Lo scorso 16 dicembre, presso il Teatro Argentina di Roma, si è tenuta la presentazione dell’ultima fatica di Maria Procino dal titolo Se ti parlo, mi parlo – Eduardo e Luca De Filippo lettere [1949-1979], edito da Guida Editori.
Tra le migliori archiviste che possiamo vantare in Italia, Procino, profonda conoscitrice dell’arte della famiglia De Filippo, nonché amica intima della stessa, dopo aver studiato ed esaminato la fitta corrispondenza tra un padre e un figlio, Eduardo e Luca de Filippo, con il contributo della Fondazione De Filippo, pubblica il prezioso carteggio tra i due. Un lavoro importante innanzitutto perché attraverso queste lettere ci vengono mostrati un uomo che, in quanto padre, ama profondamente suo figlio, scrivendogli telegrammi e lettere fin dalla sua nascita; e un figlio che, acquisite le capacità di scrittura in età infantile, gli risponde, dando vita ad un rapporto epistolare che farà storia, per quanto raro, commovente e autentico.
Se ti parlo, mi parlo – Eduardo e Luca De Filippo lettere [1949-1979] comprende la corrispondenza compresa appunto tra il 1949, anno di nascita di Luca De Filippo, e il 1979.
È sorprendente l’intensità emotiva insita in questo carteggio, in cui Eduardo mostra tutta la sua sensibilità nei confronti di un figlio a cui spesso si rivolge chiamandolo “amico figlio”, interpretando il loro rapporto non solo come un rapporto filiale intenso e amorevole, ma anche come un rapporto tra due uomini che si vogliono bene, un bene sincero, che si stimano e si rispettano, assolutamente complici e che si sostengono a vicenda l’uno con l’altro, nella vita di tutti i giorni e sul lavoro. Si assiste alla crescita di Luca, da bambino affettuoso a ragazzo adolescente con le debolezze tipiche giovanili, a cui sta molto stretta la vita in collegio a Salerno, fino a ritrovarlo uomo maturo, con un’enorme riconoscenza nei confronti di un padre/amico che è stato il suo più grande sostenitore, nella vita e sulla scena.
Quanta tenerezza in queste lettere dove Eduardo, che siamo abituati a considerare come un uomo deciso e autorevole, esprime la sua fragilità ma soprattutto la sua dolcezza, nonché la preoccupazione costante che ogni genitore ha verso il proprio figlio, spronandolo a non lasciarsi affondare dalla tristezza e dalla frustrazione per la vita in collegio, ma a portare pazienza e avere costanza nello studio per concludere la sua carriera scolastica così sofferta, e iniziare un percorso artistico che gli prospetta come vincente.
Luca non è da meno, e, a parte chiedere “qualcosa di soldi” al padre, gli conferma il suo amore, esprimendo una certa nostalgia di casa e per i momenti passati vissuti insieme e, in quanto “amico” di suo padre, lo incoraggia nell’affrontare la messa in scena dei suoi nuovi spettacoli.
Luca e Eduardo si prendono cura l’uno dell’altro, in particolar modo dopo la morte di Luisella, avvenuta il 5 gennaio 1960, secondogenita di Eduardo e di Thea Prandi, madre di Luca, che morirà un anno dopo.
C’è anche molta ironia in questa corrispondenza, in cui Eduardo e Luca giocano a sfottersi, dimostrando ancora una volta quanto siano complementari: l’uno la costola dell’altro.
Procino si cimenta in un lavoro certosino, preciso e faticoso per la sua attività di archivista; un lavoro che richiede, tra le altre cose, una sensibilità acuta che ogni buon archivista dovrebbe avere, e che le ha permesso di pubblicare scritti e dirigere lavori in ambito sempre impeccabili.
Se ti parlo, mi parlo – Eduardo e Luca De Filippo lettere [1949-1979] è un volume che emoziona e che permette al lettore di entrare all’interno di un rapporto intimo tra due artisti riservati, che non hanno però imbarazzo nell’esprimere i propri reciproci sentimenti, e che non posso fare a meno l’uno dell’altro.
Gilda Signoretti
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SE TI PARLO, MI PARLO – EDUARDO E LUCA DE FILIPPO LETTERE [1949-1979]
Autore: Maria Procino
Editore: Guida Editori [www.guidaeditori.it]
Pagine: 184
Illustrazioni/Foto: Si
Costo: 20 euro
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