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TRE CIOTOLE di Isabel Coixet

A volte proprio le conseguenze di un evento negativo e traumatico possono essere fondamentali per tracciare un nuovo percorso, ma non per rinnegare quello appena lasciato alle spalle. Lo sanno bene Marta [Alba Rohrwacher] e Antonio [Elio Germano] che, dopo sette anni di fidanzamento, hanno messo fine alla loro storia, anche se questa separazione sembra più un distacco temporaneo.

A volte le incomprensioni sembrano irrisolvibili, e di conseguenza ci si ancòra alle proprie prese di posizione, arrivando a perdere l’equilibrio di coppia.

Basato sul romanzo 3 ciotole. Rituali per un anno di crisi di Michela Murgia, Tre ciotole è un film drammatico che non ammette pietismi né banalità, e affronta il tema della malattia con compostezza, seguendo il naturale corso degli eventi, nel bene e nel male.

Coixet si affida a un numero limitato di attori i cui protagonisti si affiancano ai personaggi che partecipano alle loro vite, aiutandoli ad affrontare le loro debolezze e a comprendere se davvero questa separazione è definitiva, e determinerà quindi una nuova fase della vita di Marta e Antonio, o se c’è ancora spazio per un ricongiungimento.

Oltre Marta e Antonio, anche gli altri personaggi che girano attorno alle loro vite stanno attraversando una fase della loro vita che prevede un cambiamento, personale e lavorativo, mostrando la loro vulnerabilità, come Silvia [Galatéa Bellugi], la collega di Antonio, una ragazza molto giovane e piena di vita, che interpreta il malessere di Antonio e diventa in qualche modo la sua confidente, e che, pur trovandosi bene nel ristorante, sente che il suo posto è altrove. Estremamente vulnerabile è Elena [Silvia D’Amico], sorella di Marta, che a differenza di quest’ultima è egocentrica, chiacchierona e certamente insicura.

Tre ciotole è un film incentrato sulla complessità delle relazioni umane, ma anche un film sulle opportunità che la fine di una relazione coniugale, e non solo, possa nascondere. Marta riflette proprio sulle situazioni che le si sono presentate di fronte nella sua nuova vita da single, e su come stia imparando a osservare la vita da nuovi punti di vista, tanto da intuire che è arrivato il momento di cogliere una occasione, quella di aprirsi al suo collega, Agostino [Francesco Carril], professore di filosofia. Non vediamo mai Marta piangere. Nonostante il tormento emotivo devastante che sta gestendo da sola, una volta diagnosticato il tumore al quarto stadio, capisce che il suo tempo, seppur breve, va vissuto per quello che è che è ancora capace di riservarle, ancora una volta, nel bene e nel male.

Comprende che la vita va bilanciata, come le tre ciotole che utilizza in cucina al momento del pranzo o della cena.

CG Entertainment distribuisce in home video questo film, semplice ed essenziale, forte per i temi trattati e delicato sia a livello scritturale che visivo. Coixet, che firma la sceneggiatura con Enrico Audenino, sceglie infatti di non enfatizzare i toni linguistici ma di rendere il più possibile genuini i dialoghi e le riflessioni intime dei protagonisti, ricercando la genuinità nei vicoli di Trastevere, quelli meno conosciuti e più intimi. Coixet ricorre alla leggerezza, anche quando può sembrare fuori luogo, come la sagoma cartonata del cantante coreano con cui si relaziona Marta, che la segue in casa.

Unico contenuto extra il backstage, che vi invitiamo a non trascurare, dove gli attori e la regista raccontano il lavoro sul set e sui personaggi, spiegandone la loro unicità e riflettendo sui tanti sottotesti che il film offre.

Gilda Signoretti

TRE CIOTOLE

Voto film:

Voto DVD:

Regia: Isabel Coixet

Con: Alba Rohrwacher, Elio Germano, Silvia D’Amico, Galatéa Bellugi, Francesco Carril

Anno: 2025

Durata: 117’

Formato: 4/3 1.33:1

Audio: Italiano Dolby Digital 2.0, Italiano Dolby Digital 5.1

Distribuzione: CG Entertainment [www.cgtv.it]

Extra: Backstage

InGenere Cinema

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