Chi avrebbe mai detto che, dopo tutto questo tempo, Andy Sachs [Anne Hathaway] sarebbe stata chiamata a gestire una mission impossibile per Miranda [Meryl Streep]?
Ebbene, dopo venti anni dalla fine del loro rapporto lavorativo, quella giornalista un po’ imbranata e incasinata, e l’eccentrica e cinica direttrice del magazine di moda Runway, si rincontrano, e anche stavolta tra le due non saranno rose e fiori.
Miranda, stimata e ancor di più temuta per il suo caratteraccio, non vanta certo tante amicizie. Quando si ricoprono ruoli di rilievo, si sa, è facile avere dei nemici, e perché no, dei veri e propri rivali. Tra questi vi è Emily Charlton [Emily Blunt], che presso Runway ha fatto scuola, lavorando per anni come assistente della manager, e ora affermata dirigente di una rivendita di un marchio di lusso.
Gli avversari godono nel far cadere i propri rivali, e talvolta mettono in azione piani diabolici e infami per infangarli, esclusivamente per brama di potere, e questo Miranda lo sa. Il problema è che rispetto a venti anni, ora la società è cambiata, e con essa il mondo della comunicazione: non è facile reinventarsi sempre, soprattutto per una signora come lei, che invece dovrà accettare nuove scommesse e rivoluzionare ancora una volta il proprio lavoro, puntando più sul web e sui social e meno sulla carta.
Tra rinnovamenti e pugnalate alle spalle, Miranda, stavolta, non riuscirà a fare leva sulle sue forze e su quelle del fido collaboratore Nigel [Stanley Tucci], ma, e non certo per sua volontà, sarà in qualche modo costretta ad affidarsi proprio a Andy.
Nigel, probabilmente l’unico personaggio sempre coerente con sé stesso e con l’ambiente che lo circonda, è fin troppo riconoscente nei confronti del suo superiore, e ligio al dovere a tal punto da annullarsi. Il ritorno di Andy è per lui motivo di gioia, anche se non dà a vederlo per rispettare i cliché imposti.
Ci è voluto tanto coraggio per riportare sugli schermi una commedia che nel 2006 riscosse un successo insperato, e lo sforzo è certamente riuscito. Il punto di forza di questo film, allora e oggi, è la spiccata personalità dei personaggi, autentici e diversissimi. Frankel anche stavolta si affida per la sceneggiatura a Aline Brosh McKenna, e questa continuità professionale è una scelta vincente. Ci si sarebbe aspettato, forse, un maggiore contrasto tra Miranda e Andy, che rispetto al precedente capitolo sembrano sopportarsi di più e nella parte finale quasi andare d’accordo.
La manager, di cui invece ci vengono mostrate liberamente le debolezze, cade, accusa il colpo e si rialza, ma stavolta non solo sulle sue gambe. È questo l’aspetto che stavolta la rende più umana. La giornalista non è cambiata, non ha perso la sua spontaneità, ma ha acquisito sicurezza e competenza. Licenziata in tronco con altri colleghi, affronta l’ingiusto trattamento riservatole denunciandolo pubblicamente e rimettendosi in gioco. Una nuova opportunità lavorativa le viene presentata, e la proposta di rivestire il ruolo di features editor per Runway è quanto di più entusiasmante poteva capitarle.
E poi c’è Emily, bravissima dirigente impegnata con la gestione di due figli capricciosi da gestire con l’ex marito, e intenzionata a scalare vette sempre più alte nella sua carriera.
Il diavolo veste Prada 2 è un film divertente, brioso, vestito da una prima parte molto ritmata che contiene tutti gli ingredienti del capitolo precedente, in particolare il lato ironico e scanzonato, per passare ad una seconda parte più introspettiva che abbraccia un lato investigativo.
Siamo di fronte ad un sequel riuscito, aperto a colpi di scena e mai statico, con personaggi ben delineati e un montaggio serrato.
Anche i personaggi secondari ricoprono un certo ruolo, pensiamo all’assistente di Miranda, Amari [Simone Ashley] o al giornalista sovrappeso [Caleb Hearon] che ci regala alcune gag con Andy, o Qin Zhou [Helen J. Shen], assistente bizzarra di Andy.
Non mancano poi i cameo, come quello di Donatella Versace o di Lady Gaga, quest’ultimo in realtà poco riuscito, che si conclude con l’esibizione del brano Runway, nell’ambito di un evento di moda gestito proprio da Miranda che con la sua banda volerà a Milano: molto bella la sequenza in cui la vediamo attraversare una deserta Galleria Vittorio Emanuele II, o ammirare, ed essere sul punto di commuoversi con Andy, L’ultima cena di Leonardo da Vinci, da cui trae una certa morale.
Gilda Signoretti
–
IL DIAVOLO VESTE PRADA 2
Regia: David Frankel
Attori: Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen, Pauline Chalamet, B.J. Novak, Conrad Ricamora, Tracie Thoms, Tibor Feldman
Uscita in sala in Italia: mercoledì 29 aprile 2026
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna
Produzione: 20th Century Studios
Distribuzione: The Walt Disney Company Italia
Durata: 120’
InGenereCinema.com Gazzetta del Cinema e della Cultura Horror, del Fantastico, del Bizzarro e dello Straordinario

