Come ormai da tradizione [una tradizione che noi di InGenereCinema.com amiamo e seguiamo fin dall’inizio], anche lo scorso anno editoriale si è chiuso con un nuovo volume a fumetti edito da Lo Scarabeo che, firmato alla sceneggiatura da Marco Cannavò, ripropone un classico dell’horror gotico internazionale.
Negli archivi della nostra gazzetta troverete le recensioni dei volumi precedenti che, finora, avevano presentato oscure versioni a fumetti, disegnate dal maestro Corrado Roi, di Dracula, Frankenstein e Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde.
Le regole d’ingaggio del progetto, chiare sin dal primo esperimento, vogliono un’assoluta libertà di azione su entrambi i lati creativi e hanno portato storie universali e personaggi iconici a trasformarsi in qualcosa di inatteso e unico, pur rimanendo almeno in parte ciò che conosciamo e che fa parte di un bagaglio comune del fantastico davvero consolidato. Un progetto tagliente e coraggioso.
L’uscita d’autunno 2025 vede ancora una volta Cannavò alla scrittura, ma presenta un cambio sia nella struttura che nel reparto disegno. Due cambiamenti collegati, visto che il nuovo volume – dedicato a Edgar Allan Poe – è un antologico di storie brevi, esattamente cinque, ognuna ispirata a un racconto dello scrittore di Boston.
Roi non abbandona la nave, anzi, apre il viaggio insieme a Cannavò con una macabra visione de “La caduta della casa degli Usher”, ma a lui si affiancano Francesco Biagini, Michele Penco, Francesca Ciregia e Giulia Francesca Massaglia, per dare forma e luci rispettivamente a “Discesa nel Maelström”, “La sepoltura prematura”; “Berenice”; “Il gatto nero”. Tutto questo è Edgar Allan Poe – Cinque passi nell’incubo, antologia che nel titolo cita classici del cinema fantastico come I tre volti della paura [Mario Bava, 1963] o film come I tre volti del terrore [Sergio Stivaletti, 2004].
Come ormai da pratica più che collaudata, lo sceneggiatore prende i testi del maestro della paura e se ne serve a piacere, trasformando i racconti in storie brevi [18 o 20 tavole in media, e 28 per quella di Roi] in cui focalizza la sua attenzione su un particolare momento fra quelli descritti da Poe, o utilizza l’idea di partenza per poi allontanarsi e realizzare storie che, in molti casi all’interno di questa antologia, ricordano per le soprese nascoste nei twist narrativi, quelle raccolte in magazine dell’orrore a fumetti come i nostri classici Splatter e Mostri.
Gli stili grafici sono, chiaramente, molto differenti l’uno dall’altro, ma anche questa alternanza di tratto, di ombre, di inquadrature e recitazione, rendono affascinante il viaggio proposto da Cannavò e squadra. Trattandosi di un’antologia, come è giusto che sia, ogni storia avrà presa e riuscita differente per ogni fruitore, sia per quanto riguarda l’adattamento narrativo che per la sua realizzazione in immagini. Cosa, questa, che può essere letta come un punto a favore o a sfavore rispetto ai titoli precedenti con un’unica storia lunga. La scelta starà, come sempre, a voi lettori, ma il consiglio che vi diamo è quello di continuare a prestare attenzione a questi horror de Lo Scarabeo.
Tornando a Poe, a Corrado Roi, ad esempio, spetta il momento più cupo e mortifero del volume, una storia nera in cui passato, rimpianti, desiderio e una sessualità innaturale si trasformano in un horror familiare fatto di tristezza e decadenza. I suoi personaggi, le sue scenografie, sono quasi fantasmatiche, spettrali. Visivamente di certo la storia più spaventosa e emotivamente “pesante”.
La storia disegnata da Biagini regala il primo importante cambio grafico, non solo per il tratto differente dell’autore [che come il primo predilige i neri avvolgenti, ma ha uno stile meno rarefatto], ma anche per l’organizzazione stessa delle vignette nelle tavole e, quindi, per il montaggio della storia. Diverse grandi illustrazioni [potremmo vederle quasi tutte come splash page] e mostri marini davvero impressionanti.
La sepoltura prematura è forse la storia più gradevole dal punto di vista narrativo, perché dosa molto bene il materiale originale e la riscrittura, come fa con l’horror paranoico e la commedia nera, e la recitazione dei personaggi affidati alla matita di Penco reggono il gioco allo sceneggiatore davvero bene.
A Ciriegia spetta un’altra storia in cui eros e thanatos giocano con la vita di due innamorati. La protagonista ha il gradevole aspetto della Isabelle Adjani del Nosferatu – Il principe della notte di Herzog. Il finale riporta proprio tra le pagine di quei magazine dell’orrore a cui facevamo riferimento poco fa. Così come succede nella rielaborazione del racconto più conosciuto di Poe, “Il gatto nero”, disegnato da Massaglia che riesce a dare corpo in modo davvero convincente alla violenza, alla tossicità, all’ossessione e poi, finalmente, al castigo. Oltre che a un bellissimo persiano dal manto corvino.
Un bell’omaggio agli scritti di Poe, ma anche un modo per farli sentire vivi e attuali, magma lucente da cui trarre ispirazione per altre storie, un po’ come era successo qualche anno fa, per il cinema indipendente, con i lungometraggi collettivi della serie P.O.E. guidati da Domiziano Cristopharo.
Come sempre grande formato e cover rigida. Chiude il volume un focus sullo scrittore firmato da Claudio Dell’Orso.
Luca Ruocco
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EDGAR ALLA POE – CINQUE PASSI NELL’INCUBO
Autori: Marco Cannavò, arte di Corrado Roi, Francesca Ciregia, Giulia F. Massaglia, Francesco Biagini, Michele Penco
Editore: Lo Scarabeo [www.loscarabeo.com]
Pagine: 112
Illustrazioni/Foto: Sì
Costo: 28,00 euro
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