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PINA di Wim Wenders

CG Entertainment ci accompagna in un viaggio sensuale e di grande impatto visivo, dove l’armonia tra mente e corpo raggiungi livelli altissimi. Stiamo parlando di Pina [2011] del visionario Wim Wenders, presentato in una edizione Blu-Ray che consigliamo vivamente a tutti gli amici di InGenereCinema.com: alla bellezza del film di cui vi avevamo parlato in occasione della sua uscita, si aggiungono contenuti extra di profondo spessore, che spiegano la genesi dell’opera ma anche lo straordinario talento di un’artista come Pina Baush, appunto, che ha fatto dell’arte della danza la sua ragione di vita, esplorandola attraverso le personalità espressive del corpo e al suo rapporto con lo spazio, scrivendo nuovi spazi nei quali muoversi in connessione profonda, attenti a condensare movimenti e codici gestuali, tra i fattori portanti del teatro danza di cui è stata illustre fondatrice.

Il cinema a cui ci ha abituati Wenders è estremamente oculato, un’arte dove la ricerca della perfezione è ad un passo dall’essere raggiunta, e in cui ogni elemento, dal piccolo al più grande, è partecipe di un lavoro di coordinamento e di sintonia chiaramente manifestato.

Pina è un film che vuole omaggiare Pina Baush, ed è tangibile la venerazione che il regista tedesco ha nei suoi confronti, come si evince dai suoi interventi nei preziosi contenuti extra dell’edizione Blu-Ray, in cui lo vediamo commuoversi già solo nel nominarla, e emozionarsi nel ripercorrere la genesi del film che era iniziata proprio con l’artista, venuta a mancare proprio nel corso della lavorazione, il 30 giugno 2009.

Il film è infatti frutto di molti anni di riflessione e di ripensamenti da parte di Wenders, che nel 1985 incontrò per la prima volta l’artista, in occasione della retrospettiva dedicata proprio agli spettacoli della Bausch in scena al Teatro La Fenice di Venezia. Wenders, in principio restio ad assistere ad uno spettacolo di danza, uscì dal teatro scioccato, scosso per ciò che aveva visto, e tutto questo viene raccontato in una sua intervista a corredo del film. Ai suoi occhi non si era presentato il solito spettacolo di danza, ma una rivoluzione vera e propria, che, come egli stesso dichiara, gli aveva devastato l’anima perché aveva avvertito non solo la potenza visiva dello stesso, ma anche la sua profondità. Ed è da questo folgorante episodio che il regista capì che doveva mettersi all’opera e dedicare il suo prossimo film proprio a Pina, come la chiama confidenzialmente.

Dopo la morte della stessa, Wenders voleva rinunciare al film, ma sentiva, come spiega, il dovere morale di onorarla, e così si diede inizio alle riprese, su incitamento dei ballerini del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, che avevano lavorato con la danzatrice per moltissimi anni, che si resero subito disponibili.

L’uso del 3D non è legato ad un adattamento all’attuale moda dai tempi in cui il film ha raggiunto la sala, che voleva il 3D predominare sempre e comunque, anche quando il suo uso non aveva un reale senso nell’opera. Qui la terza dimensione è utilizzata come un linguaggio nuovo, che davvero meraviglia gli occhi dello spettatore, perché dietro c’è la fatica di una troupe che vuole stupire con ogni mezzo. È una sorte di cornice ulteriore che vuole raggiungere i confini della magia, quasi a voler ipnotizzare lo spettatore. Ciò che Wenders ha voluto fare di questo film è riuscire a dare un’immagine completa di Pina, che potesse per un momento riportarla in vita. E come farlo, se non attraverso i corpi dei danzatori che le sono stati fedeli una vita? Proprio per questo, oltre alle quattro pièce che la stessa Bausch aveva previsto per il film, ma che non sarebbero certo bastate per dargli completezza, Wenders ha intervistato i danzatori, facendo loro delle domande a cui avrebbero dovuto rispondere con il corpo, in modo da dimostrare, ancora una volta, come il modo di far danza insegnato dalla Bausch fosse diverso dalla danza classica e moderno, perché derivazione di un modo di danzare coinvolgente, mai imposto, libero, innovativo e rivoluzionario. Diceva, infatti, Pina Bausch: “Non sono interessata a come si muovono i miei ballerini, ma a cosa li fa muovere”.

I contenuti extra contengono: Making of con commento del regista, in cui Wenders spiega il suo rapporto di amicizia con Baush e si sofferma sul film, che definisce un viaggio nell’incertezza; Scene tagliate con commento del regista; Intervista a Wim Wenders, che descrive la genesi e le tecniche di lavorazione del film, a come sia stato complicato approcciare il teatro danza in un film, a come le tecniche di ripresa potessero contenere lo spazio e molto altro; Clips video; 13 Clips in sequenza, Red carpet, Conferenza stampa, relativa alla conferenza stampa del film alla sessantunesima edizione del Festival Internazionale del Festival di Berlino il 13 febbraio 2011, alla presenza del cast tecnico e artistico, ballerini compresi ; e infine il trailer.

Gilda Signoretti

 

PINA

Voto film:

Voto Blu-Ray:

Regia: Wim Wenders

Durata: 103’

Formato: 1.85:1 – 16:9 HD1080 24p’

Audio: Originale DTS-HD Master Audio Originale 5.1  Originale Dolby Digital 2.0 Commento audio del regista al film

Distribuzione: CG Entertainment [https://www.cgtv.it/]

Extra: Making of con commento del regista, Scene tagliate con commento del regista, Intervista a Wim Wenders, Clips video,  (13 clips in sequenza), Red carpet, Conferenza stampa, Trailer

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