Ruggero Deodato ci ha lasciati all’età di 83 anni.
Un grande uomo di cinema che, anche se non amava essere etichettato come regista horror, di certo ha fortemente influenzato il genere orrorifico, anche quello contemporaneo. La sua fama internazionale, infatti, è legata stretta a un film del 1980 e alle polemiche scatenate dalla sua uscita. Si tratta di Cannibal Holocaust, pellicola che giocava in maniera intelligente – e con decine di anni in anticipo su quanto sarebbe successo in futuro – con lo storytelling da falso documentario, mescolando con l’esperienza di un abile illusionista il reale con la finzione. Una ricetta così funzionale a livello visivo, narrativo [e di marketing] che riuscì a fruttare al regista una condanna a quattro mesi di reclusione – con la condizionale – per aver dato vita “a un’opera contraria al buon costume e alla morale”. L’opera in questione, poi, fu bandita in ben 50 Paesi a causa della rappresentazione estremamente grafica degli atti violenti e della crudeltà sugli animali. Ovviamente a spaventare maggiormente era [ed è] proprio questo senso di crudo realismo che permea il finto documentario ambientato all’interno della tribù di cannibali della foresta pluviale amazzonica. Una finzione che riusciva [e riesce] ad essere più vera e inaccettabile della realtà.
Uno shock emotivo tanto potente da aver ispirato registi come Quentin Tarantino e Eli Roth.
Per quest’ultimo l’imprinting cinematografico avuto grazie a Deodato è talmente formativo che lo porta a voler fare un personale passo all’interno del filone cannibalico con The Green Inferno, del 2013, che proprio a Cannibal Holocaust e a Ultimo mondo cannibale, altro mordace film del regista potentino, si ispira. Roth, tra l’altro, aveva già voluto il suo maestro italiano anche in veste di attore in un feroce e ironico cameo all’interno di un altro suo film: Hostel II, del 2007.
Ma l’eredità di Monsieur Cannibal per il cinema di genere contemporaneo non finisce qui: proprio da questo estremizzato senso di sospensione d’incredulità dovuto alla trovata di presentare al pubblico un finto documentario rinvenuto è nato, diversi anni dopo, il cult The Blair Witch Project – Il mistero della strega di Blair (1999) da cui poi è figliata una vera e propria moda cinematografica che dura ancora oggi. Quella del found footage, per usare termini precisi.
Ma è giusto che Deodato non sia ricordato solo per il genere più cupo: è stato l’aiuto regista di Roberto Rossellini e di Sergio Corbucci e ha lavorato con Riccardo Freda e Antonio Margheriti, senza disdegnare il mondo della TV.
Come tanti maestri del nostro Cinema, anche Deodato era assai generoso nel raccontare, con l’intento di far vivere anche a chi anagraficamente non aveva potuto farlo in diretta, i momenti più prolifici della nostra cinematografia di genere. Ascoltarlo durante la presentazione romana di Ballad in Blood, thriller ispirato a un feroce fatto di cronaca dei primi anni 2000, ad esempio, o avere la fortuna di chiacchierare con lui in situazioni più intime, al di fuori di cornici festivaliere, era sempre un’esperienza ricca di sorprese, di fatti curiosi e di risate. Difficile dimenticare il suo modo istrionico e coinvolgente di raccontare sé stesso, i suoi film e il Cinema, soprattutto ora che siamo tutti un po’ meno cannibali.
Plaion Pictures e Midnight Factory dedicano un preziosissimo cofanetto della collana Midnight Classics proprio al Deodato lontano dell’horror. Parliamo del Deodato Boxset, che si affianca agli altri titoli del regista già presenti in collana, che invece sono quelli più orrorifici: Cannibal Holocaust e Ultimo mondo cannibale.
Il Deodato Boxset, una raffinata Limited Edition 4K Ultra-HD + Blu-Ray a tiratura limitata, comprende in tutto 8 dischi per 4 film [Ondata di piacere, L’ultimo sapore dell’aria, Uomini si nasce poliziotti si muore e La casa sperduta nel parco] in doppia versione; oltre cinque ore di contenuti extra; cinque cartoline da collezione con le illustrazioni di locandina dei quattro film e la belle illustrazione utilizzata come cover del Boxset e un book da collezione [con testi e foto] incluso.
Il booklet è incluso nella rilegatura del raccoglitore a tasche, con immagine e grafiche, che accoglie con eleganza i dischi BD e 4K UHD.
Di seguito le sinossi e qualche riga sui quattro film proposti nel cofanetto.
Due giovani amanti, in fuga romantica su uno yacht al largo della Sicilia, si ritrovano invischiati nei torbidi segreti di un’altra coppia durante un fine settimana di seduzione, tensione e sangue.
Due coppie – interpretate da Silvia Dionisio e Al Cliver, la prima, e da John Steiner e Elizabeth Turner, l’altra, si trovano, quindi a condividere gli spazi circoscritti di uno yatch. Sull’imbarcazione la sensualità inizia a mescolarsi alla tensione: Deodato costruisce un thriller erotico, in cui lo scambismo gioca ruolo primario, partendo da un soggetto di Lamberto Bava e Gianlorenzo Battaglia.
Fra gli extra: la versione censurata del film, interviste a Deodato, Cliver, Steiner, Battaglia, Bava, Saverio Deodato, lo spot con commento, i trailer inglese e italiano e le scene tagliate.
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L’ultimo sapore dell’aria [1978]
Emarginato a scuola e trascurato in famiglia, Diego fugge di casa e trova lavoro in un club sportivo, dove coltiva di nascosto la passione per il nuoto. Accolto da una coppia che lo tratta come un figlio, sembra finalmente rinascere. Ma il destino ha altri piani per lui.
Al ragazzo, infatti, viene diagnosticato un tumore cerebrale che pare sia destinato a non lasciargli scampo.
Si tratta di uno dei film di Deodato meno noti, un lacrima movie davvero sui generis, che affianca alla parte drammatica una sportiva altrettanto importante.
Fra gli extra un’intervista al regista; una a Lamberto Bava e lo spot TV con commento.
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Uomini si nasce poliziotti si muore [1976]
Due agenti di una squadra speciale, autorizzata a operare oltre i limiti della legge e con licenza di uccidere, vengono incaricati di dare la caccia a un pericoloso criminale della malavita romana. Per incastrarlo, si infiltrano sotto copertura nel suo mondo violento e corrotto.
Sceneggiato da Fernando Di Leo, il film è violento poliziottesco, vietato ai 18 al momento dell’uscita in sala. Anche se inizialmente lo sceneggiatore aveva pensato a una storia omosessuale tra i personaggi protagonisti Antonio [Marc Porel] e Alfredo [Ray Lovelock], Deodato preferì modificarne l’animo e trasformarli in due playboy.
Quentin Tarantino lo ha definito «uno dei più grandi titoli di tutti i tempi ed è all’altezza del suo nome».
Nel disco BD le interviste a Deodato, Di Leo, Lovelock ;e poi quelle al produttore esecutivo Armando Novelli, a Gianluca Curti e al maestro d’armi Gilberto Galimberti. Sono presenti, inoltre, il trailer inglese, il trailer e gli spot televisivi, anche con il commento del regista.
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La casa sperduta nel parco [1980]
Due punk criminali si intrufolano in una festa esclusiva in una villa di lusso. Dopo essere stati derisi dagli ospiti snob, reagiscono prendendo tutti in ostaggio e scatenando un’escalation di violenza, caos e crudeli giochi psicologici.
Si tratta di un thriller dal forte erotico che Deodato costruisce con grande maestria lavorando all’interno di un’unica location, ma portando su schermo una tagliente metafora sulla rivalità tra classi sociali.
Fra gli extra del disco, oltre ai commenti del regista, un documentario – “Casa dolce casa – con interviste a Deodato, a Sergio D’Offizi, Antonello Geleng e Giovanni Lombardo Radice. In più promo reel di “Pamela”, serie tv mai realizzata, e un TV spot.
Luca Ruocco
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DEODATO BOXSET
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