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LEE CRONIN – LA MUMMIA di Lee Cronin

Dopo aver lavorato su storie iconiche come quella de L’uomo invisibile e Wolf man [2020 e 2025, entrambi con la regia di Leigh Whannell], Blumhouse riporta in sala un’altra leggenda dell’horror classico: La mummia. Lo fa insieme a New Line Cinema, Atomic Monster e Wicked/Good e affidando l’intera parte creativa del progetto a Lee Cronin, regista di Hole – L’abisso [2019] e, soprattutto, de La casa – Il risveglio del male [2023], titolo che ha diversi punti in comune con questo nuovo progetto.

Lee Cronin – La mummia, infatti, oltre a evidenziare già dal titolo una specifica appartenenza autoriale, che va oltre la paternità, sembra volersi collegare in maniera organica più allo sfrenato capitolo della saga Evil Dead firmato dal regista che al mito cinematografico de La mummia che, arrivata in sala per la prima nel 1932 con Boris Karloff nel cast e Karl Freund alla regia, si è reincarnato [verbo usato non a caso] in più corpi filmici fino alla versione di Alex Kurtzman con Tom Cruise del 2017.

Il perché di questo apparentamento è presto detto e si lega proprio all’incarnazione: fin dal classico Universal Monsters La mummia ha raccontato di anime antiche che cercavano uno spazio nel mondo dei vivi. Storie di trasmigrazioni di spiriti e di corpi che diventavano contenitori da riempire e possedere. Proprio a questo particolare si aggrappa l’interesse di Cronin che, nella pratica, trasforma il suo La mummia in una sorta di spin-off de La casa ibridato con L’esorcista.

La piccola Katie, figlia di un giornalista americano inviato a Il Cairo, viene rapita nel cortile di casa. La polizia locale non sembra interessata a svolgere una reale indagine e le tracce della scomparsa della bambina vengono presto sepolte da una tempesta di sabbia e di noncuranza. Otto anni dopo, quando la famiglia è ormai tornata negli Stati Uniti, una telefonata dall’Egitto avvisa i due coniugi del ritrovamento di Katie. La bambina è ancora viva, ma completamente devastata nel corpo e nella psiche. Lo strano ritrovamento, avvenuto all’interno di un macabro sarcofago, fa da preambolo a un ritorno a casa per niente gioioso, che presto trasforma la vita di una famiglia già provata dal dolore in un vero e proprio incubo. Gli inquietanti cambiamenti della bambina non sono unicamente dovuti allo shock del sequestro e agli anni di violenze e privazioni, ma a una presenza arcana che ha preso possesso del suo corpicino. Una presenza che si collega a un’antichissima leggenda egiziana, che forse è più concreta e materica di quanto si possa pensare e che pretende sangue, carne e vite.

Con un’anima splatter altamente grafica e ludica che il regista aveva dimostrato di sapere maneggiare già nel suo La casa, Lee Cronin – La mummia diventa una storia di possessione demoniaca in maniera del tutto esplicita. C’è una presenza malefica che possiede corpi, li trasforma, li deforma e li distrugge.

Il fatto che utilizzi una bambina, in un ambiente domestico che diventa location quasi esclusiva, e che mini all’equilibrio di una famiglia tradizionale e di estrazione cattolica, con scene di levitazione, di vomito copioso, violenza e aggressione con forza e modalità paranormali, e che includa l’utilizzo di lingue arcaiche e sconosciute e altri topoi tipici, riporta direttamente al capostipite del Genere L’esorcista, ma anche ad apparentarsi al contemporaneo filone di film di possessione e ossessione maligne come quelli della saga di The Conjuring.

Ancora a La casa rimandano le iscrizioni antiche e malefiche che lì erano racchiuse all’interno di un libro maledetto rilegato in pelle umana, che qui si trovano su bende che ricoprono la pelle del posseduto in modo talmente organico da diventare un vero e proprio nuovo tessuto epiteliale e che se vengono tirate vie lasciano intravedere sangue e pelle viva. E poi c’è la litania che mette in relazione il mondo dei vivi con la presenza malefica: registrata su nastro o su disco negli Evil Dead, e in una VHS fin troppo salvifica ne La mummia.

Una versione tanto personale quanto lontana da quello ci si sarebbe potuti aspettare, che però porta a un film ben confezionato: mortifero, violento, spietato, ma che sa anche giocarsi le carte del grottesco [seguendo la buona scuola raimiana], come con la resurrezione del corpo vilipeso di una nonna che, dopo essere stata impiccata, lanciata dalla finestra, parzialmente divorata da un gruppo di coyote orribilmente realizzati al computer e dalla nipote posseduta, torna a camminare tra i vivi carica di una forte dose di grossolano sarcasmo.

L’esasperazione non riguarda solo l’anima più stravagante del film, ma anche e soprattutto quella cupa e aggressiva, sia visivamente che moralmente: i corpi dei posseduti combattono contro sé stessi dall’interno. Il regista regala una serie di scene da non sottovalutare, come quella del taglio di una lunga unghia indurita e ispessita dagli anni di sequestro che, una volta spezzata, si porta via buona parte della pelle della gamba; o con la sua ossessione per di denti, continuamente sbattuti con nevrastenia dalla piccola protagonista, tirati via con le dita dalla sorella minore o giocosamente espulsi con la dentiera mobile dalla nonna.

Tra inseguimenti folli fra le intercapedini della casa, pavimenti bucati dal vomito acido, strani manufatti, torture fisiche e momenti inquietanti, il film paga lo scotto di una chiusa poco originale e di un forzato happy end [se così si può definire] a cui si arriva attraverso l’utilizzo di una videocassetta/spiegone che forza la mano alla credibilità dell’orrore.

Effetti sanguinolenti e shoccanti realizzati in modo più che soddisfacente, messi da parte di pessimi coyote di cui sopra.

Una mummia poco tradizionale e anche per questo da non sottovalutare.

Luca Ruocco

LEE CRONIN – LA MUMMIA

Regia: Lee Cronin

Con: Jack Reynor, Laia Costa, May Calamawy, Natalie Grace, Veronica Falcón, Emily Mitchell, May Elghety, Shylo Molina, Billie Roy, Hayat Kamille, Jonathan Gunning, Dean Allen Williams, Kian Nagel

Uscita in sala in Italia: giovedì 16 aprile 2026

Sceneggiatura: Lee Cronin

Produzione: New Line Cinema, Blumhouse Productions, Atomic Monster, Wicked/Good

Distribuzione: Warner Bros. Entertainment Italia

Durata: 134’

Anno: 2026

InGenere Cinema

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