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…CHE DIO PERDONA A TUTTI di Pierfrancesco Diliberto

…che Dio perdona a tutti, diretto da Pierfrancesco Diliberto, al secolo Pif, arriva in sala il 2 aprile 2026, prodotto da Our Films e PiperFilm, con Kavac Film. Scritto dallo stesso Pif insieme a Michele Astori e tratto dall’ omonimo libro firmato dallo stesso autore, nasce da un’idea potenzialmente interessante: mettere in scena il paradosso di una persona che decide di applicare davvero, alla lettera, tutti i precetti del cattolicesimo nella società contemporanea.

Un presupposto che avrebbe potuto dare vita a una commedia ironica e pungente, capace di interrogare tanto la religione quanto le contraddizioni del vivere quotidiano: se si prendessero davvero sul serio valori come il perdono assoluto, l’assenza di giudizio, l’accoglienza totale, sarebbe possibile vivere nella società di oggi? Purtroppo, però, il film non riesce mai a sviluppare davvero questa intuizione.

…che Dio perdona a tutti si trasforma rapidamente in una farsa stanca, spesso forzata, che non trova mai un equilibrio tra comicità e riflessione. Il modo in cui Pif mette in scena il paradosso è completamente fuori fuoco: invece di costruire un racconto credibile, anche nella sua assurdità, il film accumula situazioni sopra le righe, al limite del ridicolo, che non riescono mai a trovare una dimensione satirica efficace, finendo per indebolire il senso stesso della storia. La scena della processione, in particolare, rappresenta forse il momento più emblematico di questo approccio: invece di risultare ironica o provocatoria, finisce per essere quasi imbarazzante, sottolineando quanto il film fatichi a trovare il tono del racconto.

Anche i due personaggi principali risultano poco convincenti. Arturo è un uomo adulto, ateo, che improvvisamente sceglie consapevolmente di vivere secondo i principi radicali del cattolicesimo, ma appare in realtà come un cinquantenne che si comporta da adolescente. Una caratterizzazione eccessiva, che rende difficile prenderlo sul serio: il suo comportamento non sembra mai una scelta etica coerente, né tantomeno una provocazione [il che avrebbe reso tutto decisamente più interessante], ma piuttosto un semplice atteggiamento infantile.

Anche il personaggio interpretato da Giusy Buscemi risulta poco a fuoco e pieno di contraddizioni irrisolte. Da un lato Flora è una donna imprenditrice, che in Sicilia sfida il padre aprendo una pasticceria concorrente — un gesto che la dipinge come una figura indipendente, moderna e progressista. Dall’altro lato, però, viene presentata come una cattolica estremamente osservante, che addirittura non accetterebbe un partner non credente. Eppure, fin da subito, il suo comportamento non segue mai davvero questa impostazione, lasciando il personaggio sospeso in un’incoerenza mai davvero problematizzata.

A tutto questo si aggiunge l’interpretazione dello stesso Pif, che mostra ancora una volta i limiti di un regista-attore che non è propriamente un interprete. Il confronto con attori più solidi e credibili rende questa debolezza ancora più evidente. Accanto a lui, interpreti talentuosi come Francesco Scianna riescono a dare spessore ai propri personaggi, seppur secondari, mettendo ancora più in risalto l’inadeguatezza della performance del protagonista.

…che Dio perdona a tutti è un’occasione mancata: l’idea di partenza era interessante, il potenziale satirico evidente, ma la realizzazione non riesce mai a trovare una direzione. Tutto appare fuori fuoco: i personaggi, la comicità, ma soprattutto il tono.

Viene spontaneo, a questo punto, allargare la riflessione alla produzione stessa del film. Viene da chiedersi quale sia il target di riferimento di un’opera del genere, ma soprattutto per quale motivo si continui a produrre film simili, destinati né alla sala, né tantomeno a un mercato internazionale. Ovviamente, amici di InGenereCinema.com, il motivo c’è: sono prodotti concepiti principalmente per una commercializzazione televisiva, più remunerativa ma soprattutto certa.

In un momento storico in cui i discussi tagli al Cinema Italiano del MIC riducono la varietà culturale, premiando sempre di più i grandi gruppi –  interessati a sviluppare quasi esclusivamente prodotti commerciali – il rischio è evidente. Il cinema italiano finisce per indebolirsi, soffocato da logiche produttive che privilegiano il profitto immediato a scapito della ricerca, della sperimentazione e della qualità. …che Dio perdona a tutti diventa così anche il sintomo di un sistema produttivo in difficoltà, sempre meno coraggioso e sempre più distante da un’idea di cinema come spazio culturale vivo e necessario.

Irene Scialanca

…CHE DIO PERDONA A TUTTI

Regia: Pierfrancesco Diliberto

Con: Pif, Giusy Buscemi, Francesco Scianna, Carlos Hipólito, Maurizio Marchetti, Domenico Centamore

Uscita in sala in Italia: giovedì 2 aprile 2026

Sceneggiatura: Pif, Michele Astori

Produzione: Our Films, PiperFilm, Kavac Film

Distribuzione: PiperFilm

Anno: 2026

Durata: 113’

InGenere Cinema

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