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28 ANNI DOPO – IL TEMPIO DELLE OSSA di Nia DaCosta

Gli Amici dell’Horror che seguono con costanza la nostra Gazzetta sanno che 28 anni dopo è stato per noi, in un’annata davvero ricca di titoli riusciti e interessanti per il nostro Genere preferito, il miglior horror del 2025.

Il nuovo anno vede la sua alba horror proprio con il sequel diretto del film di Boyle, 28 anni dopo – Il tempio delle ossa, quarto capitolo della saga che ha reso contemporaneo il cinema degli infetti, conducendoci, passo dopo passo, anno dopo anno, alla saga cult di The Walking Dead. Ma ci arriviamo.

Il tempio delle ossa, vera e propria seconda parte di 28 anni dopo, passa in mano a Nia DaCosta [Candyman, 2021], e riprende la storia quasi dal punto esatto in cui si era interrotta, quindi con l’ingresso obbligato del giovane Spike [Alfie Williams] nel clan di sir Jimmy Crystal [Jack O’Connell] e dei suoi Jimmy, che lo avevano salvato dall’aggressione di un gruppo di infetti per condannarlo a un inferno ancora più oscuro. I Jimmy, infatti, seguendo i vaneggiamenti del loro leader che si professa figlio legittimo di Satana, vanno alla ricerca di piccoli gruppi di sopravvissuti con gli unici fini di torturare e uccidere, per poi riprendere il sanguinoso vagabondare.

Questa è la prima delle due linee narrative che costituiscono l’intero corpo filmico de Il tempio delle ossa, e che poi andrà a collimare con l’altra per un finale scoppiettante. Parallelamente alla vicenda di Spike e dei Jimmy, DaCosta torna a trovare il dottor Ian Kelson [un Ralph Fiennes in grandissima forma] per permetterci di osservarlo in modo molto più lungo e ravvicinato. Il gigantesco memento mori che costruisce incessantemente e che ha avuto importanza fondamentale nel processo di accettazione della perdita che Spike ha dovuto vivere nella prima parte dell’avventura, svelerà le radici che lo legano al medico, ma diventerà anche location di un momento di vero e proprio show, esagerato ed emotivamente assai leggero, che quasi si trasforma in un monumentale omaggio agli Iron Maiden e alla loro “The Number of the Beast”. Prima dell’arrivo dei Jimmy, la storyline di Ian Kelson mostra il rapporto che il medico crea con quello che battezza come Samson [Chi Lewis-Parry], un grosso infetto alpha che inizia a rispondere positivamente a una strana terapia fatta di morfina e umanità. Come già successo nel capitolo precedente, anche questi nuovi piccoli passi all’interno del cammino evolutivo della figura degli infetti sarebbero ben integrabili [e in qualche modo specchiati] a quelli compiuti dai living dead romeriani all’interno della loro saga cinematografica e poi fra le pagine del romanzo postumo.

28 anni dopo – Il tempio delle ossa ha un’anima più sottile e un corpo filmico più piccolo rispetto al suo predecessore. Sicuramente più riuscito e a fuoco, per quanto riguarda la piacevolezza dell’intrattenimento, rispetto a come era stato 28 settimane dopo rispetto a 28 giorni dopo, ma il progetto sembra voler rinunciare di colpo ad un’aura autorevole, al suo lirismo, per trasformarsi, appunto, in un horror piacevole ma ludico.

A livello registico si perde quell’autorialità forte che aveva segnato il ritorno di Boyle all’interno della saga. Nonostante anche in questo caso si rimanga su buoni livelli, la differenza è purtroppo evidente. Le scelte visive più eclatanti sono poco più che trovate [primi piani in movimento sull’infetto protagonista e, per la prima volta, il punto di vista degli ammalati dal virus della rabbia].

Anche la storia sembra voler diventare più contenuta, facilmente digeribile e, anche se a firmarla è sempre Alex Garland, non può non saltare all’occhio un movimento narrativo di avvicinamento a un buonissimo prodotto televisivo. Ritorniamo al The Walking Dead che avevamo evocato all’inizio e che, oltre ai film di Romero, deve molto [anche per struttura del racconto e del suo incipit] al mondo creato da Garland e Boyle. Ebbene, in questo caso è Il tempio delle ossa che sembra voler apparentarsi alla saga di Frank Darabont e Robert Kirkman, ad esempio con una somiglianza marcata tra il funzionamento del clan di Negan [nella serie] e di Jimmy [nel film].

Sulla chiusa, che ancora una volta lascia aperto un portone, l’atteso ritorno a casa di Cillian Murphy.

Lo ribadiamo, si tratta di intrattenimento riuscito, ma stavolta solo di questo, e non si va sopra la sufficienza.

Luca Ruocco

28 ANNI DOPO – IL TEMPIO DELLE OSSA

Regia: Nia DaCosta

Con: Alfie Williams, Aaron Taylor-Johnson, Ralph Fiennes, Jack O’Connell, Erin Kellyman, Chi Lewis-Parry, Emma Laird, Maura Bird, Cillian Murphy

Uscita in sala in Italia: giovedì 15 gennaio 2026

Sceneggiatura: Alex Garland

Produzione: Columbia Pictures, British Film Institute, DNA Films, Decibel Films, TSG Entertainment, Sony Pictures Releasing

Distribuzione: Eagle Pictures

Anno: 2026

Durata: 109’

InGenere Cinema

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