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UN FILM FATTO PER BENE di Franco Maresco

Franco Maresco è scomparso nel nulla proprio nel momento più burrascoso della lavorazione del suo nuovo film: uno strampalato omaggio all’arte e alla vita di Carmelo Bene. Il produttore Andrea Occhipinti ne ha interrotto le riprese dopo l’ennesimo incidente sul set, che ha coinvolto l’ attore protagonista, cercando anche di dare un definitivo stop agli sprechi produttivi. L’amico Umberto Cantone si mette sulle tracce del regista, tentando di ricostruire l’accaduto insieme a collaboratori e conoscenti, arrivando a creare una sorta di documentario [mockumentary sarebbe ancora meglio] a doppio binario, che da una parte racconta nel modo migliore possibile cosa sarebbe potuto diventare questo nuovo sfortunato film; mentre dall’altro ricostruisce un altro e ben più definito ritratto artistico e personale, quello dello stesso Maresco sparito nel nulla.

Un film fatto per Bene non è e non diventa mai un film su Carmelo Bene. Si tratta di un progetto con finalità differenti, che di sicuro carpisce e utilizza alcuni spunti di/da Bene, ma per raccontare anche e soprattutto l’attuale crisi del cinema, la perdita dell’importanza autoriale all’interno del meccanismo produttivo, e anche la reazione di Maresco a una logica in cui non è si riconosce più e, forse, non si è mai riconosciuto.

Un film fatto per Bene unisce verità, finzione e quel grottesco miscuglio di orrore e comicità che da sempre è alla base dei personaggi di Maresco: spaventosi, commoventi, molto spesso incapaci e fin troppo credibili, proprio perché scelti fra non attori quasi lanciati in scena e fra le fauci del pubblico.

Tra i volti “ritornanti” del cast ritroviamo Francesco Puma o Ciccio Mira, ma il film si innalza attorno a una struttura ambientata nel “Sud del Sud dei Santi”, dove seguiamo a strappi la storia di un San Giuseppe da Copertino [Bernardo Greco] totalmente disadattato, che durante il suo pellegrinare arriva anche a giocare a scacchi con una iconica Morte interpretata da Antonio Rezza: una scena, questa, che rappresenta la sintesi perfetta di come il cinema di Maresco tenda ad unire l’alto e il basso, il profondamente autoriale e il tragicamente popolare.

L’immagine naviga tra formati analogici e digitali, assecondando il proposito decostruttivo dell’autore che gioca all’unica partita meta-cinematografica possibile e credibile, secondo il suo punto di vista: quella che mostra l’impossibilità del gioco stesso, che mostra il giocattolo rotto allo spettatore che deve prendere coscienza della realtà meta-filmica. L’impossibilità, in questo caso, raggiunge ovviamente anche Bene: è impossibile completare un film omaggio come quello che Maresco aveva in mente di dedicargli, forse anche in parte inutile. Allora l’unica cosa possibile è raccontare quella stessa impossibilità, attraverso l’utilizzo di personaggi inservibili, di scene irrecuperabili, di un regista che si sente superfluo e si toglie di mezzo, rimanendo però  presente nel suo film così tanto da diventarne il vero protagonista.

Dopotutto è un film fatto “per” Bene, forse un film dedicato a lui, ma non più su di lui. Sicuramente non fatto bene, anzi rischia di restare un film non fatto.

“Mi si nota di più se finisco il film o se lo lascio incompleto?”, sembra chiedersi il Maresco scomparso, consegnando al Cinema e ai suoi spettatori una grande opera incompiuta, dove Bene appare con pochissimi e brevi estratti di archivio, qualche rimando concettuale, un imitatore, ma dove invece è più semplice trovare Cinico TV [che il vero Bene aveva dichiarato di apprezzare] non solo con ritagli d’archivio, ma anche con nuove scene imbarazzanti, spiazzanti, in un bianco e nero girato in pellicola che gli infonde nostalgia e, ancora una volta, profondità e dramma, in una commedia grottesca che mira sia alle viscere e alla testa.

Il film è distribuito in home video da Plaion Pictures e Lucky Red in un’edizione doppio disco DVD + Blu-Ray con booklet con interviste e pezzi critici. Entrambi i dischi contengono un ricco comparto extra che prevede un trailer; il cortometraggio “Ai rotoli” [firmato insieme a Ciprì, della durata di 6’]; “Rappresaglie” [6’]; “L’uomo che dormiva in piedi”; un breve intervento di Goffredo Fofi a proposito di Franco Maresco; “Una testimonianza di Carlo Verdone”; “I profeti sanno quello che dicono”.

Luca Ruocco

UN FILM FATTO PER BENE

Voto film: 

Voto Blu-Ray:

Regia: Franco Maresco

Con: Umberto Cantone, Francesco Conticelli, Marco Alessi, Bernardo Greco, Francesco Puma, Saverio D’Amico, Toti Mancuso, Giuseppe Lo Piccolo, Riccardo Eggshell, Ernesto Tomasini, Aurora Falcone, Matteo Capogna, Antonino Lo Gelfo, Antonino Lo Verso, Luisa Viglietti, Lorenzo Caracausi, Eliseo Verso, Ciccio Mira, Gino Carista, Melino Imparato, Antonio Rezza

Durata: 114’

Formato:  1080p – 1.85:1 – 16/9 – 25fps / 1.85:1 – 16/9 – 25fps

Audio: Italiano 5.1 DTS-HD Master Audio / Italiano Dolby Digital

Distribuzione: Plaion Pictures [www.plaionpictures.it]

Extra: “Ai rotoli” – cortometraggio di Ciprì e Maresco; Rappresaglie; L’uomo che dormiva in piedi; Goffredo Fofi a proposito di Franco Maresco; Una testimonianza di Carlo Verdone; I profeti non sanno quello che dicono; Trailer

InGenere Cinema

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