C’è qualcosa che ferisce e al tempo stesso è profondamente scoraggiante nel vedere come un’idea semplice, popolare e perfino riuscita come Notte prima degli esami riesca, nel tempo, a trasformarsi in una sua versione sempre più tenue, sempre più accessoria, fino a diventare Notte Prima degli Esami 3.0: un titolo che già nel nome sembra dichiarare la propria natura aggiornata, ma non evoluta.
Notte Prima degli Esami 3.0, diretto da Tommaso Renzoni, è ambientato a Roma alla vigilia dell’esame di maturità e segue un gruppo di liceali negli ultimi giorni prima della prova che segnerà la fine della loro vita da studenti. Tra l’ansia per il futuro e la nostalgia per un tempo che sta per finire, i ragazzi si ritrovano a vivere insieme quella che potrebbe essere la loro ultima grande avventura.
Tra amori segreti, gelosie, tradimenti e amicizie messe alla prova, Giulio e i suoi amici cercano di affrontare le paure legate all’esame e all’ingresso nell’età adulta. Nel frattempo escogitano anche piani improbabili per aggirare la severa Professoressa Castelli, la più temuta della scuola, nel tentativo disperato di arrivare preparati al grande giorno.
Il film si inserisce perfettamente in quella linea produttiva dell’intrattenimento italiano che punta a replicare formule note, rassicuranti, apparentemente infallibili. Eppure, proprio in questa reiterazione si consuma il suo limite più evidente: l’assenza di una reale necessità. Non tanto narrativa, quanto espressiva. Come se il film esistesse perché può esistere, non perché ha qualcosa da aggiungere.
L’operazione produttiva, riconducibile a quel modello industriale ben rodato che privilegia la riconoscibilità rispetto al rischio, sembra muoversi lungo una traiettoria ormai consolidata: prendere un immaginario condiviso [gli esami di maturità, il passaggio all’età adulta, la nostalgia], svuotarlo progressivamente di conflitto e restituirlo in forma levigata, digeribile, immediatamente consumabile. Il risultato è un racconto che scorre senza attriti, ma anche senza lasciare tracce.
Rispetto ai film di Fausto Brizzi, che almeno possedevano una certa urgenza generazionale e una capacità – magari imperfetta, ma sincera – di fotografare un momento, qui si percepisce un progressivo slittamento verso un’estetica da prodotto televisivo: ritmo uniforme, personaggi funzionali, dialoghi che raramente appaiono realistici. Tutto sembra progettato per accompagnare lo spettatore senza mai metterlo davvero in gioco.
Viene da chiedersi se questo non sia, in fondo, un segno dei tempi. Un’epoca in cui ogni contenuto sembra destinato a una fruizione rapida, intercambiabile, quasi usa e getta. Film pensati più per riempire un fine settimana che per sedimentarsi nella memoria. In questo senso, Notte Prima degli Esami 3.0 appare meno come un incidente e più come un sintomo: la versione “da discount” di un’idea che, un tempo, aveva almeno una sua dignità narrativa.
Oppure, più semplicemente, è il riflesso di un sistema che ha smesso di interrogarsi sull’originalità, considerandola un rischio superfluo. Il cinema commerciale, oggi, ma da troppo tempo ormai, sembra preferire la reiterazione di successi presunti, consolando il pubblico invece di sfidarlo, guardando più alla vacuità televisiva che all’esperienza cinematografica.
E così, alla fine, resta una sensazione curiosa: non tanto di aver visto un brutto film, quanto di aver assistito a una copia sbiadita di qualcosa che ricordavamo più vivo. Un’eco, più che una voce.
Paolo Gaudio
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NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI 3.0
Regia: Tommaso Renzoni
Con: Tommaso Cassissa, Sabrina Ferilli, Adriano Moretti, Alice Lupparelli, Alice Maselli, Ditonellapiaga, Aleandro Falciglia, Bea Barret, Christian Dei, Teresa Piergentili, Pascale Reynaud, Sebastiano Somma, Gian Marco Tognazzi, Antonello Venditti
Uscita sala in Italia: giovedì 19 marzo 2026
Sceneggiatura: Tommaso Renzoni, Fausto Brizzi
Produzione: Italian International Film con Rai Cinema
Distribuzione: 01 distribution
Anno: 2026
Durata: 95′
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