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He Read Deep Into The Night / Si immerse nella lettura fino a notte fonda: In arrivo il libro di Peter Greenaway illustrato da Stefano Bessoni

He Read Deep Into The Night / Si immerse nella lettura fino a notte fonda è un progetto editoriale che si muove tra cinema, scrittura e illustrazione.

500 racconti brevi di Peter Greenaway con illustrazioni di Stefano Bessoni.

Tanti racconti brevi, molto brevi, di Greenaway. Racconti assurdi, idee per film mai realizzati, appunti entomologici su un’umanità afflitta dal disagio esistenziale e in preda delle ossessioni. Le storie sono accompagnate dalle illustrazioni di Bessoni. Testo e disegni si intrecciano in un gioco di elementi per il lettore, aprendo una riflessione sul campo di battaglia tra parola e immagine.

Il progetto completo prevede 5 libri, ognuno con 100 racconti e oltre 30 illustrazioni, di formato 17 x 24 cm, da 120 pagine per ogni libro, con copertina rigida.

Il primo libro He Read Deep Into The Night uscirà in Italia a marzo 2026 con Bakemono Lab [www.bakemonolab.it] e a ottobre 2026 in Francia con Dis Voir [www.disvoir.com], che distribuirà il libro internazionalmente, in inglese e francese.

“Negli ultimi cinquant’anni ho raccolto i miei racconti. Si tratta invariabilmente di riflessioni nate da fascinazioni che non hanno mai trovato casa altrove. Spesso sono stati scritti come provocazioni, o idee per film mai realizzati, per progetti incompiuti, suggestioni per dipinti, per il teatro, per mostre o semplicemente considerazioni a sé stanti. Fin dai miei esordi nel cinema ho scritto racconti brevi, anzi molto brevi: a volte due o tre frasi, magari un paragrafo. Sono arrivato a quasi un migliaio di storie e ho la netta sensazione che non smetteranno di aumentare. Alcune hanno trovato la loro strada nei miei primi cortometraggi – storie raccontate direttamente alla cinepresa in H is for House e Vertical Features Remake –, altre sono diventate l’ossatura stessa di un film, come nel caso di Dear Phone. Questi racconti si riversano anche, in modo stravagante, nelle tre ore enciclopediche di The Falls.”, racconta  Peter Greenaway. “Si sono moltiplicati nel tempo, arrivando a toccare quasi tutto ciò che mi interessa. Alcuni soggetti tornano con insistenza: pittori e dipinti, uccelli e storia naturale, anatomia, Roma e i Romani, i Paesi Bassi e gli olandesi. Ricorrono Darwin, Rembrandt ed Enrico VIII. E le storie sulle storie sono infinite. The Cook, The Thief, His Wife and Her Lover è incentrato sulle portate servite durante una cena, mentre un’altra sceneggiatura immagina un vecchio che scrive un centinaio di storie sulle torri di una città – una struttura che mi permette di parlare di morte, perdita, arroganza umana, invecchiamento, mortalità ed eutanasia. Non so ancora se tutto questo approderà mai al cinema. Insieme all’artista, pittore e illustratore Stefano Bessoni, presento oggi una raccolta di questi racconti, accompagnati dai suoi disegni. E così, abbiamo iniziato.”

L’illustratore Stefano Bessoni racconta: “Nel corso degli anni, oltre a guardare e dissezionare ogni opera di Greenaway con un atteggiamento patologico, ho spesso pensato a quelle piccole narrazioni grottesche e spiazzanti, che avevo incontrato per caso tanto tempo fa, dove persone con fissazioni peculiari, zoologi e strambi scienziati, degni dell’Enciclopedia delle Scienze Anomale che sognava Raymond Queneau, si mostrano in tutta la loro testardaggine e fragilità. Sono racconti che fanno pensare a Jorge Luis Borges e Italo Calvino, ma anche, per lo spirito affine, a quelli di Juan Rodolfo Wilcock, surreali, assurdi, colmi di paradossi esistenziali. A volte ho fantasticato di lavorarci, di fare ritratti di quei personaggi che in fondo mi assomigliano tanto, ma è sempre rimasta una fantasia audace, che non ho mai avuto il coraggio di realizzare. Durante i primi scambi di idee per impostare il progetto, sono rimasto molto colpito nel sentire Peter parlare del campo di battaglia tra immagine e testo. Lui sostiene, e io concordo, che il testo ha una libertà che l’immagine non può avere. L’immagine invece tende a fissare un’idea che la parola scritta non ha. Un’immagine stimolata da un testo è diversa per chiunque legga quel testo. Un’immagine da sola non ha questo vantaggio. Per questo motivo, ho deciso di concentrarmi sui protagonisti delle brevi narrazioni, figure che portano nel profondo della loro anima disagi esistenziali, ossessioni, sogni paradossali e di aggiungere alcuni elementi presenti nel testo, senza ambientazioni o contesti specifici. Non volevo cadere in una mera narrazione illustrata, ma trasformare testo, immagini ed elementi grafici in un gioco per il lettore, in modo che possa fantasticare con i pezzi a disposizione, sviluppando un’idea personale. E proprio per non rischiare, credo che molte storie debbano rimanere senza immagini, conservando tutto il mistero evocativo che solo la parola scritta può suggerire.”

Per Domenico De Gaetano: “Sono racconti brevi, talvolta folgoranti, a volte aneddoti e divertissements non più lunghi di un paio di righe. Dissacranti e ironici, dagli esiti beffardi o tragici, scritti in uno stile elegante e distaccato, pieni di paradossi e depistaggi. Ci si possono ritrovare i nonsense di Edward Lear, il realismo magico di Borges, le strutture narrative di Calvino, ma soprattutto la sua voce inconfondibile: il gusto per la classificazione e l’eccesso, l’amore per il linguaggio e per le sue continue reinvenzioni.

Queste brevi storie prendono vita grazie all’incontro con un interlocutore perfetto: Stefano Bessoni. Filmmaker innamorato della stop-motion, collezionista di teschi e insetti, disegnatore di creature poetiche e inquietanti, Stefano è un artista che ha sempre considerato Peter come un maestro. Lo ha studiato, “vivisezionato”, fino a dedicargli una delle sue più riuscite biografie illustrate. Nessuno meglio di lui avrebbe potuto dare un corpo a queste storie e un volto ai personaggi: le sue illustrazioni non li accompagnano semplicemente, li trasformano, li interpretano non solo visivamente ma li forgiano, come fece John Tenniel per Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll. I protagonisti sono disegnati in modo talmente intenso che sembrano in grado di trasformarsi in burattini e muoversi da un momento all’altro.

Così l’universo colto, ironico e bizzarro di Peter si intreccia con le atmosfere cupe e fiabesche di Stefano e il risultato è un dialogo raro, dove testo e immagine si illuminano a vicenda, parola e disegno si arricchiscono reciprocamente dando vita a un’opera che ci permette di attraversare una porta segreta nella biblioteca di Greenaway: un invito a perderci in un labirinto di storie e visioni, dove ogni pagina è una nuova soglia da varcare per renderci partecipi della sua travolgente immaginazione.

L’aspetto più divertente è il gusto per il paradosso: Peter afferma che il cinema è morto eppure continua a fare film, sostiene che gran parte dei film non è altro che testo illustrato mentre le potenzialità del cinema dovrebbero essere in mano ai pittori e non agli scrittori. Stefano ha trasferito nelle illustrazioni e nei suoi burattini la sua passione per le immagini in movimento. E allora, sotto molti aspetti, anche questo libro è cinema: un cinema fatto di carta e d’inchiostro, di linee e di parole, di visioni che scorrono non sullo schermo ma tra le pagine. Un film da leggere, un racconto da guardare.”

Peter Greenaway è nato in Galles e ha studiato a Londra. Si è formato come pittore per quattro anni e ha iniziato a realizzare i propri film nel 1966. Ha continuato a realizzare cinema in una grande varietà di modi, cosa che ha influenzato anche la realizzazione di molte installazioni per il Palazzo Fortuny di Venezia, la Galleria Joan Miro di Barcellona, il Boymans-van Beuningen Museum di Rotterdam, il Louvre di Parigi, il Rijksmuseum di Amsterdam, l’Hoffburg di Vienna, la Pinacoteca di Brera di Milano e l’Armory di New York. Ha collaborato con i compositori John Cage, Philip Glass, Michael Nyman, Wim Mertens, Louis Andriessen, Goran Brekovic, Giovanni Sollima, David Lang e Marco Robino, e ha girato il mondo con il suo Tulse Luper Suitcases VJ Show. È stato spesso selezionato per i Festival di Cannes, Venezia e Berlino, ha pubblicato libri e, molte volte in collaborazione con Saskia Boddeke, ha scritto per teatro, opera e installazioni video.

Il suo primo lungometraggio, The Draughtsman’s Contract, del 1982, ha ricevuto molti consensi dalla critica, consacrandolo a livello internazionale come uno dei registi contemporanei più originali e importanti, una reputazione consolidata dai film The Cook, the Thief, his Wife & her Lover e The Pillow Book e più recentemente da Goltzius and Pelican Company e Eisenstein in Guanajuato. Nel 2006, Greenaway ha iniziato una serie di installazioni video digitali, Nove dipinti classici rivisitati, con la sua esplorazione della Ronda di Notte di Rembrandt al Rijksmuseum di Amsterdam, L’Ultima Cena di Leonardo da Vinci nel refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano e Le Nozze a Cana di Veronese, sull’isola di San Giorgio a Venezia.  I film attualmente in produzione per il 2024 e oltre sono Walking to Paris, la trilogia di Eisenstein all’estero, Le nozze di Cristo e Lucca Mortis. A Greenaway sono stati stato assegnati molti titoli honoris causa dalle Università di Edimburgo, Bucarest, Southampton e Utrecht.

È stato insignito di un CBE nel 1990, il titolo di Commendatore della Legion d’Onore nel 2013 e un BAFTA nel 2014 per i servizi resi al cinema.

Stefano Bessoni è un filmmaker, scrittore, illustratore e animatore, appassionato di entomologia, anatomia, fiabe e storia della scienza. La sua poetica si immerge nel concetto di wunderkammer e si nutre di suggestioni macabre che richiamano il Perturbante. 

Ha studiato pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Dopo i film Frammenti di scienze inesatte, Imago Mortis e Krokodyle, ha iniziato a raccontare le sue storie con libri illustrati e si è avvicinata al cinema di animazione stop-motion, rimanendone folgorato. Crede fermamente nel cinema come forma di espressione e nella politica dell’autore. I suoi principali punti di riferimento sono Peter Greenaway, i Quay Brothers e Jan Švankmajer.

È stato insegnante di regia cinematografica per molti anni e oggi è coordinatore e docente del corso triennale di illustrazione e animazione di IED Roma e insegna illustrazione, animazione in stop-motion e puppet making alla Scuola Holden di Torino.

Ha pubblicato molti libri illustrati, che spaziano dalle fiabe alle biografie di personaggi famosi come Charles Darwin e Cesare Lombroso, fino a racconti originali legati alla wunderkammer e alla creazione dell’homunculus alchemico. Nel 2023 ha realizzato una biografia illustrata di Peter Greenaway, che ha fatto nascere la collaborazione per il progetto He Read Deep Into The Night.

Non esclude di tornare un giorno a fare film, magari riuscendo a ibridare il linguaggio del cinema con altre forme di espressione, mescolando animazione, illustrazione e riprese con attori.

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