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INTO THE LABYRINTH – The Art of Giorgio Finamore

Giorgio Finamore è un artista con una visione precisa e ben riconoscibile, che negli anni si è evoluta molto e si è allargata passando dall’illustrazione semplice a quella digitale, realizzata anche attraverso l’utilizzo di modelle e scatti fotografici di partenza su cui poi lavorare; ma ha anche sconfinato nella scultura.

Su InGenereCinema.com siamo sempre felici di ospitare i suoi lavori e negli anni passati abbiamo avuto modo di parlare di Biomechanical Circus, uscito nel 2012 per la Logos [https://www.ingenerecinema.com/2012/10/16/biomechanical-circus-di-giorgio-finamore/], e di  Inner Oz – Dorothy’s Nightmare [https://www.ingenerecinema.com/2016/12/28/inner-oz-dorothys-nightmare-giorgio-finamore/]. Ma l’attenzione che abbiamo dedicato a Finamore non è mai scemata, visto che da molti anni è ormai il copertinista dei saggi e delle raccolte di racconti della Weird Book e, di conseguenza, anche delle illustrazioni di copertina del DVD e del libro del nostro Il Giro dell’Horror.

Siamo chiaramente di parte, ma vi invitiamo a saggiare con mano, se non credete alla nostra buonafede, quando scriviamo che il suo nuovo e immenso catalogo Into the Labyrinth – The Art of Giorgio Finamore, pubblicato proprio dagli amici di Weird Book, è un volume preziosissimo, che raccoglie e testimonia proprio la poetica di Finamore, mostrando anche il momento di passaggio dall’illustrazione semplice a quella digitale con base fotografica e che nel volume declina per tematiche, organizzando delle sorority allo stesso tempo sensuali e inquietanti, conducendo il fruitore da capitolo all’altro, da un argomento all’altro, attraverso una serie di tavole ipnotiche. Per l’autore è un labirinto, in cui perdersi, ma potrebbe trattarsi anche di una struttura infernale a gironi.

L’artbook con cover cartonata e buona grammatura della carta, rappresenta un’immersione importante e totale nel mondo oscuro e stupefacente di Finamore, illustratore e grafico nato a Venezia nel 1975, rappresentate di un Genere che è stato correttamente definito come “Gotico Postmoderno”.

Nelle 280 pagine raccolte al suo interno, Finamore conduce il fruitore in un viaggio immaginifico di trent’anni di studi, esperimenti e realizzazioni, iniziando ovviamente dalle prime tavole con disegni in bianco e nero, realizzati soprattutto con ballpoint pen a inchiostro nero. Fra queste, l’autore stesso punta il fuoco su un suo personale omaggio a “L’incubo” di Johann Heinrich Füssli: oltre che un disegno celebrativo nei confronti di un autore e di un’opera apprezzati, di certo anche una messa a punto importante per cominciare a settare temperatura e atmosfera di un mondo notturno, erotico e spaventoso, mai più abbandonato.

Ai disegni in bianco e nero appartiene anche la sezione “Asphyxia”, in cui Finamore inizia a sperimentare  su strani ibridi fra costruzioni ed esseri viventi, qualcosa che poi tornerà in “The Cult”, uno dei capitoli conclusivi del viaggio: solo che nel primo caso si tratta di creature-industria tristi, incattivite e velenose; in “The Cult”, invece troviamo templi, palazzi e dimore femminili, sicuramente sacre e accoglienti.

“L’atmosfera è sospesa tra il gigeriano e la performance da body art.”, scrivevamo oltre 10 anni fa parlando del circo biomeccanico di Giorgio Finamore. Riferimenti che rientrano tranquillamente anche fra quelli che hanno portato alla realizzazione di Into the Labyrinth, ma qui la ricerca di Giorgio si concentra sul femminino, sulla creazione certo, quindi sulla vita, ma inevitabilmente anche sul lato opposto e più oscuro della medaglia, e quindi sulla Nera Signora.

Dal momento in cui il volume passa a catalogare in capitoli le elaborazioni fotografiche post-prodotte e ridisegnate con pittura digitale [i titoli sono organizzati per generi come “Aliena”, “Divinity”, “Demoniaca”, “Insecta”, “Animalia”, “Angel”…], il maschile scompare quasi completamente dal catalogo, ritornando in un’unica tavola nel capitolo “Blood”, con un ritratto di Vlad Tepes a far da sponda a due illustrazioni fatali e magnetiche della Contessa Bathory e di Salomè.

Il “femmineo” ibridato agli argomenti cardine della poetica di Finamore [il gotico postmoderno e l’incubo], ritorna ossessivo di tavola in tavola, scomponendosi e ricomponendosi. Mostrandosi talvolta in ravvicinati primi piani, ma più spesso in mezzibusti e figure intere, talvolta in piccoli gruppi. I nudi sono frequentissimi, ma con corpi che assecondano la tematica del capitolo che li accoglie attraverso mutazioni sci-fi o da elegante body horror: prolungamenti ossei che sostituiscono o accrescono enormi copricapi, deformità che diventano ornamenti fisici che a-normalizzano la protagonista di turno, spesso ritratta in compagnia di animali [gatti e rettili, in particolare], o di gotici compagni come corvi, serpenti e teschi.

Finamore non dimentica nemmeno di dire la sua sul mondo marino [“Under Water”], proponendo personali e carnali sirene con code da ippocampo o tentacoli da piovra, o su quello vegetale [“Florealia”], come se stesse lavorando alla catalogazione per un moderno e orrorifico trattato di Storia Naturale.

La costante, sempre avvolgente e inquietante, è lo sguardo delle protagoniste [forse lo stesso dell’autore] che di tavola in tavola fissano il fruitore costantemente negli occhi, con ferma fierezza.

Il volume Weird Book è arricchito dalla prefazione di Paolo Di Orazio, e dalla sezione “Letters From Outer Space” con contributi di scrittori e artisti con i quali Finamore ha collaborato nel corso del tempo: Sergio Stivaletti, Danilo Arona, Luigi Boccia, Nicola Lombardi, Giada Cecchinelli, DustyEye, Alberto Lavoradori e Massimo Perissinotto.

La Prima Edizione Limitata di Into the Labyrinth conta 250 esemplari numerati e autografati.

Luca Ruocco

INTO THE LABYRINTH – The Art of Giorgio Finamore

Autori: Giorgio Finamore

Editore: Weird Book [www.weirdbook.it]

Pagine: 282

Illustrazioni/Foto:

Costo: 39,90 euro

InGenere Cinema

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