Guardare da lontano un film come Goat – Sogna in Grande può inizialmente trarre in inganno. Il nuovo film di Sony Pictures Animation, uno sportivo ambientato in un mondo di animali antropomorfi, può sembrare già dal titolo e dall’evidente gioco di parole in inglese [una capra, goat, che ambisce a diventare il Greatest of All Time] quasi una parodia dei blockbuster animati contemporanei, o quantomeno un prodotto minore destinato a fare da tappabuchi in vista di quel Beyond The Spider-Verse che continua ad essere rimandato e farsi attendere. Questo studio ha però dimostrato più volte di essere tutt’altro che prevedibile, essendo riuscito negli ultimi 10 anni non solo a riabilitare la propria reputazione nel settore, ma anche ad imporsi come uno degli studi di punta grazie anche al rivoluzionario stile a metà fra street-art e fumetto brevettato con Spider-Man: Un Nuovo Universo, collaudato con il suo seguito, consacrato ulteriormente con il successo esplosivo del fenomeno K-Pop Demon Hunters. Goat è un’ulteriore e deciso passo in avanti rispetto a questo filone; la domanda da porsi è dunque se il film sia in grado di reggere il confronto con i suoi compagni di squadra e possa giocare nello stesso campionato.
A cavallo tra Zootropolis e Space Jam, Goat racconta di un mondo popolato esclusivamente da animali
antropomorfi in cui vive la capretta Will Harris, che sin da piccolo sogna di poter giocare a Ruggiball, uno sport simil-pallacanestro dove competono tutti gli animali più feroci del mondo, così da poter un giorno giocare nei Thorns, la squadra del cuore capitanata dal suo idolo Jett Filmore. Nonostante lo scorrere degli anni, Will, ormai un adolescente squattrinato che tira avanti a forza di consegne, non ha mai smesso di allenarsi e di inseguire il suo sogno, apparentemente irraggiungibile per via della stazza risicata. Tuttavia la fortuna bussa un giorno alla sua porta: la manager dei Thorns ha visto Will sfidare [ed essere umiliato] da Mane [Sbrocco in italiano] Attraction, uno degli atleti più forti di Ruggiball, in un video che subito diventa virale. Questo stunt diventa il biglietto d’ingresso della capra all’interno del mondo competitivo del Ruggiball, ma è proprio allora che le cose si complicano. Jett non è intenzionata a dare credito al ragazzo, e la squadra, sgangherata e sul punto di sciogliersi, non è più di tanto amichevole. Soltanto dimostrando di poter essere un valido elemento, oltre che un bravo giocatore, Will può sperare di guadagnarsi la fiducia di Jett, trovare un modo per far riottenere ai Thorns il prestigio perduto, vincere il campionato e conquistare l’artiglio d’oro assieme il titolo di Goat.
È facile intuire il proseguo della storia già da queste semplici premesse. Gli stilemi sono quelli classici di molti film sportivi, soprattutto quelli con protagonista un underdog [o in questo caso “undergoat”] che arriva alla ribalta sfidando un rivale arrogante con l’aiuto di una squadra sgangherata. I beat emotivi sono solidi, seppur prevedibili, e la storia scorre senza troppi intoppi. Forse proprio perché consapevole di non muoversi in acque inesplorate, il film non lascia mai passare troppo tempo tra una scena e l’altra. Sebbene ci sia un giusto equilibrio tra le sequenze in campo e quelle fuori, va detto che il film così non calca mai troppo la mano con le sequenze più lente ed emotive, e quindi evitando di avere momenti che altrimenti sarebbero diventati troppo melensi. Quello che da ulteriore stabilità a questa struttura, oltre al sentito collante da found family che si instaura tra i vari membri del gruppo, è il valore che lo sport può avere per una comunità, cosa rappresenti per l’identità di un gruppo, e come in questo caso il successo di Will diventi un simbolo per la sua comunità. In quest’ottica, Goat, per quanto prevedibile, riesce a dire molto di più che se fosse stata una semplice storia di riscatto personale.
Il look generale è però il motivo per cui Goat riesce davvero a lasciare il segno, grazie ad un comparto audiovisivo decisamente sopra la media. Questo mondo di animali è un caleidoscopio così vivo, denso e pieno di energia da far sembrare Zootropolis quasi un cartone animato di Ralph Bakshi. I personaggi sono animati magnificamente e sono graziati da un character design superlativo, che riesce a valorizzarne le varie caratteristiche degli animali, senza un antropomorfismo spinto e abbracciando la propria identità cartoon. L’illuminazione satura e spesso esagerata, i toni cromatici contrastanti, ma soprattutto le animazioni esasperate e plastiche rendono ogni partita giocata una vera e propria gioia da vedere.
In sintesi Goat è un film che si cura della sua storia quel tanto che basta per non essere insipido, ma mai dando quell’energia creativa che invece regala l’animazione. Le tracce cantate dai vari personaggi del film, aiutano a dare personalità ad un accompagnamento sonoro che si incolla bene al film ma non resta impresso, mentre il doppiaggio in italiano è assolutamente solido.
Goat è dunque un film che, come il suo piccolo protagonista, fa valere i suoi presupposti esili e riesce a fare canestro grazie al suo smisurato carisma e talento. La storia è valida, ma non osa mai davvero uscire dai canoni dei classici film sportivi, mentre l’animazione è un’esplosione d’energia continua che regala momenti di grande intrattenimento, sia per i fan dell’animazione che per i più piccoli. I più grandi magari lamenteranno la mancanza di qualcosa di un po’ più sostanzioso, ma Goat è una più che degna new entry nel catalogo Sony Pictures, sicuramente meno d’impatto di altri prodotti dello studio, ma che si fa amare con il suo evidente cuore e con una personalità impossibili da ignorare.
Giovanni Ardizzone
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GOAT – SOGNA IN GRANDE
Regia: Tyree Dillihay
Con: Lorenzo della Bianca [Will Harris / Caleb McLaughlin ], Laura Romano [Jett Filmore / Gabrielle Union], Beatrice Arnera [Olivia Burke / Nicola Coughlan], Emanuele Durante [Modo Olachenko / Nick Kroll], Davide Albano [Lenny Williamson / Stephen Curry], Massimo Bitossi [Archie Everhardt / David Harbour], Andrea Mete [Mane Attraction / Aaron Pierre], Aurora Cancian [Flo Everson / Jenifer Lewis], Pierluigi Pardo [Chuck / Andrew Santino], Alessandro Florenzi [Rusty / Bobby Lee]
Uscita in sala in Italia: giovedì 12 febbraio 2026
Sceneggiatura: Aaron Buchsbaum, Teddy Riley
Produzione: Columbia Pictures, Sony Pictures Animation, Unanimous Media, Modern Magic
Distribuzione: Eagle Pictures
Durata: 95′
Anno: 2026
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