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L’ULTIMA MISSIONE: PROJECT HAIL MARY di Phil Lord e Christopher Miller

Ryland Grace [Ryan Gosling] è un biologo, o meglio, avrebbe voluto esserlo, ma le sue strampalate teorie sul rapporto tra l’acqua e sulla vita, su cui si basava un suo discusso lavoro di dottorato, lo aveva di fatto allontanato dalla comunità scientifica. Ryland si era, allora, trovato a riciclarsi nel ruolo professore di scienze in una scuola media. Un docente che, però, ricopre il suo ruolo col cuore, oltre che con enorme trasporto e disciplina, ma che deve farlo in un momento storico davvero difficile. Gli astrofagi, dei piccoli puntini neri, forme viventi extraterrestri del tutto sconosciute, hanno da tempo iniziato a muoversi nello spazio con il preciso intento di divorare il Sole e le altre stelle attorno a cui ruotano sistemi solari come il nostro.

La vita sulla Terra, in primis quella umana, ha per la prima volta una data di scadenza concreta. La stabilità della società è messa drammaticamente in pericolo da qualcosa che non riusciamo a comprendere a pieno, e per questo le assurde teorie sulla vita nell’Universo di un piccolo scienziato nerd possono rispuntare fuori dai cassetti a distanza di anni e finire nelle mani di Servizi Segreti che tentato di fare qualcosa per salvare il salvabile. Per questo l’agente Eva Stratt [Sandra Hüller] va a stanare il professore all’interno della sua scuola e gli offre, finalmente, l’opportunità di diventare lo scienziato che sarebbe voluto diventare e lo fa a ragione, perché lo strampalato Ryland proprio grazie alle sue bizzarre teorie, e a una sorta di fiuto che lo porta a pensare possibile quello che agli sembra assurdo, inizia a scoprire piccoli pezzetti del funzionamento di questi astrofagi, aprendo alla possibilità di un intervento – si spera risolutivo – nello Spazio profondo.

Tutto questo fino a quando lo scienziato ex docente non si risveglia con capelli e barba lunghissimi a bordo di un’astronave distante anni luce dalla Terra, senza ricordare nulla di come sia arrivato ad essere l’unico membro del Progetto Heil Mary .

Tratto dall’omonimo romanzo di Andy Weir, lo stesso autore di The Martian, L’ultima missione: Project Hail Mary condivide con il Sopravvissuto – The Martian [2015] di Ridley Scott importanti punti strutturali: si tratta in entrambi i casi di storie fantascientifiche spaziali che mettono al centro un uomo rimasto drammaticamente solo in un ambiente ostile, a distanza dal suo pianeta di origine. In entrambi i casi, ma decisamente di più ne L’ultima missione, all’approccio scientifico richiesto dal racconto viene mescolata una linea ironica importante, che oltre al senso dell’intrattenimento è utile per la sopravvivenza stessa del protagonista.

Project Hail Mary, che come The Martian è stato sceneggiato da Drew Goddard, a un certo punto trasforma la storia solitaria di sopravvivenza in un cammino di scoperta e accettazione, di amicizia e grandi imprese. Quelle che si posso fare solo insieme a un amico vero.

Chi c’è dietro questo che è un film di fantascienza, semplice ma riuscito, anche se troppo lungo? Abbiamo già nominato Goddard, che è il regista di Quella casa nel bosco e 7 sconosciuti a El Royale, ma anche lo sceneggiatore di Cloverfield, World War Z e della serie Buffy l’ammazzavampiri: un autore, quindi, che ama affrontare il Genere fantastico, a volte anche analizzandolo dal di dentro o reinventandolo. Alla regia ci sono Phil Lord e Christopher Miller, che tornano dietro la macchina da presa a distanza di dodici anni da The Lego Movie, e che insieme hanno firmato Piovono polpette, 21 Jump Street e hanno lavorato, stavolta scontrandosi con i loro producer, su Solo: A Star Wars Story; grandi nomi dell’intrattenimento cinematografico non senza una visione precisa di come raggiungere quanto cercato nella storia scelta. E la visione, in questo caso, è quella di cavalcare una modo assai contemporaneo di raccontare la fantascienza spaziale, per provare a mettere sul “suolo lunare” la loro impronta personale. Si parte, infatti, da un tipo di storia spaziale che porta un uomo [o una donna] alla ricerca di sé stesso a confrontarsi con l’infinito: oltre a The Martian possiamo trovare altri esempi di questo tipo di sci-fi in Gravity [2013] di Alfonso Cuarón o Interstellar [2014] di Christopher Nolan.

La fantascienza si interroga su quanto potrebbe accadere, prova a guardare verso il futuro, ma è pensata nel presente, quindi non può che portare al suo interno preoccupazioni e stati d’animo, che sono quello che in questo caso introducono la linea mortifera che genera gli astrofagi e porta il non-eroe protagonista ad affrontare il viaggio e il cambiamento che lo porteranno a conoscere un suo corrispettivo a lui così differente ma anche tanto simile.

Grazie a quell’incontro, Project Hail Mary inizia il suo percorso di ricostruzione positiva e produttiva, che lo porta a trasformarsi anche in un moderno E.T. – L’extra-terrestre, perché anche se costruito su due linee temporali [per scoprire piano i pezzetti che hanno portato Gosling a risvegliarsi barbuto nello Spazio], anche se gioca giustamente su gag slapstick molto riuscite e non perde mai la bussola dello svolgimento di una space opera importante, il film di Lord e Miller è un racconto di crescita e di incontro, di accettazione di sé e dell’altro, della nascita di una grande amicizia che è universalmente e non solo individualmente salvifica, soprattutto in un’epoca come quella contemporanea che al contrario incentiva odio e conflitti.

C’è poi un lungo gioco di citazioni più strillate che accrescono il divertimento e che partono dal nome che l’umano dà all’alieno e alla sua lontana compagna: Rocky e Adriana.

A salvare sé stessi e infiniti mondi dovranno provarci un uomo che non è un astronauta ma è costretto a barcamenarsi per tenere in piedi un’astronave e un alieno che sembra un goffo ragnetto fatto di roccia alla guida di una nave interstellare fatta di filamenti estendibili. Un essere che, pur se biologicamente non dovrebbe essere capace di trasmettere emozioni ed empatia, non lo sa e forse per questo riesce a farlo lo stesso.

Luca Ruocco

L’ULTIMA MISSIONE: PROJECT HAIL MARY

Regia: Phil Lord, Christopher Miller

Con: Ryan Gosling, Sandra Hüller, Milana Vayntrub, Ken Leung

Uscita in sala in Italia: giovedì 12 marzo 2026

Sceneggiatura: Drew Goddard [dal romanzo “Project Hail Mary” di Andy Weir]

Produzione: Amazon MGM Studios, General Admission, Lord Miller, Metro-Goldwyn-Mayer, Pascal Pictures, Waypoint Entertainment

Distribuzione: Sony Pictures Italia

Anno: 2026

Durata: 156’

InGenere Cinema

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