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PREDATOR: BADLANDS di Dan Trachtenberg

Ha affrontato Arnold Schwarzenegger. Ha affrontato Danny Glover e perfino Adrien Brody. Tutti quanti senza avere la meglio. Ora, dopo anni di caccia e scontri sanguinolenti, Predator torna in una nuova veste dai toni più leggeri. Eh già, perché a ogni modo il personaggio è in casa Disney da qualche anno e in passato è quasi sempre stato il villain, la minaccia invisibile da sfuggire.

Adesso si cambia registro, nonché aspetto e abitudini: Dek [Dimitrius Schuster-Kolamatangi] è un giovane Yautja – il nome alieno dei Predator – reietto, mandato disperatamente nelle terre desolate di Genna per dare la caccia al possente Kalisk, la creatura più temibile di quel pianeta. Il giovane guerriero troverà un ambiente ostile, con mille insidie letteralmente ad ogni passo. Da predatore a preda. Altra cosa inaspettata, è il ritrovamento di Thia [Elle Fanning], un sintetico danneggiato della Weyland-Yutani in missione proprio per recuperare lo stesso esemplare. Weyland-Yutani, proprio così: la stessa compagnia dell’universo di Alien. Con riluttanza, Dek accetta di portare con sé i resti di Thia e insieme scopriranno di dover tenere testa ad una minaccia meno veemente e selvaggia dell’essere che sono venuti a cercare.

Con Predator: Badlands, il regista Dan Trachtenberg, già a capo di Prey e del riuscito film d’animazione Predator – Killer dei Killer, cerca di portare una ventata d’aria fresca al franchise e di fare qualcosa di non applicabile ai colleghi Xenomorfi di Alien. Essendo una specie più variegata e razionale, a volte in contrasto anche fra di loro, gli Yautja possono prestarsi a storie non per forza legate alla caccia all’uomo. Ecco perché risulta vincente la scelta di raccontare più in intimità le vicende di un singolo, ampliando la visuale sugli usi e i costumi della sua razza e mostrando ancor di più il suo “lato umano”. Un vero protagonista, insomma. Di conseguenza, non sentiamo più solo dei versi terrificanti o il ripetersi di frasi sentite dalle potenziali prede umane, ma un vero e proprio linguaggio. E i toni più leggeri? Qualche affezionato potrebbe storcere il naso nel vedere il Predator privato della sua passione per le mutilazioni terrestri, ma arrivati alla settima avventura filmica [escludendo gli Alien vs. Predator] un po’ di sangue in meno potrebbe essere ammissibile. Come accennato, siamo comunque in campo Disney, ed è chiaro che la major voglia ampliare il target ad un pubblico più giovanile. Ecco quindi il possibile motivo dell’introduzione di Bud [Rohinal Nayaran in motion capture], una tenera – ma non meno letale – creatura del pianeta Genna dagli occhioni dolci e dal gran sorriso, in un mix fra Gollum e Grogu [The Mandalorian]. Un personaggio facilmente utilizzabile per il merchandising del film rivolto ai più piccoli.

Dimitrius Schuster-Kolamatangi è un interprete meno imponente rispetto ai suoi predecessori; un aspetto che si addice al neofita Dek. Alcuni momenti insieme a Thia ricordano tanto quelli fra D-3BO [C-3PO] e Chewbecca ne L’Impero colpisce ancora, dove il droide danneggiato passava gran parte dell’ultimo atto legato alla schiena del Wookie, dando a quest’ultimo il tormento. Ed è un piacere vedere Elle Fanning a suo agio in una veste molto petulante e logorroica, senza però risultare noiosa. Ma la sua interpretazione riserva anche delle sorprese, mostrando una parte più glaciale e ostica. Data l’appartenenza di Thia alla Weyland-Yutani, il film ufficializza nuovamente l’universo condiviso con quello di Alien, essendo i film di Alien vs. Predator non più canonici dopo l’uscita di Prometheus. Possiamo quindi aspettarci non solo un futuro scontro fra le due specie, ma anche l’aggiunta di un’altra razza aliena diventata di proprietà Disney: nella stanza dei trofei degli Yautja, vediamo la testa di un altro extraterrestre distruttivo.

Predator: Badlands potrebbe non essere gradito agli affezionati di vecchia data, legati all’aspetto splatter e testosteronico dell’originale, ma bisogna dare atto dell’idea e del coraggio di voltare pagina, di edulcorare senza tradire, al di là delle finalità commerciali.

Luca Pernisco

PREDATOR: BADLANDS

Regia: Dan Trachtenberg

Con: Elle Fanning, Dimitrius Schuster-Koloamatangi, Reuben De Jong, Mike Homik, Rohinal Nayaran, Cameron Brown

Uscita sala in Italia: giovedì 6 novembre 2025

Sceneggiatura: Patrick Aison

Produzione: Lawrence Gordon Productions, Davis Entertainment, Toberoff Entertainment

Distribuzione: 20th Century Studios Italia

Anno: 2025

Durata: 107’

InGenere Cinema

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