Ne La grazia di Paolo Sorrentino seguiamo le vicende di un Presidente della Repubblica Italiana, Mariano De Santis [Toni Servillo] giunto allo scadere del suo mandato. Mariano è conosciuto da tutti come un uomo tutto d’un pezzo, giurista integerrimo, con doti di mediazione e oratoria che solo gli uomini della prima repubblica erano stati capaci di avere.Egli è incapace di essere al centro dei gossip e dei fenomeni da social network, come quei politici con vizi tanto innocui da farli sembrare o inumani o nella migliore delle ipotesi profondamente noiosi.
“Cemento armato” così lo definisce la sua vecchia e sfrontata amica Coco Valori [un’eccelsa Milvia Marigliano] che rappresenta il suo esatto contraltare, sempre dietro all’arte e agli artisti, sempre sfrontata nei confronti di tutti, potenti o meno, incapace di mettere filtri tra i pensieri e la sua lingua.
Un Presidente della Repubblica è pur sempre un politico, vale a dire un uomo capace di custodire dentro di sé tremendissimi segreti non solo circa le vicende di palazzo ma anche e soprattutto nei confronti della sua vita privata. Come la presunta ma mai confermata relazione extraconiugale, avvenuta in gioventù, tra la ormai defunta moglie di Mariano e il Ministro di Grazia e Giustizia Ugo Romani [Massimo Venturiello] che lo getta sempre nello sconforto; oppure la sua incapacità di prendere una decisione netta, che possa scontentare una parte di opinione pubblica ma che sia determinante per il progredire dello stato di diritto.
Ci sono due grossi quesiti a cui Mariano deve dare una risposta chiara, senza sotterfugi, prima di lasciare definitivamente il Quirinale.Il primo è decidere non solo come giurista, quindi in base agli atti, ma soprattutto come uomo, di chi accogliere la domanda di grazia, tra le due presentategli; il secondo è decidere se firmare la legge sull’eutanasia, la tanto agognata legge sul fine vita.
Il film sostanzialmente ruota su questi temi spinosi e ricorrenti che fanno da “forza gravitazionale” che tiene unito il micro cosmo creato da Sorrentino.
Per fortuna questo film prende le dovute distanze da altri suoi lavori molto ricchi di estetica e di narcisismo ma sempre ambientati nel mondo della politica come ad esempio ne Il Divo e Loro.
Forse per la prima volta ci si sofferma meno sull’estetica pop dei personaggi [anche il regista non ci rinuncia del tutto, vedi la presenza di Gué Pequegno] e del loro proverbiale narcisismo e di più su tematiche di fondo esistenziali come dare una risposta alla difficile domanda: “Di chi sono i nostri giorni?”
Forse per la prima volta ci si sofferma meno sull’estetica pop dei personaggi [anche il regista non ci rinuncia del tutto, vedi la presenza di Gué Pequegno] e del loro proverbiale narcisismo e di più su tematiche di fondo esistenziali come dare una risposta alla difficile domanda: “Di chi sono i nostri giorni?”
Presentato in anteprima alla 82esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e vincitore della Coppa Volpi per l’interpretazione di Toni Servillo, La grazia come dicevamo si presenta come un’opera compatta e senza troppi vezzi estetici a cui Sorrentino ci ha abituato e che nel tempo sono divenuti la sua cifra stilistica.Si esce dalla sala ancora più dubbiosi circa le proprie convinzioni su tematiche come il fine vita e con tanti argomenti, che poi sono quelli di Mariano, su cui riflettere.
Ovviamente si tratta sempre di un film di Sorrentino: la sua mano è riconoscibilissima, con quelle sue stranezze tipo un Papa di colore con i rasta e l’orecchino, sopra le righe ma con un punto di vista e una sensibilità molto fine su certe tematiche, che sono presenti e fanno sorridere un po’ lo spettatore.
Forse il regista sta virando verso tematiche sociali, tentando nuove strade, nuovi percorsi esplorativi, o magari è semplicemente lui che si diverte, come sempre, a provocare e dividere l’opinione pubblica e la critica, che si scervella – a volte senza troppo senso – nel cercare una logica nei suoi film. Si ha la sensazione che sia più lui a divertirsi a guardare le nostre reazioni piuttosto che noi a tentare di seguire i suoi ragionamenti per immagini.Paolo Corridore
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LA GRAZIA
Regia: Paolo Sorrentino
Con: Toni Servillo, Massimo Venturiello, Milvia Marigliano, Anna Ferzetti
Uscita in sala in Italia: giovedì 15 gennaio 2026
Uscita in sala in Italia: giovedì 15 gennaio 2026
Sceneggiatura: Paolo Sorrentino
Produzione: The Apartment, Numero10, PiperFilm
Distribuzione: Piper film
Anno: 2025
Durata: 2h 13’
InGenereCinema.com Gazzetta del Cinema e della Cultura Horror, del Fantastico, del Bizzarro e dello Straordinario
