiamo di prendere le dovute distanze da questa teoria, per almeno due motivi.

Innanzi tutto l’idea di utilizzare un film per preparare il pubblico a una grande rivelazione sugli alieni era già circolata con Incontri ravvicinati del terzo tipo, ma, ormai possiamo dirlo con certezza, si è rivelata del tutto priva di fondamento visto che non ne è seguita alcuna grande rivelazione e siamo ormai prossimi al 50° anniversario della pellicola E poi il “disclosure day” di Trump c’è già stato [mentre avrebbe dovuto aspettare almeno l’uscita del film], i file sono stati de-secretati e hanno lasciato più o meno gli stessi dubbi di prima: gli oggetti volanti non identificati continuano a essere “non identificati” appunto.

Torniamo quindi nel mondo reale, o meglio in quello immaginario di Steven Spielberg: Disclosure Day è un film costruito molto bene in tutta la sua parte iniziale. Lo spettatore viene immerso molto gradualmente nella storia. La trama segue parallelamente le vicende dei due protagonisti principali, che, almeno all’inizio, appaiono totalmente slegate tra loro. La regia è solidissima, il film è principalmente un thriller con alcune sequenze d’azione ben dosate e veramente mozzafiato. Non c’è una ricerca spasmodica di spettacolarizzazione e anche le sequenze di effetti speciali rimangono minimaliste, malgrado sia un film che ne fa grande uso. La parte finale invece soffre di quel gusto un po’ fanciullesco che affiora in molte opere del regista. L’aspetto infantile, il tema fiabesco sono ingredienti molto potenti, che vanno dosati con cura e Spielberg a volte tende un po’ ad esagerare.

Rimane comunque un bello spettacolo, che intrattiene, soprattutto se l’ufologia rientra nelle vostre aree di interesse. Spielberg infatti attinge abbondantemente a quell’immaginario, citando, oltre Roswell, moltissimi altri casi di avvistamenti reali. Per la cronaca, gli alieni in questione in Disclosure Day sono i classici grigi. Peccato: avremmo preferito i rettiliani.

Marcello Rossi

DISCLOSURE DAY

Regia: Steven Spielberg

Con: Emily Blunt, Josh O’Connor, Colin Firth, Eve Hewson, Colman Domingo, Wyatt Russell, Henry Lloyd-Hughes, Mckenna Bridger, Michael Gaston

Uscita in sala in Italia: mercoledì 10 giugno 2026

Sceneggiatura: David Koepp, Steven Spielberg

Produzione: Amblin Entertainment

Distribuzione: Universal Pictures

Anno: 2026

Durata: 145’

InGenere Cinema

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