Se lo avete amato per film come Gretel e Hansel e Longlegs, non dovreste lasciarvi sfuggire il Blu-Ray di The Monkey, il nuovo film di Osgood Perkins tratto dall’omonimo racconto di Stephen King, distribuito negli store da Eagle Pictures. Si tratta di un’opera interessante, se calata all’interno della filmografia dell’autore, anche se non di un film del tutto riuscito.
Voi amici di InGenereCinema.com sapete bene che parlando di Perkins dobbiamo forzatamente spalancare le porte dell’elevated horror, corrente del cinema dell’orrore contemporaneo assai puntata su una visione estetica ultra-curata e su una trama che parli della paura come di qualcosa di interno, misterioso, primordiale, non del tutto comprensibile e, soprattutto, non canonicamente raccontabile.
Che il maestro Carpenter la riconosca o meno come tale, la wave esiste e sta portando in sala alcuni titoli da non sottovalutare proprio per l’approccio a un racconto dell’orrore pensato, scritto e messo in scena in maniera “altra”, forse più cerebrale che violenta o grafica [pratica?], declinato in modo autoriale assai differente e personale da ognuno dei registi apparentati dalmovimento.
Con The Monkey, Perkins lavora sull’adattamento del testo di uno dei più riconosciuti maestri dell’orrore letterario, ma non è questa la motivazione più importante che notifica un momentaneo allontanamento dalle linee guida finora perseguite dall’autore. Con The Monkey, infatti, il regista decide di addentrarsi all’interno di un territorio molto più ironico e grottesco di quanto finora abbia fatto [o si sia dimostrato intenzionato a fare], nonostante il testo di King non presenti assolutamente questa venatura del ridicolo.
Il film, inoltre, proponendosi al pubblico come la più sanguinolenta horror comedy degli ultimi tempi, non si fa scrupoli a orchestrare morti eclatanti, esagerate, con un approccio grafico sovrabbondante ed eccessivo, che di certo regala belle cartoline al sangue, ma a lungo andare risulta insistito e ridondante.
I gemelli Hal e Bill Shelburn da bambini scoprono fra le cianfrusaglie conservate in casa una scimmia giocattolo che si scopre essere in grado di uccidere qualcuno ogni volta che batte i suoi piatti metallici. Anni dopo, e dopo aver perso persone importanti proprio a causa del giocattolo maledetto, i due sono costretti a fare nuovamente i conti con l’orrore quando la scimmia torna a incrociare la loro strada.
The Monkey diventa, quindi, una horror comedy patinatissima e graficamente esagerata. Niente da obiettare riguardo la libertà di adattamento, anche se le storie di King hanno quasi sempre un po’ subito una sorta di maledizione nell’essere trasposte. Quello che non va bene, in
questo caso, non è tanto il tentativo di trasformare La scimmia kinghina in una commedia, ma il fatto che questa inedita linea comedy non faccia davvero ridere. Non perché non si possa ridere della Morte, di un trauma o di una storia di Stephen King, ma semplicemente perché la commedia non sembra essere nelle corde del regista del film che, prodotto da James Wan, cerca di trasformare una piccola storia in un grande carnevale di sangue, sbagliando però evoluzioni, tempi, tormentoni e lasciando che tutto vada a finire solo in un gran fracasso annacquato di liquido ematico.
I momenti più efferati sono creativi e volutamente esagerati, ed è di certo per queste immagini rosso sangue che il film può colpire il pubblico [soprattutto quello meno esperto] ed essere ricordato.
Gli extra del Blu-Ray di Eagle Pictures prevedono un’intervista all’attore protagonista Theo James [3’] sulla doppia interpretazione dei due gemelli del film; una featurette di circa 4’ con interviste al cast tecnico e artistico; “Incredibilmente sanguinante”, un dietro le quinte di 3’ del film e il trailer. Ci sono inoltre due brevi video dall’anima ironica: il primo, chiamato “Hitchcock trailer” mostra Oz Perkins che introduce The Monkey con uno stile alla “Alfred Hitchcock Presenta”; il secondo, invece, “Morti impossibili: vere o finte?” vede Perkins e Theo James impegnati in una sorta di quiz in cui si interrogano a vicenda su una serie di morti incredibili, cercando di indovinare se siano realmente accadute o se invece siano semplicemente tratte da film.
–
Sempre fra i titoli del mese di Eagle Pictures, arriva negli store La città proibita, il nuovo film di Gabriele Mainetti, appena pubblicato anche sulla piattaforma streaming Netflix, ma davvero imperdibile in edizione Blu-Ray nella collezione di ogni amante del Genere made in Italy.
Mei [Yaxi Liu], una misteriosa ragazza cinese, arriva a Roma alla ricerca della sorella, caduta nella morsa di un gruppo criminale senza scrupoli. La ricerca la conduce all’interno di un ristorante etnico dietro cui si nasconde una pericolosa organizzazione criminale. A qualche portone di distanza, un altro ristorante – stavolta di cucina romana – cerca di resistere alla colonizzazione cinese del quartiere Esquilino, nonostante l’improvvisa scomparsa del proprietario Alfredo [Luca Zingaretti], che ha abbandonato la moglie Lorena [Sabrina Ferilli] e il figlio Marcello [Enrico Borello] per rifarsi una vita con un’altra donna. Le strade dei due giovani, cresciti all’interno di mondi e culture davvero distanti, si incrociano e si scontrano sonoramente nella Città Eterna, ma improvvisi e imprevisti intenti comuni li porteranno a superare la malfidenza e a collaborare.
La città proibita è un film decisamente atipico all’interno del magma produttivo del cinema italiano e di certo una conferma del talento del cineasta romano nel creare progetti strampalati ma dall’appeal produttivo fuori scala, sempre orientati verso il racconto di Genere dal respiro internazionale [stavolta si va a scomodare gongfu movie di tradizione hongkonghese], ma cercando di dare vita di volta in volta una strana e affascinante sincronizzazione con solide radici culturali molto romacentriche, quasi borgatare.
Così come aveva già fatto nel 2015 con Lo chiamavano Jeeg Robot, che mescolava cinecomic e action noir da Romanzo Criminale, e subito dopo nella sua versione di Freaks mescolata a una commedia dalla forte cornice da film storico, Roma è protagonista anche nel terzo lungometraggio di Mainetti. Proprio alla Città Eterna il regista dedica anche un importante “a parte”, con un viaggio notturno fra monumenti e antichità a bordo di uno scooter, con i due giovani protagonisti calati in una situazione romantica a citare un siparietto alla Vacanze romane.
La città proibita si dimostra, inoltre, perfettamente in linea con la poetica dell’autore che fin dalla sua opera prima ha macchiato il Genere con l’ironia e la risata, e ha tentato ibridazioni non regolamentari che, però, sono sempre risultate assai gradevoli. Cosa che succede anche in questo caso, almeno per tutto il primo atto, anche se le distanze tra la rilettura tarantiniana alla Kill Bill di un film d’arti marziali metropolitano e una versione ironica di Suburra sono davvero grosse da colmare. Niente da dire, però, fino a un certo punto tutto torna. Mainetti dimostra di conoscere e di saper stravolgere con rispetto anche in questo caso le regole scritte e non scritte dei Generi che affronta. Il meccanismo, però, comincia a mostrarsi un po’ frenato quando il senso ludico e gigionesco della gangster story declinata in commedia comincia a diventare strabordante e a trasformarsi in parodia, arrivando a offuscare l’impegno profuso nella ricostruzione della parte action, la cura dei dettagli e l’eleganza.
La città proibita si dimostra un film con due anime: una assoluta, chirurgica, perfettamente organizzata. Si tratta dell’anima action ereditata dal gongfu movie, che fa mostra di sé attraverso una serie di combattimenti orchestrati in maniera ineccepibile e che percorrono la città raccontata in lungo e in largo: dagli interni di cucine ingombrate da ogni tipo di suppellettile a location decisamente più solitarie e underground. L’altra più gigiona, ciarlatana, puntata su una mescolanza, in questo caso affidando il volante a Ferilli, Giallini e a una serie di scagnozzi volutamente discutibili. Purtroppo, però, queste due anime riescono davvero a fondersi in una sola davvero poche volte.
Nel Blu-Ray Eagle Pictures, tra gli extra, oltre al backstage e a una artwork gallery, “Come ca**o hanno fatto la Città Proibita?!” un’intervista al regista firmata Slim Dogs, in cui Mainetti rivela le soluzioni trovate per mettere in scena i combattimenti più coreografati, ma concede ai suoi fan anche qualche curiosità più piccola e divertente.
Luca Ruocco
–
THE MONKEY
Voto film:
Voto Blu-Ray:
Regia: Gabriele Mainetti
Con: Theo James, Elijah Wood, Osgood “Oz” Perkins, Tatiana Maslany, Laura Mennell, Sarah Levy, Christian Convery, Rohan Campbell, Corin Clark, Colin O’Brien, Danica Dreyer, Kingston Chan, Zia Newton
Durata: 95’
Formato: 2.0:1 – 1080@24 HD
Audio: Inglese DTS-HD Master Audio Originale 5.1; Italiano DTS-HD Master Audio Originale 5.1
Distribuzione: Eagle Pictures [www.eaglepictures.com]
Extra: Diventare Bill e Hal [intervista a Theo James]; Il cast; Incredibilmente sanguinante [Il dietro le quinte di The Monkey]; “Hitchcok” Trailer; Morti impossibili: vere o finte?; Trailer Italiano
–
LA CITTÀ PROIBITA
Voto film:
Voto Blu-Ray:
Regia: Osgood “Oz” Perkins
Con: Enrico Borello, Yaxi Liu, Marco Giallini, Sabrina Ferilli, Chunyu Shanshan, Luca Zingaretti, Elisa Wong, Paolo Buglioni
Durata: 138’
Formato: 2.39:1 – 1080@24 HD
Audio: Italiano DTS-HD Master Audio Originale 5.1
Distribuzione: Eagle Pictures [www.eaglepictures.com]
Extra: Backstage; Come ca**o hanno fatto la Città Proibita?! ft. Slim Dogs; Artwork gallery
–
InGenereCinema.com Gazzetta del Cinema e della Cultura Horror, del Fantastico, del Bizzarro e dello Straordinario

