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DYLAN DOG – IL GIORNO DEL GIUDIZIO di Tiziano Sclavi e Ugolino Cossu

Sulle pagine di InGenereCinema.com ci siamo trovati più di una volta a ragionare sull’incrollabile modernità della scrittura [non solo per i fumetti] di Tiziano Sclavi, autore che con una semplicità disarmante, uno stile diretto a tutti, riesce ad essere allo stesso tempo alto e basso e, ancor più importante, a raccontare contemporaneamente il presente e il futuro, rimanendo quindi sempre ancorato alla società che evolve giorno dopo giorno.

Da poco più di un mese, Sergio Bonelli Editore ha riportato in libreria, in edizione cartonata e di grande formato per la collana “Graphic Novel”, Il giorno del giudizio, storia scritta da Sclavi per il primo albo Gigante, pubblicato nel 1993, disegnata da Ugolino Cossu.

Da allora i lettori di Dylan Dog sono cambiati, sono cresciuti, alcuni si sono allontanati, altri si sono aggiunti, prendendone il posto. Dylan Dog è cambiato, passando attraverso varie curatele, esplosioni e ricostruzioni, autorialità più o meno presenti. È cambiato ancor di più il mondo fuori dalle pagine del fumetto, eppure, in una società come quella di oggi, lacerata da due guerre e sul filo di una di livello mondiale, rileggere le tavole iniziali de Il giorno del giudizio fa ancora lo stesso effetto della prima volta. Anzi, forse riesce ad averne uno ancora più eclatante.

In Arabia Saudita, ai confini del Kuwait, una squadra dell’esercito degli Stati Uniti avvista qualcosa in cielo che sembra avvicinarsi pericolosamente. Pensando a un missile, il colonnello ordina di fare fuoco e, quando i militari vedono crollare a terra l’angelo che hanno appena abbattuto, l’alto ufficiale cerca di non scomporsi troppo e prova a verificare se anche nella religione dei “nemici” siano presenti creature angeliche, prima di sentenziare un tagliente: “Allora mi sa proprio che abbiamo abbattuto uno dei nostri!”.

Chi conosce la scrittura del creatore di Dylan Dog, sa quanto Sclavi ci sia all’interno di questa breve sequenza e nel Il giorno del giudizio lo scrittore costruisce una macrostoria che contiene al suo interno tante piccoli, profondi e assurdi racconti più piccoli, che invadono la realtà londinese [e non solo] arrivando attraverso una porta che rimanda in modo creativo e intelligente a un racconto breve di Stephen King, raccolto nell’antologico Scheletri: Il word processor degli dei.

La giornata di ordinari sogni e orrori per Dylan Dog include nel menu sclaviano una storia d’amore delicata e leggera, che si svolge tra le strade di Londra, ma anche fra le nuvole che le sovrastano; l’intera popolazione trapassata di un cimitero locale che risorge dalle tombe in attesa di essere giudicata; un accalappiacani che fa del suo mestiere una missione di vita; defunti che si trasformano in mostri insettoidi; ricchi magnati che trasformano noiosi ricevimenti in mattanze splatter; e un giovane giornalista frustrato che scopre di essere suo malgrado collegato a tutte queste assurdità. E come nelle migliori e più bizzarre storie dell’indagatore dell’incubo, il finale non è mai davvero una porta chiusa.

 

I disegni di Ugolino Cossu sono estremamente precisi e realistici e in qualche modo stridono con il comico nonsense della storia, arrivando a creare una strana ma piacevole poesia visiva.

Cover in black e costina in viola.

A chiudere il volume, un approfondimento del sempre puntuale Franco Busatta,“Incidente del Reale”, e un’intervista a Cossu.

Luca Ruocco

DYLAN DOG – IL GIORNO DEL GIUDIZIO

Autori: Tiziano Sclavi, Ugolino Cossu

Editore: Sergio Bonelli Editore  [www.sergiobonellieditore.it]

Pagine: 112

Illustrazioni/Foto: 

Costo: 22,00 euro

InGenere Cinema

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