Ormai quasi 10 anni fa, arrivò in sala un film horror che mescolava in maniera riuscita slasher, paranoia movie e un dramma assai serio sulle problematiche teen. Il film era It Follows di David Robert Mitchell, che era in pratica basato su una sorta di maledizione che si trasmetteva attraverso il sesso. Un morbo che passava di giovane in giovane che, in quel caso, non si palesava attraverso sofferenza o malessere fisici, ma con sintomi ben più inquietanti che avvicinavano il film a una ghost story.
Il fumetto di cui vi parliamo oggi, il Black Hole di Charles Burns, si basa ugualmente sulla prima delle “regole per sopravvivere in un film horror” elencate nel cult di Wes Craven Scream [1996]: “non fare sesso”. Contrariamente a quanto accadeva nel film di Mitchell, però, la scoperta del piacere sessuale conduce i giovani protagonisti di Black Hole proprio a del male corporale che si concretizza in assurde e incontrollabili trasformazioni. Mutazioni fisiche tutte differenti l’una dall’altra e tutte irreversibili, che trasformano per sempre anche lo status quo degli ammalati, relegandoli per sempre ai bordi di una società che non accetta il diverso.
Il lavoro di Burns racconta l’orrore di una malattia sessualmente trasmissibile, conosciuta come “Bug” o “piaga adolescenziale”, attraverso una miniserie di 12 numeri, uscita in Italia con Coconino Press nel 2007 e ora tornata in libreria nel volume 7 della collana Tascabili Coconino, di cui vi parliamo fin dal primo numero. Coma al solito, in versione contenuta sia per dimensioni che per prezzo!
La storia è ambientata nella periferia di Seattle nella metà degli anni settanta, durante un’estate che segnerà per sempre la vita di un gruppo di adolescenti della classe media statunitense: Chris, Rob, Keith ed Eliza. L’autore ci offre un’introduzione generale al momento e allo strato sociali che ha intenzione di analizzare approfonditamente nelle oltre 360 tavole in bianco e nero, che alternano realtà sofferente, giovinezza tormentata, mutazioni da body horror e momenti onirici.
Chris contrae il morbo da Rob, uno studente molto popolare nella scuola che non riesce a informarla esplicitamente della sua condizione di infetto, pensando che la giovane abbia intuito tutto da sola e deciso di andare ugualmente avanti. Parallelamente, Keith si abbandona placidamente alla malattia dopo aver conosciuto Eliza, magnetica donna con la coda incontrata nell’abitazione di un amico spacciatore, che presto diventa per lui una dolce ossessione, tanto da non considerare affatto le conseguenze della loro unione.
Black Hole è il ritratto di una generazione senza bussola e senza paracadute; il “buco nero” raccontato da Burns è quello che ogni persona attraversa durante l’adolescenza, quando le false sicurezze dell’infanzia vengono pezzate dal passaggio obbligato a un altro livello di esistenza e di realtà. Il passaggio all’età adulta, però, prevede sempre il pagamento di un pegno: la perdita dell’innocenza e una mutazione reale che non è mai soltanto fisica.
Burns racconta tutto questo con l’utilizzo di un bianco e nero assai marcato, che non ammette zone grigie, così come l’adolescenza non fa sconti, da vero passaggio impietoso a un livello liminale in cui l’individuo costruisce un nuovo esoscheletro per rapportarsi in modo del tutto nuovo con la società.
La paura di diventare altro da sé, attraverso la scoperta del sé e del sesso, viene esposta in maniera esplicita, ma non senza un velo di simbolismo, che deriva dall’estrema sensibilità dell’autore. Questo secondo livello richiede una lettura altrettanto poetica, per consentire l’attraversamento avanti e indietro dei livelli di realtà messi insieme mescolando reale e sogno, sofferenza della malattia e vigorosità del desiderio. Ritrovando pezzi di vita, smarrimenti e timori che il lettore, così come l’autore, avrà sicuramente condiviso con i giovani protagonisti di Black Hole.
Dal punto di vista strettamente orrorifico, le mutazioni ideate da Burns sono ripugnanti ma affascinanti, organiche, e si sviluppano nell’arco della storia diventando quasi metafora del carattere o del destino dei giovani che saranno costretti a vestirle: oltre alla sensuale coda, una fessura/seconda bocca sul collo che di note sussurra verità oscure o una pelle che ha bisogno di rinnovarsi attraverso una muta da rettile.
L’incubo da body horror, già eco di uno reale, in uno strano [doppio]gioco di specchi torna a travasarsi nel reale attraverso il sangue e la violenza. E il cerchio [nero] si chiude.
Luca Ruocco
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BLACK HOLE
Autori: Charles Burns
Editore: Cononino Press [www.coconinopress.it]
Pagine: 368
Illustrazioni/Foto: Sì
Costo: 14,60 euro
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