Home / Recensioni / Home Video / DELLAMORTE DELLAMORE di Michele Soavi

DELLAMORTE DELLAMORE di Michele Soavi

Dopo la fortunata tournée in sala, i festeggiamenti per il trentennale al Fantafestival 2024, e l’edizione StartUp! da collezione riservata a quanti hanno partecipato al crowdfunding organizzato da CG Entertainment, l’edizione doppio disco 4K Ultra HD + Blu-Ray di Dellamorte Dellamore di Michele Soavi arriva negli store nella sua edizione standard.

Si tratta di due dischi in tutto e per tutto simili a quelli riservati ai finanziatori dell’edizione speciale, ma con una semplice custodia amaray e una cover di sicuro meno importante di quella che ricreava con un artwork alternativo realizzati dal grafico Niccolò Fioriti, una delle scene più iconiche del film. Nell’edizione standard mana, inoltre, il blooklet curato da Elisa Baldini.

Resta il fatto che il restauro in 4K del più importante fra gli horror made in Italy degli anni ’90 deve per forza entrare nelle videoteche di ogni collezionista di horror che si rispetti.

Del film ne abbiamo parlato così tante volte che andremo a ripescare una delle nostre ultime analisi, per poi raccontarvi il ricco comparto extra.

Dellamorte Dellamore, prodotto da Tilda Corsi, diretto da Michele Soavi e sceneggiato da Gianni Romoli, venne presentato in Italia con un chiaro riferimento nella locandina: “dal romanzo di Tiziano Sclavi, l’autore di Dylan Dog”. A questa frase di lancio era affiancata una foto di Rupert Everett, che nel film interpreta Francesco Dellamorte ma che per Sclavi era stato anche ispirazione estetica per le fattezze del suo indagatore dell’incubo. Vederlo ritratto con giacca nera, camicia e pistola infilata nei pantaloni, portò molti a fare un collegamento diretto tra il nome di Dylan Dog citato in grafica e l’immagine di Everett, suggerendo erroneamente un legame diretto tra i due personaggi che, pur essendo stati creati dallo stesso autore sono profondamente differenti. Anche se il personaggio a fumetti è in qualche modo figliato dal guardiano di cimitero di Buffalora, il primo cerca di salvare il prossimo, schierandosi spesso dalla parte dei cosiddetti “mostri”; il secondo va in giro per il paese sparando ai vivi prima che muoiano di morte naturale e risorgano come “ritornanti”, solo per portarsi avanti con il lavoro. Da un lato una profonda umanità e un livello massimo di empatia, dall’altra la freddezza della solitudine e il cinismo, l’auto-esilio al di fuori della sua comunità e [forse] dalla realtà.

Francesco Dellamorte, insieme al suo assistente Gnaghi, affronta fra le mura del suo cimitero un’epidemia che fa risorgere i morti. Da guardiano di camposanto che ha un rapporto così stretto con la morte, Francesco inizia a interrogarsi sulle differenze tra i “ritornanti” e i vivi di Buffalora. Il suo isolamento e i difficili rapporti con gli altri, con le donne in primis, lo portano a diventare indifferente e alienato, scoprendo alla fine che il mondo esterno non esiste più per lui, così come non ha più valore la vita: né la sua, né quella degli altri.

Il film di Soavi, così come il romanzo di Sclavi, presenta elementi di nonsense e un tipo di humour nero e assai moderno. L’adattamento di Romoli è ragionato e rispettoso e, pur modificando la struttura narrativa con libertà personale, riesce a ricostruire una storia perfettamente in linea con quella originale, creando collegamenti intermediali anche con Orrore Nero, un albo speciale a fumetti che fece incontrare proprio Dylan Dog e Francesco Dellamorte.

Ma al cinema quelli che dovevano rappresentare dei punti di forza per il film si rivelarono inizialmente dei punti di rottura con un pubblico impreparato. Impreparato a vedere su grande schermo Dellamorte e non l’indagatore dell’incubo; impreparato per un horror italiano così innovativo; impreparato perché stava già disimparando ad apprezzare i film di Genere nostrani, ancor più perché in questo caso in cui veniva proposta la via dell’ibridazione e del nonsense.

In Dellamorte Dellamore, inoltre, il regista Soavi e l’effettista Sergio Stivaletti avevano deciso di ricreare anche esteticamente i morti viventi: i “ritornanti” sclaviani sono presentati, infatti, come ibridi cadavere/pianta con radici di mandragora, privi di sangue, ripieni di sabbia nera che schizza fuori dalle teste, quando vengono colpiti, e mostrano proprietà di parola e un macabro senso dell’umorismo.

 

Non si era pronti, all’epoca, ad assimilare nell’immediato cambiamenti così importanti e così folgoranti. Per fortuna il tempo ha fatto il suo lavoro e Dellamorte Dellamore è diventato un cult in Italia e all’estero, dove è conosciuto come Cemetery Man.

In patria non è stato più rifatto nulla di simile, e forse nemmeno all’estero. Dellamorte Dellamore ha anticipato di una decina di anni la moda statunitense delle zomedy, anche se non possiamo dire che si tratti di una commedia pura. Nel film di Soavi, infatti, si può leggere una poetica metafora dell’adolescenza, più che una parodia alla Zombieland. Il film, anche se i suoi autori non possedevano coscienza di quanto sarebbe storicamente avvenuto più avanti, è come se avesse sempre latente il sapore amaro di una riflessione su di un Genere in inquieta trasformazione. Non per niente aveva sin dalla produzione una vocazione internazionale, una forza centrifuga che sembrava volerlo allontanare dall’Italia pur rimanendo estremamente italiano nell’indole, nella sua follia: era, infatti, una coproduzione con Germania e Francia, girato in lingua inglese.  Negli USA, Martin Scorsese lo definì uno dei migliori film italiani degli anni Novanta.

Andiamo sugli extra: all’interno dei dischi troverete alcuni degli extra già realizzati da Nocturno Cinema e già inseriti nell’edizione doppio DVD e Blu-Ray edito sempre da CG Entertainment per la vecchia collana CineKult.

Quelli già visti sono: i due documentari di interviste “Conversando Dellamore”, con Michele Soavi, Gianni Romoli, Tilde Corsi e Barbara Cupisti, e “Conversando Dellamorte”, interviste a Soavi, Romoli, Corsi, Antonello Geleng, Sergio Stivaletti, in cui vengono raccontate e analizzate le due anime del personaggio di Sclavi e tutte le scelte produttive, registiche e artistiche che portarono alla realizzazione del film. Sono presenti anche il trailer originale e quello italiano del film, oltre a quello 2024 realizzato per l’edizione 4K, e il backstage già presente nell’edizione CineKult.

Sono inoltre presenti tre speciali utili per allargare il discorso e far incontrare Dellamorte alla creature di Sclavi più conosciuta, il suo Dylan Dog. “Quel fenomeno di Dylan Dog” è appunto una raccolta di interviste a Sergio Bonelli, Michele Masiero, Stefano Marzorati e Maurizio Colombo per raccontare l’indagatore dell’incubo.

Completano il tutto una retrospettiva sul Dylan Dog Horror Fest, storico festival horror milanese purtroppo defunto, e un lungo estratto di interventi e ospiti del suddetto.

Ma ci sono anche extra inediti che, ovviamente, non potevano non riguardare la presentazione in sala del nuovo restauro in 4K distribuito da CG Entertainment con Cat People: presente, infatti, l’incontro al Cinema Troisi con Romoli, Rupert Everet e Anna Falchi, e due interviste ai due attori protagonisti.

Luca Ruocco

DELLAMORTE DELLAMORE

Voto film: 

Voto Blu-Ray: 

Regia: Michele Soavi

Con: Rupert Everett, Anna Falchi, Francois Hadji-Lazaro

Durata: 103’

Formato: 4K UHD: 2160p UHD [16/9 – 1,66:1] – Dolby Vision; Blu-Ray: 1080p HD  [16/9 – 1,66:1]

Audio:  Italiano DTS-HD Audio 2.0; Inglese DTS-HD Master Audio 2.0; Dolby Atmos 7.1

Distribuzione: CG Entertainment [www.cgtv.it]

Extra: Conversando Dellamore [interviste a Michele Soavi, Gianni Romoli, Tilde Corsi, Barbara Cupisti]; Conversando Dellamorte [interviste a Michele Soavi, Gianni Romoli, Tilde Corsi, Antonello Geleng, Sergio Stivaletti]; Quel fenomeno di Dylan Dog; Dylan Dog Horror Fest – Una retrospettiva [interviste a Stefano Marzorati, Sergio Bonelli, Maurizio Colombo]; Dylan Dog Horror Fest On Stage; Making of; Interviste a Rupert Everett e Anna Falchi; Presentazione del film al Cinema Troisi; Trailer originale; Trailer Italiano; Trailer 2024

InGenere Cinema

x

Check Also

HEROES INTERNATIONAL FILM FESTIVAL – 9|11 dicembre The Space Moderno, Roma

La sesta edizione di HEROES International Film Festival si terrà al The Space Roma ...